Ha (quasi) ragione Salvini sui reati degli stranieri. Ma c'è un legame con gli sbarchi?

Abbiamo verificato le dichiarazioni del leader leghista al Parlamento europeo

Ha (quasi) ragione Salvini sui reati degli stranieri. Ma c'è un legame con gli sbarchi?

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, intervenendo al Parlamento europeo lo scorso 6 febbraio, ha dichiarato: “In un anno i reati compiuti da cittadini stranieri sono stati 250 mila: il 55% dei furti, il 51% dello sfruttamento della prostituzione, il 45% delle estorsioni, il 40% degli stupri, 1.500 stupri in un anno”.

Si tratta di un’affermazione imprecisa ma sostanzialmente corretta - al netto di un’osservazione importante da fare sull’origine dei dati.

I reati degli stranieri

Salvini attinge con ogni probabilità i dati da un articolo de il Sole 24 Ore dello scorso 28 settembre. Il quotidiano di Confindustria ha avuto accesso a statistiche del Viminale “riservate” che si basano su dati “non consolidati”. Abbiamo chiesto al Ministero dell’Interno di poter visionare i dati, o almeno di confermarli, ma non è stato possibile ricevere in tempi brevi conferme o smentite. Restiamo dunque in attesa di risposta.

In ogni caso, l’articolo riporta un totale di 839.496 “segnalazioni riferite a persone denunciate/arrestate” nel periodo 1° agosto 2016-31 luglio 2017. Di queste 241.723 (28,8%) riguardano stranieri, circa i “250 mila” di cui parla Salvini.

Il dato si riferisce a denunciati/arrestati, e non specificamente ai “reati”. Sono dunque possibili discrepanze: i reati denunciati, ma i cui autori restano “ignoti”, potrebbero essere stati commessi da stranieri ma non rientrano nel conto del Viminale visionato dal Sole 24 Ore. Vengono invece inclusi soggetti stranieri denunciati e poi riconosciuti innocenti. Salvini è quindi impreciso nel parlare di “reati” e non di “denunciati/arrestati”: i due numeri potrebbero essere molto diversi.

Sempre sul Sole 24 Ore vengono poi elaborati i dati relativi alle varie figure di reato. La percentuale di stranieri tra i denunciati/arrestati per furto è del 40,8%, non del 55% come afferma Salvini. Il segretario del Carroccio forse si confonde con il sotto-insieme dei “furti con destrezza”, cioè borseggi e simili, che in effetti vedono la percentuale riferita agli stranieri al 55%.

Corretto il dato sullo sfruttamento della prostituzione (51,7%). Errato invece il dato sulle estorsioni: la percentuale di stranieri è appena del 18,2%, non del 45%.

Sostanzialmente corretto infine il dato sulle violenze sessuali: la percentuale di stranieri denunciati/arrestati per questo reato è del 37,5% sul totale. Il totale in valore assoluto è di 3.942, e dunque gli stranieri sono 1.478 (circa i 1.500 di cui parla Salvini).

Chi sono i criminali stranieri?

Nell’ultimo periodo si è collegato il problema della criminalità straniera con quello della recente ondata migratoria. Lo stesso Salvini nel suo intervento al Parlamento europeo, prima di citare i dati presi in esame ha sostenuto che “in Italia negli ultimi anni sono sbarcati 600 mila finti profughi, non in fuga dalla guerra ma che la guerra ce la portano in casa”.

Si tratta di un nesso che i dati, come abbiamo già verificato di recente, non consentono di fare. Da quando il flusso migratorio si è ingrossato significativamente, il numero di reati è rimasto sostanzialmente lo stesso, anzi è leggermente diminuito (più che leggermente per una serie di reati gravi, come gli omicidi e le violenze sessuali).

Vale la pena fare qualche osservazione sulle nazionalità degli stranieri che contribuiscono per più di un quarto – secondo i dati sopra citati – al totale degli arrestati/denunciati.

Per avere qualche indicazione di massima, possiamo guardare alle statistiche sulla popolazione carceraria. Secondo i dati dell’Amministrazione penitenziaria al 31 dicembre 2017 erano presenti nelle carceri italiane 57.608 detenuti adulti (tra imputati e condannati), di cui 19.745 con cittadinanza straniera (il 34%).

Tra questi i più numerosi sono i marocchini (3.703 detenuti, cioè il 18,8% del totale degli stranieri), seguiti da albanesi (2.598, cioè il 13,2%) e rumeni (2.588, cioè il 13,1%). Se aggiungiamo i tunisini (2.112, cioè il 10,7%) vediamo che le prime quattro nazionalità da sole pesano per più della metà (55,8%).

Nessuna di queste nazionalità rientra tra quelle più presenti tra le persone sbarcate negli ultimi anni.

Tra i 153.946 migranti sbarcati in Italia nel 2015, le prime nazionalità (dichiarate al momento dello sbarco) sono: eritrea (38.612), nigeriana (21.886) e somala (12.176).

Tra i 181.126 migranti arrivati in Italia nel 2016, le prime nazionalità dichiarate sono quella nigeriana (37.551), eritrea (20.718) e guineana (13.342).

Tra i 119.319 migranti arrivati in Italia nel 2017, le prime nazionalità dichiarate sono quella nigeriana (18.153), guineana (9.693) e ivoriana (9.504).

Nelle carceri i cittadini nigeriani ed eritrei – le due nazionalità maggiormente presenti tra gli immigrati sbarcati negli ultimi anni – sono rispettivamente 1.125 e 57, cioè il 5,7% e lo 0,3% del totale degli stranieri detenuti nelle carceri italiane (l’1,9% e 0,09% del totale dei detenuti).

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Conclusione

Salvini cita, con alcune imprecisioni, i dati sulla percentuale di stranieri tra i denunciati/arrestati in dodici mesi che provengono da un articolo del Sole 24 Ore. Siamo in attesa di ricevere la conferma ufficiale delle istituzioni.

Per inquadrare il fenomeno abbiamo incrociato i dati sulla nazionalità dei detenuti stranieri con quelli sulla nazionalità degli immigrati sbarcati negli ultimi anni. Le prime tre nazionalità straniere tra i detenuti sono diverse dalle prime tre nazionalità dei migranti sbarcati negli ultimi ann

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In un anno i reati compiuti da cittadini stranieri sono stati 250 mila: il 55% dei furti, il 51% dello sfruttamento della prostituzione, il 45% delle estorsioni, il 40% degli stupri, 1.500 stupri in un anno
Parlamento europeo
martedì 6 febbraio 2018


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