Chi è Hope Hicks, la confidente di Trump chiamata a testimoniare per il Russiagate

Ex modella di Ralph Lauren, la direttrice della comunicazione della Casa Bianca è da sei anni al fianco della famiglia del presidente, il quale la considera uno dei membri più affidabili della sua squadra

Chi è Hope Hicks, la confidente di Trump chiamata a testimoniare per il Russiagate

In principio fu Sean Spicer con i suoi "fatti alternativi", secondo la celebre definizione della consigliera del presidente, Kellyanne Conway. Poi fu la volta dell'effimera parabola di Anthony Scaramucci, durato appena dieci giorni, dopo aver lasciato la sua azienda e essere stato piantato dalla moglie, che non sopportava Donald Trump. Dallo scorso agosto la delicatissima posizione di capo della comunicazione della Casa Bianca è  quindi passata a Hope Charlotte Hicks, modella per Ralph Lauren nell'adolescenza, molto vicina a Ivanka, la figlia prediletta del presidente, al cui circolo la ventinovenne è vicina da ormai sei anni. Una lunga frequentazione che rende attesissima la sua imminente testimonianza presso la Commissione d'Inchiesta sul Russiagate​ (le presunte manovre di Mosca per favorire l'elezione di Trump alla Casa Bianca) presso la Camera dei Rappresentanti.

Chi è Hope Hicks, la confidente di Trump chiamata a testimoniare per il Russiagate
 Hope Hicks in visita alla Trump Tower

"Hicks è una testimone fondamentale per capire se qualche funzionario della campagna di Trump agevolò gli sforzi russi per interferire nelle elezioni", scrive Politico, "è stata una confidente di Donald Trump per anni ed è stata al suo fianco durante i momenti della campagna elettorale e i primi mesi alla Casa Bianca che rientrano nell'interesse degli investigatori, incluso il procuratore speciale Robert Mueller".

Benché sia piuttosto giovane e non abbia avuto alcuna esperienza politica prima di entrare nel giro dei Trump, Hicks, a differenza di Scaramucci che non aveva alcuna esperienza di rilievo nel campo della comunicazione, ha un curriculum adeguato. Non solo, è, per così dire, figlia d'arte: suo padre, Paul Burton Hicks, è stato il vicedirettore dell'ufficio stampa dell'Nfl, la federazione nazionale del football americano, dal 2010 al 2015 e prima ancora era stato il capo dello staff di Stewart McKinney, un deputato repubblicano del Connecticut.

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 Kellyanne Comway e Hope Hicks

L'incontro con 'The Donald'

I rapporti di Hope con la famiglia Trump iniziano nel 2012, quando, per la società di pubbliche relazioni dove era stata assunta, la Hiltzik Strategies, inizia a curare la comunicazione della nuova linea di moda firmata da Ivanka, che due anni dopo la vorrà a tempo pieno nella Trump Organization. La ragazza si fa notare, tanto che nel gennaio 2015, 'The Donald' la convoca per una proposta che non potrà rifiutare. "Mister Trump mi guardò e mi disse: 'sto pensando di correre per la presidenza e tu sarai il mio addetto stampa',", è il racconto di Hicks. Occuperà la posizione fino alla conclusione della campagna elettorale che porterà l'immobiliarista alla Casa Bianca, diventando il membro più longevo del team. Hope è quindi una "trumpista" della prima ora, come Steve Bannon e la stessa Comway, in compagnia dei quali viene spesso ritratta.

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 Hope Hicks e il 'chief strategist' della Casa Bianca, Steve Bannon

Uno stipendio da record

Sin dai giorni delle primarie fu Hope a decidere, tra le 250 richieste di contatto ricevute al giorno, quali giornalisti avrebbero parlato con il magnate. Ed era lei che dettava a Trump alcuni dei suoi controversi 'tweet'. Hope trascorreva quasi tutta la giornata nell'ufficio dell'allora candidato. Un impegno - e qua un parallelismo con Scaramucci c'è - che le costerà un fidanzato che stava con lei da sei anni. È però grazie al suo lavoro (portato avanti in solitaria) che, nel gennaio 2017, si guadagna un posto nella lista di Forbes degli under 30 più influenti. Quando viene assunta, diviene una delle figure più pagate della squadra della Casa Bianca, con uno stipendio mensile di 179.700 dollari, lo stesso di Bannon e dell'ex 'chief of staff' Reince Priebus. Doveva essere un incarico ad interim, in attesa che l'imprevedibile Trump scegliesse qualcuno a cui affidare il compito stabilmente. Ma, lo scorso settembre, il suo ruolo era già ufficiale. Un segno inequivocabile di quanto il presidente si fidi di lei.

@CiccioRusso_Agi



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