Amazon apre un altro centro in Italia. E' il nono

Dopo le polemiche dei mesi scorsi sul braccialetto elettronico, la protesta per il Black Friday e l'innovativo centro di Passo Corese, il colosso dell'e-commerce continua l'espansione nel nostro Paese. La regola delle due pizze di Riccardo Luna

Amazon apre un altro centro in Italia. E' il nono
 Amazon
 L'interno di un magazzino Amazon

Dopo mesi burrascosi per via della polemica riguardo l’ipotesi di dotare i propri dipendenti di un braccialetto elettronico, Amazon rilancia il proprio business in Italia. La società di Seattle aprirà un nuovo deposito di smistamento a Buccinasco, nella cintura a sud ovest di Milano.

Ricostruisce il Sole 24 Ore che si tratta del nono centro di questo tipo di Amazon in Italia e va ad aggiungersi a quelli di Avigliana (Torino), Origgio (Varese), Rogoredo (Milano), Crespellano (Bologna), Calenzano (Firenze), Vigonza (Padova), Pomezia e Fiano Romano/Passo Corese (Roma).

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Gabriele Sigismondi, direttore della logistica di Amazon per l’Italia, ha spiegato che il nuovo deposito di Buccinasco “consentirà ad Amazon di incrementare la capacità e la flessibilità della sua logistica in Italia, garantendo consegne più veloci ai clienti e un servizio migliore per le aziende che vendono tramite Amazon e che beneficiano della sua rete di distribuzione”.

Cento posti di lavoro in più

Tre mesi fa, a febbraio in piena campagna elettorale, Amazon aveva depositato un brevetto per un tipo di braccialetto wireless in grado di velocizzare la ricerca dei prodotti stoccati nei magazzini. Il sindacati aveva protestato con alcuni responsabili dell’azienda, evocando il rischio di un controllo a distanza dei lavoratori e sulla polemica era entrato anche il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda. Cento giorni più tardi le acque attorno ad Amazon sembrano essere molto più quiete, al punto da spingere Jeff Bezos a investire ancora in Italia.

Amazon apre un altro centro in Italia. E' il nono
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 L'interno di un magazzino Amazon

Nella nuova struttura milanese - “un vecchio capannone in ristrutturazione grande oltre diecimila metri quadri“, secondo il Corriere della Sera, lavoreranno cento nuovi assunti a tempo indeterminato ai quali verranno affiancati, nei periodi dell’anno durante i quali ci sarà maggior necessità, come quello natalizio, altri lavoratori regolati da contratti di somministrazione di lavoro, e quindi temporanei.

Non è il primo investimento di quest’anno del colosso americano dell’e-commerce nel nostro Paese. A gennaio Amazon aveva annunciato l’apertura, per il 2018, di un nuovo centro di distribuzione, il quarto in Italia, a Torrazza Piemonte nel torinese. Un investimento da 150 milioni di euro per una struttura da 60.000 metri quadrati in grado di dar lavoro a 1.200 persone entro tre anni dall’apertura.

Da Seattle all’Italia spendendo 800 milioni

“Amazon ha investito oltre 800 milioni di euro e creato più di 3.000 nuovi posti di lavoro in Italia dal suo arrivo nel paese nel 2010”, si leggeva nella nota diffusa a inizio anno dalla società di Jeff Bezos. Poco meno di due mesi più tardi, a fine febbraio, Amazon aveva annunciato il giro d’affari delle piccole e medie imprese italiane che vendono sul suo negozio online.

Sono “oltre diecimila aziende, di cui oltre un terzo esportano i loro prodotti soprattutto in Europa e alcune anche in tutto il mondo raggiungendo complessivamente i 350 milioni di euro nel 2017” per quanto riguarda le vendite fuori dai confini nazionali. La scorsa settimana avevamo provato a fare i conti in tasca ad Amazon partendo dal bilancio della società. Nel primo trimestre 2018 “il fatturato è cresciuto del 43 per cento rispetto ad un anno fa per arrivare a quota 51 miliardi di dollari”.

Successi e polemiche

Numeri da record, nonostante anche una serie di altri problemi che l’azienda ha dovuto fronteggiare di recente: dalle mobilitazioni dei dipendenti del centro di distribuzione di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, in occasione del Black Friday del 2017, alla crisi con il presidente statunitense Donald Trump che la accusa di “rendere il servizio postale americano più povero”. E negli stessi mesi, intanto, è arrivato anche l’annuncio dell’aumento del costo dei servizi di abbonamento Prime, quelli che garantiscono la consegna della merce in ventiquattro ore.



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