Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia

Un consigliere del presidente Bolsonaro; "Arriverà presto in Brasile e da qui sarà trasferito in Italia affinché possa scontare l'ergastolo, in base a quanto ha deciso la giustizia italiana". Salvini: "Infame e vigliacco, la pacchia è finita"

Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia
 (Agi)
  Cesare Battisti, arrestato in Bolivia

Dopo 37 anni, è finita la latitanza dell'ex terrorista italiano Cesare Battisti, che è stato catturato in Bolivia. Battisti, ha affermato Filipe G. Martins,, consigliere speciale del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, "arriverà presto in Brasile e da qui sarà trasferito in Italia affinché possa scontare l'ergastolo, in base a quanto ha deciso la giustizia italiana". L'ex terrorista, secondo i media brasiliani, è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra, da dove verrà messo su un aereo per l'Italia che partirà in tarda serata per poi atterrare nel nostro Paese nel primo pomeriggio.

Intorno alle 22 di sabato 12 gennaio (ora italiana) Battisti è stato arrestato da una squadra dell'Interpol. Era latitante dal dicembre scorso, quando gli era stato revocato lo status  di residente permanente in Brasile. Secondo il Corriere della Sera, Battisti era da solo al momento del fermo e non ha opposto resistenza.

Indossava pantaloni e maglietta di colore blu, e un paio di occhiali per proteggersi dal forte sole e cercare, ulteriormente, di camuffarsi. Caricato in macchina e accompagnato in una caserma della polizia per le comparazioni tecniche (a cominciare dalle impronte), l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo non ha aperto bocca.


Si legge sul Corriere: "Quella squadra speciale aveva indirizzato con decisione la caccia intorno a Santa Cruz poco prima di Natale. Un lavoro minuzioso e certosino, un lavoro di strada attingendo agli informatori e alla conoscenza del territorio, un lavoro di tentativi, calcoli e azzardi. Nella giornata di sabato, l’epilogo. Dapprima è stata circoscritta la zona nella quale Battisti si era nascosto. Dopodiché, sono stati compiuti gli appostamenti in almeno tre, quattro aree differenti, anche se sempre nel raggio di pochi chilometri. Fin quando, a bordo della strada, con un passo ciondolante, forse conseguenza di uno stato di ebbrezza, gli investigatori dell’Interpol hanno notato quell’uomo. Tolta la barba, che come detto si è rivelata fasulla, c’erano molti dettagli sia dell’andatura sia dei lineamenti, in particolare del viso, che combaciavano con le ultime fotografie e gli ultimi video su Battisti, anche se parecchio datati. L’Interpol, con il supporto della polizia boliviana, ha avvicinato e accerchiato il terrorista".


Ora Cesare Battisti dalla Bolivia sarà trasferito in Brasile, poi si darà corso all'estradizione in Italia, dove dovrà scontare l'ergastolo.

Salvini ringrazia l'Interpol e Bolsonaro

“Ringrazio per il grande lavoro le Forze dell’Ordine italiane e straniere, la Polizia di Stato, l’Interpol, l’AISE e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti, un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera". Questo il primo commento del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che in post su Facebook a ha voluto esprime grande apprezzamento per la posizione presa dal presidente Bolsonaro. "Grazie di cuore al presidente Jair Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l’Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle Autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici.

Il mio primo pensiero va oggi ai famigliari delle vittime di questo assassino, che per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri, coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. È finita la pacchia. #dalleparoleaifatti”".

L'estradizione di Cesare Battisti era stata firmata un mese fa dal presidente Michel Temer, che dal primo gennaio scorso ha lasciato il posto a Bolsonaro, vincitore delle ultime elezioni presidenziali, che aveva annunciato già in campagna elettorale l'intenzione di consegnare l'ex terrorista alle autorità italiane.

Poi è arrivata, a metà dicembre, la decisione di farlo arrestare, presa dal Supremo tribunale federale (Stf), per evitare il pericolo di fuga in vista di un'eventuale estradizione. Ma Battisti aveva già lasciato il Brasile: a Cananea, sulla costa di San Paolo, dove risiede, non lo vedevano da novembre. A metterlo in allarme erano stati, tra l'altro, i continui annunci pubblici della sua imminente cattura.

Conte ringrazia il Brasile e la Bolivia

Un aereo italiano, con a bordo uomini della Polizia e dell'Intelligence, è volato verso il Sudamerica, dove poi il personale delle forze dell'ordine prenderà in consegna Cesare Battisti. Lo riferiscono fonti del Viminale. Battisti "è entrato illegalmente nel Paese, apparentemente con documenti falsificati", ha spiegato una fonte governativa brasiliana. L'arrivo di Battisti, è previsto presumibilmente per domani nel primo pomeriggio. Il volo del governo italiano dovrebbe partire dalla Bolivia nella tarda serata e raggiungere Roma domani nel primo pomeriggio, dopo uno scalo tecnico, riferiscono fonti ben informate.

Battisti sarà espulso dalla Bolivia e consegnato alle autorità italiane all'aeroporto di Santa Cruz. Lo ha riferito - scrive il quotidiano El Deber - il ministro Carlos Romero. "Sarà consegnato da Interpol Bolivia alle sue controparti in Italia, il luogo di consegna sarà l'aeroporto internazionale Viru Viru", ha aggiunto il ministro Romero in una conferenza stampa.

"Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma", scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Poco fa - spiega - ho sentito al telefono il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ho voluto ringraziare a nome di tutto il governo italiano per l'efficace collaborazione che ha portato alla cattura di Battisti. E allo stesso modo ringrazio le autorità boliviane. È un grazie con il quale sento di interpretare anche il sentimento delle famiglie delle vittime e di tutti coloro che chiedevano fosse fatta giustizia. Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni", conclude Conte.



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