All'Ifa di Berlino si è parlato più di frigoriferi che di smartphone

L'evoluzione dei cellulari ha poco da dirci ormai. La vera rivoluzione è nella 'casa intelligente'

ifa berlino iot smarthome frigoriferi lavatrici
CARSTEN KOALL / DPA
 
 Uno stand dell'Ifa dedicato ai grandi elettrodomestici connessi in rete

Il dato è ormai consolidato: persino gli italiani passano sempre meno tempo ai fornelli. Secondo una ricerca Nielsen, il 50% delle donne (e l'87% degli uomini) passa oggi meno di mezz'ora al giorno a far da mangiare. Significa che passiamo meno tempo in cucina?

No, a giudicare dalle tendenze dell'Iot, quell'Internet of Things che un tempo andava generalmente sotto il nome di domotica e che oggi comprende di tutto: dal robot aspirapolvere al frigorifero dal quale tenere d'occhio la cameretta dei bambini. E i prodotti di punta presentati all'Ifa di Berlino confermano la tendenza.

Che cosa è l'Ifa

Oggi si guarda molto a oltreoceano o all'Estremo Oriente per scoprire quali novità cambieranno la nostra vita, ma nella prima metà del secolo scorso era a Berlino che si decideva la storia (e non solo sul fronte tecnologico). Per dare un'idea, nel 1931 fu alla Internationale Funkausstellung Berlin che il fisico tedesco von Ardenne presentò il Tubo a raggi catodici, quello che sarebbe stato utilizzato per i televisori. Ed è qui che, nel 1933, i nazisti riuscirono a proporre la prima radio di largo consumo, la Volksempfänger, che durante la fiera vendette 100.000 pezzi. Ed è sempre qui che nel 1963 l'olandese Philips presentò le prime audio cassette compatte, oggi unn oggetto da collezionisti.

Da allora ci sono stati tv a colori, cd, computer, dvd, cellulari e smartphone che negli ultimi vent'anni hanno dominato la scena, sottraendola ad altri oggetti di uso quotidiano diventati così familiari da sembrare destinati a restare immutabili: gli elettrodomestici.

Certo, anche il televisore è un elettrodomestico (un tempo si sarebbe chiamato 'brown' per distinguerlo, insieme con gli impianti hi-fi, dai 'white': frigoriferi, lavatrici e quant'altro) e, soprattutto negli ultimi anni, ha subito spettacolari evoluzioni (mentre con orgoglio installate il vostro nuovo tv 4K stanno per essere commercializzati gli 8K), ma quello che davvero sta cambiando in maniera radicale è ciò che teniamo in cucina. Tutto: dal frullatore alla lavastoviglie. Per non parlare delle lavatrici, diventate - insieme ai robot aspirapolvere - le vere icone della rivoluzione dell'Iot.

Ma facciamo un piccolo passo indietro.

Che cosa è l'IoT

Semplificando, è quella rete di connessioni che permette, ad esempio, alla vostra auto di dialogare con i sensori posti lungo una strada o al vostro frigorifero di ordinare quello che manca alla Esselunga.

Già a inizio 2018 un colosso dell'Iot come Samsung, nel corso del suo European Forum aveva mostrato di puntare tutto sugli elettrodomestici interconnessi. Tra cui, per l'appunto, il frigorifero dal quale si possono avere le ultime notizie, controllare il meteo, tenere d'occhio l'agenda e non perdere di vista i bambini in giro per casa. Un ampio display sulla porta del frigo si può connettere con tutto ciò che fa capo al router di casa: dal robot aspirapolvere alla telecamera di sicurezza del garage.    

L'idea, dice Dan Harvie, Vice President della divisione Home Appliances di Samsung in Europa, è di "rendere la vita quotidiana più pratica, affidabile e piacevole”. Bene. Perfetto. Ma significa moltiplicare in maniera esponenziale la quantità di informazioni cui in modo o nell'altro si può avere accesso dal web: dal contenuto del frigo ai giochi preferiti del bambino. Ecco quindi che i temi della sicurezza e della privacy tornano a essere fondamentali.  

Il frigorifero ci aiuta o ci spia? 

L'idea che un frigorifero diventi un Family Hub per intrattenere, informare e connette (pianificando un pasto in base alle date di scadenza degli alimenti o alle esigenze nutrizionali, distinguendo le voci dei singoli membri della famiglia in modo da offrire a ognuno informazioni personalizzate e condividendo foto, posizioni e calendari) è affascinante e anticipa la casa in cui non è più necessario impartire comandi perché i sensori e i dispositivi riescono addirittura ad anticipare i bisogni degli esseri umani. Una lavatrice che ci dice che ci si sta allagando il pavimento permette di avere la sensazione che tutto sia sotto controllo. Ma il controllo di chi? 

Esistono due temi a riguardo che possono essere definiti due lati della stessa medaglia: la sicurezza e la privacy. I dispositivi devono essere non solo a prova di incendio o corto circuito, ma inviolabili da parte degli hacker. Ed è dovere di una grande azienda essere molto chiara verso l’utente e specificare quali e quanti dati sono necessari per erogare i servizi.

