Sul decreto Dignità e Boeri si aprono le prime, vere crepe tra M5s e Lega

Salvini attacca il presidente dell'Inps per le dichiarazioni sugli immigrati ma per Di Maio resta fino a fine mandato. E il Carroccio punta a modificare in Aula le norme sui contratti a termine volute dal M5s, che non piacciono alla base imprenditoriale leghista. Il ministro del Lavoro, nondimeno, nega le divergenze

Sul decreto Dignità e Boeri si aprono le prime, vere crepe tra M5s e Lega
Foto: Maria Laura Antonelli - Michele Spatari / AFP 
 Salvini Di Maio

Prime crepe nel governo M5s-Lega. Malgrado la "sintonia" dichiarata dai due 'azionisti', Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e ribadita con forza anche ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a poco più di un mese dall'insediamento dell'esecutivo si cominciano a registrare alcune dissonanze tra i due partiti. Due i temi che separano Salvini e Di Maio: le perplessità della Lega su alcune parti del decreto dignità e la permanenza al vertice dell'Inps di Tito Boeri, che il segretario leghista vorrebbe "cambiare", mentre il capo politico del M5s, stamane al termine di una conferenza stampa con lo stesso Boeri, ha ricordato che il mandato di quest'ultimo scade nel 2019.

Le divergenze sul dl Dignità

Ma è sul primo provvedimento economico dell'esecutivo Conte che si sono manifestate le prime divergenze di vedute politiche. Salvini non era presente nella riunione del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al dl dignità nè alla conferenza stampa a Palazzo Chigi di illustrazione del provvedimento, impegnato a Siena per il Palio e la visita a una villa confiscata alla criminalità organizzata. Al suo posto c'era il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Arrivando stamane all'assemblea dell'Ania - racconta Il Fatto Quotidiano -  Salvini ha parlato di "buon inizio" con l'approvazione del dl dignità. "Poi", ha subito precisato, "il Parlamento cercherà di renderlo ancora più efficiente e più produttivo".

"Sicuramente" è giusto, ha chiarito, "arginare le delocalizzazioni, arginare il gioco d'azzardo e la ludopatia, che sta rovinando migliaia di famiglie, e tentare di mettere mano alla precarietà con modalità su cui poi lavoreremo in Parlamento". Non è un mistero, infatti, che il partito di Salvini abbia perplessità sulle norme adottate sui contratti a termine che hanno suscitato la protesta dei piccoli imprenditori, grossa fetta dell'elettorato leghista.

Con Salvini nessuna divergenza, giura Di Maio

La frenata di Di Maio su eventuali significati modifiche al dl dignità è arrivata a stretto giro: "Il Parlamento è sovrano se le modifiche vanno dell'ottica del miglioramento troveranno il M5s disponibile al dialogo. Se invece vogliono annacquare le norme che abbiamo scritto, allora saremo un argine", ha chiarito il ministro del Lavoro, "non si arretra sulla precarietà, sulla sburocratizzazione, sulla lotta al gioco d'azzardo e alle multinazionali che delocalizzano dopo aver preso soldi allo Stato".  "Non ci sono divergenze con la Lega sul decreto dignità", ha poi assicurato, "ho parlato ieri con Matteo Salvini e siamo d'accordissimo", ha riferito. 

La reintroduzione dei voucher 

Altro tema è quello della reintroduzione dei voucher per la quale il Carroccio è schierato, in particolare nel settore dell'agricoltura, e che potrebbe arrivare in aula.  "Ribadisco che secondo me i voucher in agricoltura servono, servono anche per togliere l'idea che visto che non ci sono l'unica soluzione è il lavoro nero. La signora Camusso mi ha accusato di voler togliere i diritti ai lavoratori, ma io invece, sapendo bene come funziona il mondo del lavoro, voglio proprio tutelare quei diritti. Mi spieghi come vuole tutelare i lavoratori in agricoltura", ha detto il ministro delle Politiche agricole, Gianmarco Centinaio, intervenendo all'assemblea Anbi che si è svolta oggi a Roma. "Non penso che i voucher - ha continuato - risolveranno tutti i problemi, ma perché rinunciare. Secondo me uno Stato che rinuncia a una fetta di legalità per una questione di principio è uno stato che ha fallito. Servono - ha concluso - in agricoltura ma anche per il turismo, in questi settori potrebbero essere una soluzione".

Il caso Boeri

Altro 'fronte' è quello che riguarda Boeri. Salvini e il presidente dell'Inps - si legge su La Repubblica - da giorni dibattono sul tema del contributo dei migranti e degli stranieri al sistema pensionistico italiano, giudicato fondamentale da Boeri. Parlando al termine della presentazione della relazione annuale dell'Inps a Montecitorio, Di Maio ha chiarito che "Boeri fino al 2019 resta in carica".

"Con il presidente Inps su vitalizi e pensioni d'oro stiamo andando bene, poi su altre cose non siamo d'accordo", ha ammesso, mentre, quasi in simultanea, Salvini, dal suo ufficio al Viminale, tornava ad attaccare Boeri su Twitter per aver ribadito che sono i "dati" a testimoniare la "necessità" del contributo dei migranti per l'economia italiana. "'Servono più immigrati per pagare pensioni, cancellare legge Fornero costa troppo. Servono più immigrati per fare lavori che gli italiani non vogliono più fare'. Il presidente Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Dove vive, su Marte?", ha insistito Salvini. 

Le critiche dell'opposizione

Restano, intanto, le critiche dell'opposizione: "il decreto dignità si potrebbe chiamare decreto disoccupazione o decreto lavoro in nero o ancora decreto gelosia, perché il vicepremier Luigi Di Maio, molto geloso della grande visibilità di Matteo Salvini, ha puntato i piedi per una serie di norme con le quali anziché colpire la disoccupazione colpisce chi produce posti di lavoro", ha detto l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. "Non so se ci sia una spaccatura nel governo. Se Salvini vuole modificare il decreto dignità è una buona notizia. Il dl parte da un buon obiettivo, e cioè favorire la stabilizzazione delle persone e finisce per favorire l'esatto contrario, e cioè favorire la disoccupazione". ha affermato la presidente di Fdi, Giorgia Meloni. "Siamo pronti a trasformare la nostra proposta di legge per reintrodurre i voucher in un emendamento al dl dignità, per ridurre i danni di questo provvedimento", ha annunciato la capogruppo FI al Senato, Anna Maria Bernini. 



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