Chi vincerà Sanremo? Storia di Ron

Sono i vavoriti secono i bookmaker. Ron, classe 1953, è in corsa con Lo stato Sociale e Ermal Meta e Fabrizio Moro

Chi vincerà Sanremo? Storia di Ron
Maria Laura Antonelli / AGF  
Sanremo 2018: Ron (Agf) 

Ermal Meta e Fabrizio Moro, Lo Stato Sociale, Ron, Max Gazzè: sono loro i favoriti della 68esima edizione del Festival di Sanremo secondo i bookmaker. I primi continuano a tenere banco in radio nonostante lo stop forzato: il duo è stato prima sospeso dalla gara e poi riammesso per valutare se il loro brano “Non mi avete fatto niente" fosse davvero un plagio di “Slenzio”, una canzone presentata 3 anni fa a Sanremo dallo stesso autore, Andrea Fabo. La giuria ha deciso che il brano di Meta e Moro è “nuovo” e loro proseguono a vele spiegate verso la vittoria. Non così facilmente però: dovranno vedersela con lo Stato Sociale che prima di quest’anno non aveva mai calcato l’Ariston. La loro “Una vita in vacanza” piace al punto da restare ancorata al secondo posto tra brani sanremesi con più passaggi in radio. Tra quelli destinati a diventare tormentoni Ron - almeno per ora - è solo nono, ma per Snai sarà lui a combattere per la vittoria. Ma chi sono i tre favoriti?

Ron è tra questi. Nato nel 1953 Ron, nome d’arte d Rosalino Cellammare, sul palco dell’Ariston fa rivivere Lucio Dalla, con il brano inedito del cantautore bolognese “Almeno pensami” inserito nell’album “Lucio!”. La sua carriera inizia nel 1970 quando, non ancora diciassettenne, sale sul palco del Festival di Sanremo con "Pa’ diglielo a Ma’”.

Negli anni ‘70, si legge sul suo sito, nasce l’amicizia e la collaborazione con Lucio Dalla cui seguono la stesura delle prime musiche (di Ron, ad esempio, è “Piazza Grande”, che Dalla porterà a Sanremo nel 1972), gli album sperimentali, i concerti impegnati (tra cui il celebre “Banana Republic”, con Dalla e De Gregori nel 1979) e una parentesi nel cinema (“Lezioni private”, “In nome del Papa Re”, “L’Agnese va a morire”, “Turi e i Paladini”, “Mascagni”) formano l’artista e lo lanciano definitivamente nel mondo della musica italiana. Nel decennio successivo, grazie ad album di successo come “Una città per cantare”, “Al centro della musica” e “Guarda chi si vede” (contenente “Anima”, canzone vincitrice del Festivalbar del 1982), Ron diventa uno degli artisti italiani più amati e consolida il suo successo tra gli addetti ai lavori ed il grande pubblico, tanto che, nel 1986, il regista Mario Monicelli inserisce nel suo “Speriamo che sia femmina” la fuga di casa delle protagoniste proprio per assistere ad un concerto dell’artista. Tra il ’90 e il ’96 nascono alcune sue canzoni entrate di diritto nella storia della musica italiana, come “Attenti al lupo”, “Non abbiam bisogno di parole”, “Le foglie e il vento” e “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, con la quale vince, sul palco con Tosca, il 46° Festival di Sanremo.

Seguono anni in cui le collaborazioni con altri artisti tra cui Fiorella Mannoia, Pino Daniele e Francesco De Gregori. Nel 2006 esce il doppio cd “Ma quando dici amore”, i cui proventi vengono devoluti a favore dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica per la lotta contro la malattia neurodegenerativa. Un impegno che prenderà di nuovo nel 2016 con “La forza di dire sì”, doppio cd contenente 24 duetti e 2 canzoni inedite. Nel 2014 e 2017 sale sul palco di Sanremo



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