AGI - I primi militari europei sono pronti ad arrivare in Groenlandia, mentre Trump minaccia l’annessione agli Stati Uniti. Ma perché un’isola di appena 56 mila abitanti, perlopiù ricoperta di ghiaccio, è così contesa?
I motivi sono almeno tre: la presenza di miniere (anche inesplorate), la posizione strategica nell’Artico e le nuove rotte marittime che potrebbero aprirsi con lo scioglimento dei ghiacci entro il 2030.
Secondo un report del Parlamento europeo, “la Groenlandia si trova oggi al centro di una competizione geopolitica e di un crescente confronto tra le grandi potenze – Stati Uniti, Russia, Cina e Unione europea, che vi ha aperto un ufficio nel 2024. L'isola ha un'importanza strategica elevata grazie alla sua vicinanza alle nuove rotte marittime artiche, alla sua posizione chiave per le attività di sicurezza e difesa e alle sue vaste risorse naturali inesplorate, comprese quelle minerarie. La Groenlandia, secondo la sua strategia di politica estera, è aperta a una cooperazione rafforzata con i partner, inclusi gli Stati Uniti, che dal 1951 rappresentano un alleato fondamentale e un garante della sua sicurezza. Negli ultimi due decenni le relazioni si sono ampliate, includendo non solo la sicurezza, ma anche ambiente, scienza, salute, tecnologia, commercio, turismo, istruzione e cultura”.
La corsa all’Artico e alle nuove rotte marittime
La Groenlandia trovandosi vicino alle rotte marittime artiche emergenti, diventa un attore centrale nel futuro della navigazione internazionale: il Passaggio a Nord-Ovest lungo la costa canadese, il Passaggio a Nord-Est (o Rotta del Mare del Nord) lungo la costa artica russa e la futura Rotta Transartica o Transpolare, che attraverserà l’Oceano Artico centrale.
Con il continuo scioglimento dei ghiacci, queste rotte potrebbero diventare vie di navigazione cruciali, riducendo i tempi di trasporto e integrando – o persino sostituendo – le rotte tradizionali. Il Passaggio a Nord-Ovest e quello a Nord-Est potrebbero diventare praticabili per la navigazione commerciale già nei prossimi anni. Tuttavia, “la Rotta Transpolare ha un potenziale rivoluzionario una volta che le condizioni del ghiaccio consentiranno il passaggio intorno al Polo Nord”, sottolinea il report UE. Questa rotta ridurrebbe drasticamente la distanza tra Atlantico e Pacifico ed eviterebbe in gran parte acque territoriali e ZEE, aumentando la sua rilevanza geopolitica.
Lo scioglimento dei ghiacci non è un’ipotesi remota. Secondo il rapporto 2023 dell’IPCC, tra il 1979 e il 2018 il ghiaccio pluriennale (con almeno cinque anni di età) è diminuito di circa il 90%. Le proiezioni indicano che la perdita di ghiaccio artico continuerà almeno fino alla metà del secolo, con alcune stime che prevedono il primo giorno senza ghiaccio già prima del 2030. Perché il trasporto marittimo artico diventi davvero un punto di svolta, però, serviranno periodi prolungati di oceano completamente libero dai ghiacci.
Sicurezza e difesa
Per la Nato e gli Stati Uniti, la Groenlandia è strategica per diverse ragioni. L’isola fa parte della NATO e ha un accordo di difesa con gli Stati Uniti, tramite la Danimarca, dal 1951. In base a tale accordo ospita la Pituffik Space Base, un’installazione militare statunitense che supporta i sistemi di difesa antimissile e di sorveglianza spaziale dell’Alleanza.
Le moderne operazioni militari dipendono dai satelliti in orbita polare per monitoraggio meteorologico, comunicazioni, imaging, intelligence, sorveglianza e ricognizione, oltre che per lo sviluppo di alternative al GPS. La posizione della Groenlandia è ideale per queste attività, e la Pituffik Space Base svolge un ruolo cruciale sia nell’allerta precoce contro minacce missilistiche sia nel monitoraggio delle attività spaziali, contribuendo alla postura di deterrenza della Nato.
L’isola si trova inoltre nel corridoio GIUK (Groenlandia-Islanda-Regno Unito), un passaggio strategico dell’Atlantico settentrionale fondamentale per il traffico tra Atlantico e Artico e tra Nord America ed Europa. Controllare questo corridoio significa monitorare e proteggere le principali linee di comunicazione marittime, individuare minacce sottomarine – incluse le sempre più frequenti attività ibride russe – e garantire un rapido dispiegamento delle forze Nato in caso di crisi.
Le risorse naturali inesplorate
Il sottosuolo groenlandese contiene minerali di valore, terre rare, metalli e pietre preziose, carbone, grafite e uranio, con un elevato potenziale di nuove scoperte. Un rapporto del 2023 del Servizio geologico di Danimarca e Groenlandia (GEUS) indica che l’isola possiede 25 dei 34 minerali critici individuati dall’UE, tra cui grandi giacimenti di grafite (fondamentale per l’industria militare), litio (per le batterie) e terre rare (per le tecnologie pulite).
Le preoccupazioni degli Stati Uniti: Cina e Russia all’orizzonte
Il coinvolgimento cinese in Groenlandia ha superato una soglia critica per Washington quando, nel 2018, la società statale China Communications Construction Company vinse un appalto per costruire tre aeroporti sull’isola. Parallelamente, cresce la preoccupazione per l’aumento delle attività militari e commerciali russe nell’Artico. La cooperazione sempre più stretta tra Russia e Cina, soprattutto dopo l’invasione dell’Ucraina, alimenta il timore che Mosca possa diventare un canale per una presenza cinese più forte nella regione.
La posizione della Groenlandia sull’invasione russa – definita “un attacco a uno Stato sovrano” e “una violazione diretta del diritto internazionale e del diritto del popolo ucraino all’autodeterminazione” – non è sufficiente a dissipare le preoccupazioni statunitensi.