In passato si sviluppava un dispositivo connesso e in un secondo momento ci si preoccupava della sicurezza che spesso veniva gestita tramite una componente applicativa installata sull’hardware. Samsung ha approcciato il tema della sicurezza nella logica contraria pensando ad essa nello stesso istante in cui si sta progettando il dispositivo.

L’esempio più concreto è Samsung Knox, una soluzione di sicurezza certificata da enti militari e organismi che nel mondo valutano i livelli di sicurezza di diversi apparati, incluse le smart tv che di recente hanno sollevato non pochi dubbi sulla sicurezza e la riservatezza

Nonostante la diffusione dei dispositivi smart una indagine condotta da D-Link, azienda specializzata nella connettività Wi-Fi domestica, ad agosto 2017 dimostra che c'è ancora molta confusione tra gli europei riguardo la Smart Home. La ricerca - che ha coinvolto oltre 7.200 persone in Francia, Italia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito - indica che più della metà delle persone (57% in Europa, 54% in Italia) pensa che la Smart Home sia qualcosa che riguarda il futuro, e il 16% ha ammesso di non essere sicuro di cosa si tratti.

Quasi un quinto degli europei (17%) ritiene che una Smart Home sia riservata a coloro che seguono le tendenze tecnologiche e solo una persona su otto (il 12%) ritiene che la propria casa possa essere considerata "intelligente".

La ricerca di D-Link mostra nel 2018 la richiesta di tecnologia per l’assistenza continuerà a crescere. Una persona su quattro in tutta Europa (25%) ha intenzione di acquistare Google Home, seguito dal 14% che afferma di voler comprare un Homepod di Apple e un altro 14% che dichiara di voler scegliere Amazon Echo.

Protezione e sicurezza della casa sono la priorità numero uno per la maggior parte degli europei (61% in Europa, 66,7% in Italia), seguita dalla possibilità di monitorare l’abitazione anche da remoto (43% in Europa, 48% in Italia), e di essere avvisati immediatamente in caso si manifesti un potenziale problema (ad esempio una perdita dai tubi - 36% in Europa, 48% in Italia).

Tra i dispositivi tecnologici, la ricerca di D-Link ha dimostrato che quelli con cui gli italiani hanno più familiarità sono le videocamere di sorveglianza (71% in Italia, 78% in Europa) seguite dai sensori di movimento (64% in Italia, 70% in Europa), dagli allarmi da interno (63% in Italia, 71% in Europa) e dai rilevatori di fumo (62% in Italia, 69% in Europa). Pochi gli italiani che hanno confidenza con interruttori e prese intelligenti (rispettivamente 35 e 33 per cento)

Ma quanto cosa un sistema di videosorveglianza controllabile anche da remoto? D-Link ha messo sul mercato due videocamere Wi-Fi HD, ultra-compatte, con visuale a 180 gradi per sorvegliare una stanza con un’unica inquadratura: la DCS-8100LH HD 180 e la DCS-2670L, progettata con un  involucro IP65 per resistere a pioggia, polvere e neve, per monitorare ambienti esterni. La prima costa poco più di 110 euro e la seconda circa 180. Fate il calcolo degli ambienti che volete monitorare e avrete la cifra esatta: le videocamere D-Link si collegano in pochi secondi con il router di casa e sono interamente controllabili da una app. Nel caso dei modelli motorizzati, poi, è possibile anche far ruotare l'obiettivo in ogni direzione.  

Cosa si è visto all'Ifa

Fatta questa premessa lunga - ma doverosa, per non cadere nell'illusione che la tecnologia faccia sempre e solo l'interesse di dell'utente - quali sono le novità che i colossi della tecnologia hanno proposto sul fronte dell'IoT di questo Ifa 2018 (31 agosto - 5 settembre). Un breve tour.

Huawei

AI Cube, il dispositivo 2-in-1: altoparlante con intelligenza artificiale, sistema operativo Alexa e router 4G. E', per la casa cinese, l'ingresso ufficiale nel mercato degli altoparlanti intelligenti per connettersi a Internet, controllare i propri smart device, avere accesso ad oltre 50.000 funzionalità di Alexa e offrire audio di alta qualità. Tutto con i comandi vocali. ​

E nel solco della collaborazione tra Iot e Intelligenza artificiale nella gestione della quotidianità, in attesa del nuovo top di gamma Mate 20 Pro, Huawei ha presentato il Mate 20 Lite con il quale basterà scattare una foto all'oggetto desiderato per avviare la ricerca nei siti di ecommerce.

