Perché Marco Mengoni può decidere il vincitore di XFactor

Il cantante torna sul palco di quel programma che lo ha consegnato al grande pubblico; forse davvero l’unico dei concorrenti a essersi costruito una solida carriera

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Flavio Lo Scalzo / AGF 
 Marco Mengoni

X Factor si mette il vestito buono stasera per la gran finale in diretta dal Forum di Assago di Milano. Una finale ricca di ospiti che, come già successo nelle precedenti edizioni, non risulteranno marginali alla gara.

È il caso di Marco Mengoni che duetterà con ognuno dei quattro finalisti in una manche a lui dedicata. Reduce dall’uscita di “Atlantico”, Mengoni torna sul luogo del delitto, in quel programma che lo ha consegnato al grande pubblico; forse davvero l’unico dei concorrenti di X Factor ad essersi costruito una solida carriera; l’aver trovato uno stile fondamentalmente unico, molto pop, dal respiro anche vagamente internazionale, ha dato i suoi frutti.

Il ragazzo ha lavorato tanto e nella giusta direzione, sapendo alternare buio e luci della ribalta; nessun artista più di lui risulta adatto ad accompagnare sul palco l’ultimo atto dei concorrenti di X Factor, perché è lui, se non l’unico il principale, ad aver solcato una strada da seguire nel duro e confuso mondo della discografia italiana. I quattro finalisti, comunque finisca la gara, si mettano su quella scia.

Quota trap tra gli ospiti rappresentata da Ghali, il ragazzo italo-tunisino che è forse l’unico a tenere droga, soldi e donne perlomeno ai margini delle proprie composizioni, non entrando così nel calderone infuocato che ha investito il genere dopo il dramma di Corinaldo. “Peace&Love”, “Cara Italia”, “Habibi” e ancora “Ricchi dentro”, “Ninna nanna”, “Happy days”, sono canzoni che sulla piattaforma Spotify raccolgono tra i 12 e i 43 milioni di click. Un successo impressionante e velocissimo per una carriera partita appena un anno fa.

Ci penseranno anche i Thegiornalisti a scaldare il pubblico del Forum, in pausa dal loro “Love tour”, che li ha visti incassare, sold out su sold out per ogni singola data su e giù per il paese, il gradimento dei fans in versione mainstream. Tommaso Paradiso è indiscutibilmente la nuova star della musica leggera italiana, è entrato in tackle sulla discografia riuscendo quasi a imporre un sound che ora si sta diffondendo come un virus a macchia d’olio dappertutto. Si sente un pizzico di “Thegiornalismo” in quasi tutte le nuove produzioni pop italiane. Chiaramente questo non è un bene perché poi di Tommaso Paradiso ce n’è uno solo ed è entrato talmente a piè pari nell’unicità del suo personaggio indie-star da essere diventato quasi la parodia di se stesso. 

E poi, chiaramente, ospiti di assoluto onore della serata, i Muse. La rock band britannica non ha bisogno di presentazioni; è una di quelle realtà che stanno scrivendo in questo momento la storia del rock contemporaneo. Una storia che stanno anche contribuendo a cambiare in qualche modo, ad aprirsi verso nuovi orizzonti, che stanno portando a spasso con loro in questo nuovo millennio, com’è giusto che sia. Il nuovo disco, uscito circa un mese fa, “Simulation Theory”, non si può dire di certo che sia il loro migliore, ma stiamo comunque parlando di una band che è giusto che esplori, che navighi nelle acque più alte e tempestose dell’azzardo musicale, perché è giusto che la musica, anche il rock, esplori se stessa, ed è giusto che a farlo sia chi poi in quelle acque non ci finisca annegato. Per X Factor poter offrire al pubblico un’esibizione di tale livello è una gran fortuna, da una parte; molto meno da un’altra dato che il livello, rispetto a concorrenti e altri ospiti, si alzerà vertiginosamente di colpo per poi, speriamo, non schiantarsi al suolo subito dopo.



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