Conte prepara una nuova stretta. E chiede uno "shock globale"

Conte prepara una nuova stretta. E chiede uno "shock globale"

Appare scontata la proroga delle restrizioni ed è in discussione l'adozione di misure ancora più rigide, come chiesto dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana

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DIEGO RAVIER / HANS LUCAS - Giuseppe Conte

Per vincere la sfida contro il Coronavirus serve il contributo di tutti: è intervenuto in prima persona il Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha sentito i leader di maggioranza e opposizione e il premier Conte per tessere la tela dell'unità nazionale e mediare tra le forze politiche.

Il decreto 'Cura Italia' non arriverà in Parlamento blindato. Per il premier Conte non c'è alcuna preclusione al dialogo, la Camera e il Senato potranno apportare dei miglioramenti al testo varato dal Consiglio dei ministri senza stravolgerlo. Il luogo del confronto resta però il Parlamento e al momento non è stato fissato alcun incontro con Salvini, Meloni e Tajani, anche se il leader della Lega dice che se Conte lo dovesse chiamare si precipiterebbe a palazzo Chigi per consegnare le sue proposte.

"È giunto il momento di utilizzare il Mes"

Il presidente del Consiglio confida nell'apporto dell'Europa. È giunto il momento che l'Europa - spiega al Financial Times - utilizzi "tutta la potenza di fuoco" del suo fondo di salvataggio da 500 miliardi di euro per contrastare la crisi da coronavirus. Ecco, serve "uno shock globale senza precedenti", è giunto il momento di utilizzare il Mes, il fondo Salva Stati, "per offrire linee di credito di emergenza ai paesi colpiti dalla pandemia". Dunque "la strada da seguire è aprire linee di credito Esm a tutti gli Stati membri per aiutarli a combattere le conseguenze dell'epidemia" e - dice Conte - "il tempo è essenziale".

L'epidemia crea un clima di incertezza per il futuro ma il piano previsto dalla Bce ha comunque portato ad un calo dello spread. La preoccupazione tuttavia è legata all'emergenza sanitaria, considerato che il numero dei morti in Italia ha superato quello che si è registrato in Cina. 

La proroga dei termini per le misure restrittive decise l'11 marzo è un dato consolidato, poi se il premier imporrà un'ulteriore stretta - con un Dpcm ad hoc o con il provvedimento che allungherà i tempi delle decisioni già prese - è materia di confronto con le regioni, la Protezione civile, i ministri interessati e il comitato tecnico-scientifico. Il presidente del Consiglio anche ieri ha ascoltato le richieste provenienti dai vari territori colpiti dal coronavirus.

Oggi il governo dovrebbe fare un punto per prendere una decisione sulle misure da adottare. L'orientamento è quello di prevedere una maggiore severità dei comportamenti - ovvero niente corse all'aperto e passeggiate - con la possibilità di intervenire anche sui trasporti e sugli orari degli esercizi commerciali. Intanto si va verso l'aumento del numero delle forze dell'Ordine da impiegare nei controlli. Controlli che potrebbero essere eseguiti anche con il controllo sui cellulari e l'identificazione delle utenze telefoniche per verificare il rispetto delle regole.

Fontana chiede una linea più dura

La richiesta di una maggiore stretta è arrivata anche dal governatore della Lombardia Fontana che ha chiesto espressamente l'aiuto dell'esercito. Del resto c'e' l'ok del ministro della Difesa, Guerini, ad utilizzare militari impegnati in 'Strade Sicure' per la gestione dell'emergenza coronavirus e la possibilità di un impiego maggiore di forze sul campo.

Ma la priorità al momento resta quella di assicurare i presidi medici nelle zone più colpite dal virus. Si è discusso soprattutto di questo durante la video conferenza che si è tenuta alla presenza del premier, dei ministri Speranza, Boccia, Di Maio e Guerini e dei commissari all'emergenza Borrelli e Arcuri. Si è deciso di creare una task force di medici provenienti da ogni parte d'Italia da poter inviare nei territori con le maggiori criticità sanitarie. Ne arriveranno 300 nelle aree di Brescia e Bergamo. "Stiamo facendo ogni sforzo possibile per correre più veloce del virus e creare sempre più nuovi posti di terapia intensiva", ha spiegato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Boccia.