AGI - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la premier Giorgia Meloni sono in visita a Modena per portare il proprio saluto ad alcune delle persone rimaste coinvolte nel drammatico investimento di ieri. I due leader istituzionali hanno fatto visita all'ospedale di Baggiovara, a Modena e si recheranno ora all'ospedale Maggiore di Bologna, dove si trovano ricoverati i feriti che versano nelle condizioni più critiche. "Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente", ha detto ai medici di Modena il Capo dello Stato secondo quanto viene riferito. "Siamo consapevoli di ciòche fate ogni giorno", ha aggiunto.
I vertici dello Stato hanno voluto essere presenti sul territorio dopo che, nelle scorse ore, un 31enne alla guida di un'auto si è lanciato a folle velocità sui passanti nelle vie del centro storico modenese. Già ieri pomeriggio il Capo dello Stato aveva telefonato al sindaco della città emiliana, Massimo Mezzetti, per esprimere la propria solidarietà e per ringraziare i coraggiosi cittadini che hanno bloccato il giovane, un italiano di origine marocchina. Un gesto di vicinanza condiviso anche da Giorgia Meloni, la quale questa mattina ha annullato il viaggio istituzionale a Cipro – dove era in programma un incontro bilaterale con il Presidente della Repubblica cipriota – pur di fare immediato rientro in Italia e raggiungere l'Emilia-Romagna.
Il bollettino medico degli ospedali di Bologna e Baggiovara
Restano gravi le condizioni di tre degli otto feriti nella tragedia di ieri a Modena. Altre tre persone coinvolte sono state invece dimesse. Secondo quanto riferito dalla Usl di Modena, due pazienti ricoverati all'Ospedale Maggiore di Bologna sono entrambi in Rianimazione in condizioni definite stabili. La paziente donna di 55 anni presenta diversi traumi: le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e permane il pericolo di vita. L'uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile e non più in immediato pericolo di vita.
All'Ospedale Civile di Baggiovara la donna di 69 anni, giunta in codice 3 e operata nelle scorse ore, resta grave ma stabile; le condizioni della 53enne, arrivata in codice 3 e sottoposta a plurimi interventi chirurgici, sono gravi. Per entrambe la prognosi resta riservata. L'uomo di 59 anni, arrivato in codice 2 con un trauma facciale, e che ha passato la notte in osservazione in Medicina d'Urgenza, ha una prognosi di 30 giorni.
I pazienti dimessi e il servizio di psicologia dell'emergenza
Sono stati invece dimessi dal Pronto Soccorso del Policlinico di Modena una donna di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un uomo di 30 anni con attacco di panico (2 giorni di prognosi) e un uomo di 47 anni con ferita da taglio (7 giorni di prognosi). La situazione e' gestita in stretto coordinamento tra il sistema sanitario e la Prefettura.
Per tutte le persone che si trovavano nel centro storico di Modena, gli esercenti delle attivita' commerciali e i familiari che non e' possibile raggiungere, la Usl fa sapere che e' stato attivato un servizio di psicologia dell'emergenza, contattabile al numero di telefono 3398322090, costituito da un'equipe formata per affrontare questo tipo di situazioni.
De Pascale, uomo seguito ma mai segnali preoccupanti
"Confermo che la persona aveva avuto accesso negli anni passati a servizi di salute mentale dalle informazioni in nostro possesso ma non si erano mai evidenziate ne' episodi di autolesionismo ne' di violenza verso altri". L'ha detto il governatore dell'Emilia Romagna Michele de Pascale parlando all'ingresso dell'ospedale di Modena.
Il cittadino eroe: "L'attentatore blaterava cose incomprensibili"
"Blaterava delle cose, si sentiva che sapeva parlare italiano, ma aveva un accento straniero e non si capiva niente". Così parlando con i giornalisti Luca Signorelli, il cittadino eroe che per primo ha tentato di bloccare il 31enne che ieri ha investito una decina di passanti in centro a Modena, all'uscita dall'ospedale Baggiovara. A chi gli chiedeva se lo rifarebbe ha poi risposto: "Si', mi sono reso conto del pericolo che ho corso per ben due volte: prima, di essere investito e dopo, di essere accoltellato ma probabilmente lo rifarei".