LG

Anche per la casa coreana IFA è stata l’occasione per dimostrare il proprio impegno nello sviluppo dell’IA nel settore dell’elettronica di consumo. Il ceo Jo Seong-jin e il presidente I.P. Park hanno parlato di ThinQ, l'ecosistema con un piano per l’IA basato sulla strategia “open” per rendere disponibili le proprie apparecchiature all'integrazione con una rete di prodotti di altre case. “Combinata con l'edge computing e i big data, oltre alla capacità di sfruttare la connettività potenziata del 5G, l’IA porterà ogni aspetto della nostra vita in un network di connessione senza interruzioni. Le nostre case saranno in grado di capire come è andata la giornata lavorativa e riusciranno ad accoglierci in casa nel migliore dei modi", ha detto Jo.

Jabra

La casa produttrice di cuffie e auricolari ha colpto il segnale che viene dal mondo della domotica e ha presentato cinque nuove varianti degli auricolari wireless Elite 65t e Elite Active 65t, questi ultimi anche Amazon Edition per interfacciarsi con l’ambiente Alexa in-home permettendo l’accesso one-touch a diversi servizi del colosso americano delle vendite (Amazon Digital Music, Audible e Prime Video).

Secondo una ricerca di Jabra il 61% dei consumatori è interessato a usare la propria voce per controllare lo smartphone e attraverso quello assistenti vocali come Alexa on-the-go. Maggiormente indicati per le attività sportive, gli Elite Active 65t vantano 5 ore di utilizzo continuo con una singola ricarica, e fino a 15 con la charging case. Grazie a uno speciale rivestimento, gli auricolari hanno una presa particolarmente efficace, oltre a possedere la certificazione IP56 per la resistenza al sudore, all’acqua e alla polvere.

Netatmo

La società di prodotti per la smarthome ha presentato un rilevatore di fumo intelligente che attiva un allarme di 85dB e invia una notifica in tempo reale sullo smartphone dell’utente, indicando la stanza in cui il pericolo è stato rilevato per agire immediatamente, indipendentemente da dove ci si trovi. In questo modo si possono contattare i vigili del fuoco per arrestare la diffusione dell’incendio. Si può utilizzare anche la funzione “silenzio” del rilevatore tramite lo smartphone o il dispositivo stesso.

Neato

La pulizia della casa è un terreno di battaglia tra produttori grandi e piccoli. La casa californiana che fa capo alla Vorwertk (quelli del Folletto, per intenderci) ha presentato Botvac D7 Connected con funzionalità Zone Cleaning, che permette di pulire specifiche aree che si sporcano più di frequente e di escluderne altre. Le zone personalizzate si impostano tramite una app selezionando la zona desiderata e indacando quando la si vuole pulire.

Lenovo

Anche il colosso nato dalla cessione del ramo pc di Ibm alla Cina si cimenta con la Smart Home con Smart Essentials composta da un dispositivo che può essere collegato a qualsiasi presa e consente all’utente di controllare qualsiasi device compatibile connesso; una videocamera di sorveglianza con visione all’infrarosso e comunicazione a due vie e una lampadina intelligente che consente di personalizzare l’illuminazione di casa, regolando la temperatura di colore e la luminosità, oppure accendendola e spegnendola da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento attraverso l’app Lenovo Link.

Google

E' entrata nel business da tempo con Alexa e stringe alleanze con produttori grandi e piccoli per difionderne il sistema operativo: Bang & Olufsen, Blaupunkt, Harman Kardon,  Kygo, Polaroid e Marshall ma anche Smart Display da usare in cucina per utilizzare la voce e toccare o scorrere lo schermo per seguire una ricetta, controllare la smart home, guardare la TV in diretta su YouTube TV ed effettuare videochiamate.​

Presto arriveranno termostati intelligenti, telecamere di sicurezza per interni ed esterni, interruttori, lampadina led e pannelli luminosi forni smart  (Electrolux) e robot Roomba per la pulizia. Il nuovo software capirà cinque lingue: tedesco, francese, inglese, italiano, spagnolo, per impostare la temperatura, bloccare le porte, abbassare da un comando vocale o da uno smartphone.

Arlo

Per chi non si fida a mettere in rete le immagini di casa propria, esiste un sistema di luci led, resistente agli agenti atmosferici e che si attiva tramite sensori di movimento sviluppato da Arlo. E' compatibile con le videocamere Arlo, ma Security Light è pensato per essere installato a prescindere dalla videosorveglianza. Attraverso l’applicazione Arlo, è possibile gestire e avere il totale controllo delle luci di sicurezza, con la possibilità di accendere altre luci a scelta, ricevendo email o notifiche istantanee ogni volta che entrano in funzione. Può essere installata ovunque grazie alla alimentazione a batteria e all’estensione del raggio di connessione wireless attraverso un bridge di rete. È possibile acquistare separatamente il pannello solare opzionale, per garantire una funzionalità ininterrotta senza doversi preoccupare di ricaricare le batterie. E' programmabile per l’accensione e lo spegnimento, dando l’illusione che vi sia qualcuno nell’abitazione. È già compatibile con Amazon Alexa e di conseguenza, tramite comandi vocali, sarà possibile accendere e spegnere le luci di sicurezza.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.
Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.