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I sondaggi danno un vantaggio incolmabile al centrodestra

I sondaggi danno un vantaggio incolmabile al centrodestra

La Supermedia AGI/YouTrend  lascia presagire una vittoria a valanga nei collegi uninominali, e la certezza quasi matematica di una maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato. Sotto la quota del 3% sia Ipf/Impegno Civico di Di Maio-Tabacci che Italexit di Paragone

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© Francesco Fotia / Agf 
- Giorgia Meloni 

AGI - Torna, dopo alcune settimane di pausa estiva, la nostra Supermedia dei sondaggi. E torna in un momento estremamente “caldo” della campagna elettorale, con il deposito delle liste definitive avvenuto solo due giorni fa e un’agenda dominata dalle proposte dei vari partiti e – soprattutto – dalle schermaglie dialettiche tra i leader: il tutto quando manca un mese esatto alle elezioni politiche, previste per il prossimo 25 settembre.

Rispetto al nostro ultimo aggiornamento risalente allo scorso 4 agosto, sono cambiate diverse cose. Non tanto sul piano dei consensi ai partiti, quanto su quello dell’assetto delle diverse coalizioni. La novità più eclatante in questo senso è certamente la clamorosa rottura tra Carlo Calenda ed Enrico Letta, che ha portato da un lato a ridefinire il perimetro della coalizione di centrosinistra (di cui continua a far parte Emma Bonino con la sua +Europa), dall’altro a dar vita a un polo di centro – il “Terzo Polo” – formato dalla federazione tra Azione di Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi.

Prima di vedere che effetto hanno avuto questi movimenti sulla competitività delle diverse coalizioni, vediamo qual è lo stato di salute delle diverse liste: esattamente come prima della pausa estiva, Fratelli d’Italia è il primo partito, con il 24,3% dei consensi, staccando il PD (22,7%) di oltre un punto e mezzo. Nelle liste del partito di Enrico Letta troveranno posto anche esponenti del PSI e di Articolo 1-MDP, che quindi non comparirà più nella nostra Supermedia (almeno fino a nuovi, eventuali sviluppi dopo le elezioni).

 

 

Al terzo e quarto posto restano stabili la Lega (13,4%) e il Movimento 5 Stelle (10,9%), che nel corso della pausa estiva sembrano aver quantomeno rallentato il trend discendente che andava avanti ormai da molti mesi. Alle spalle di Forza Italia, fa il suo debutto il Terzo Polo composto da Azione/IV con un discreto 5,9%, mentre l’alleanza tra Verdi e Sinistra dopo un primo periodo incoraggiante sembra essere scesa stabilmente sotto il 4%. Al di fuori delle principali coalizioni, l’unica lista che sembra in grado di poter ambire a superare la soglia di sbarramento del 3% è ItalExit di Gianluigi Paragone. Le altre liste al di sotto di questa soglia (+Europa, i centristi di Noi Moderati e Impegno Civico del duo Di Maio-Tabacci) fanno parte delle due coalizioni principali, quindi verosimilmente eleggeranno alcuni dei loro esponenti nei collegi uninominali anche senza ottenere seggi nel riparto proporzionale.

Agli occhi dei lettori più attenti non sarà sfuggito un dettaglio, e cioè che la variazione del dato di ciascuna lista è stata calcolata su quello di due settimane fa, quando però la Supermedia era “in ferie”. Il motivo è che, in un’estate così particolare (è la prima volta da quando esiste la Repubblica che vengono sciolte le Camere e si entra in campagna elettorale nei mesi estivi), gli istituti di sondaggio hanno continuato a realizzare e pubblicare le loro inchieste, fermandosi solo nei giorni a cavallo di Ferragosto: così, per ottenere il dato dell’11 agosto, è bastato recuperare i sondaggi realizzate nelle due settimane precedenti e calcolare una Supermedia “ex post” da usare come metro di paragone per quella odierna.

Come dicevamo, però, l’effetto più significativo degli avvenimenti politici di inizio agosto si è avuto sul dato aggregato delle coalizioni: è questo, in effetti, il dato che bisogna guardare per capire chi ha le maggiori probabilità di vincere le elezioni politiche del prossimo 25 settembre.

 

 

Gli “arbitri” delle prossime elezioni, infatti, saranno i candidati nei collegi uninominali, uno per ciascuna coalizione. La legge elettorale in vigore (il Rosatellum) assegna la maggior parte dei seggi (poco più del 60%) con metodo proporzionale tra le liste che superano il 3%, sia alla Camera che al Senato. La restante parte dei seggi è assegnata in collegi uninominali a turno unico, dove vince il candidato che ottiene anche un solo voto in più degli altri. In una situazione equilibrata, cioè quando non vi è una coalizione nettamente più votata delle altre, il voto nei collegi non altera più di tanto la distribuzione proporzionale (è quello che è successo, ad esempio, alle Politiche 2018). Ma in una situazione come quella odierna, dove la coalizione di centrodestra (48,2%) ha quasi 20 punti di vantaggio su quella di centrosinistra (29,5%), l’esito più probabile è una vittoria “a valanga” dei candidati di centrodestra nei collegi uninominali. Questo potrebbe spingere il centrodestra a superare nettamente la maggioranza assoluta dei seggi, fino a sfiorare la soglia dei due terzi.

Certo, tante cose possono cambiare nel mese che abbiamo davanti: le campagne elettorali, in effetti, “servono” proprio a questo, a convincere gli elettori. E una campagna elettorale “azzeccata”, da parte di un partito o di una coalizione, potrebbe portare a un risultato molto diverso da quello tratteggiato dai sondaggi che vediamo oggi. A questo proposito, è il caso di fare una precisazione quantomai opportuna: si sente spesso dire che i sondaggi rilevano percentuali altissime di non rispondenti, cittadini che non esprimono una preferenza di voto, pari o superiori al 40% del totale. Questa cifra andrebbe nettamente ridimensionata. Come riporta un recente studio di SWG, infatti, solo una parte di questi elettori si recheranno effettivamente alle urne: molti altri (almeno il 16%, sommando “probabili” e i “sicuri”), infatti, si asterranno.

 

 

Se i trend storici degli ultimi decenni saranno confermati, l’affluenza alle prossime elezioni potrebbe attestarsi, per la prima volta, sotto il 70%. Ma se il 30% di elettori si asterranno, la percentuale di indecisi “effettivi”, il cui voto i partiti dovranno contendersi da qui al 25 settembre, è molto più bassa, e pari al 10% circa. Ecco perché nelle prossime settimane i partiti cercheranno sia di attrarre indecisi sia – soprattutto – di togliere voti ai propri avversari. Vedremo, nelle prossime settimane, se qualcuno riuscirà in questa impresa.

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 10 al 24 agosto, è stata effettuata il giorno 24 agosto sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (date di pubblicazione: 12 e 24 agosto), EMG (11 agosto), Noto (19 e 24 agosto) e Tecnè (11 e 18 agosto).

La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it