AGI - A dieci anni esatti dalla comunicazione della seconda positività della sua gloriosa ma anche travagliata carriera, Alex Schwazer conosce nuovamente la parola doping associata al suo nome. Ora oltre ai guai giudiziari che inizieranno in Germania, dove il reato della positività è stato commesso, per poi proseguire anche in Italia, per Schwazer, 41 anni, altoatesino di Calice di Racines, nel frattempo diventato papà di due bambini e marito di Katrin, prende corpo l'ipotesi radiazione. Infatti, tre casi di doping che riguardano lo stesso atleta è cosa rara e per questo l'atleta, e dipenderà da processi e giudici, rischia di essere allontanato per sempre dallo sport.
Schwazer: "Sono innocente"
“Io sono innocente, non ho assunto nessuna sostanza vietata ma voi non preoccupatevi”, rivendica Alex Schwazer parlando in conferenza stampa a Bolzano dopo essere stato trovato positivo al doping (Epo) a seguito di un controllo antidoping in Germania.
“Questa volta non mi difenderò più, non ho più le energie e le forze per farlo. Chiederò le controanalisi anche sulle urine che il mio allenatore ha portato con sé e se questo non verrà accettato, rinuncerò anche alle controanalisi perché io non ho alcuna fiducia nel sistema”, prosegue l'atleta azzurro. “Non dovete stare male. Io nello sport non ci posso più stare, ne prendo atto e sono contento della mia vita, ho la coscienza apposto”, aggiunge il marciatore altoatesino.
Il legale di Schwazer: "Avevo consigliato ad Alex di non rientrare nell'agonismo"
“Avevo suggerito ad Alex di non rientrare nell’agonismo perché rischiava troppo. Ma ha fatto bene, perché anche a 40 e 41 anni si può performare in modo brillante negli sport di endurance. E' uno studioso, è un testone. Avevo detto, 'se rientri, rischi'. Andare al campionato tedesco, una gara internazionale, sapendo che c’è il controllo antidoping, non si va se si è in malafede. Alex non lo era”. Lo ha sottolineato l’avvocato bolzanino Gerhard Brandstaetter, legale dell'atleta, incontrando i giornalisti a Bolzano, dopo che Schwazer è stato trovato per la terza volta positivo a una sostanza vietata dal Codice mondiale antidoping, l’eritropoietina. “E’ un risultato inspiegabile, ne prendiamo atto. Alex non vuole più procedimenti processuali, non vuole più fare battaglie. Lo rispettiamo, ma adesso vogliamo fare analizzare anche la terza provetta”, ha aggiunto Brandstaetter.
Schwazer rischia la radiazione
Era proprio il 22 giugno 2016, e tutta la delegazione italiana era pronta per salire al Quirinale per la consegna della bandiera in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, quando era deflagrata la notizia della positività per testosterone. Oggi, 22 giugno 2026, nuovamente una notizia analoga: Alex Schwazer positivo al doping, all'eritropoietina, quella sostanza che aveva già utilizzato, confessando tutto, nel 2012 alla vigilia delle Olimpiadi di Londra.
Insomma, l'Epo, quella sostanza che Alex utilizzò allora, quando era ancora fidanzato con la pattinatrice su ghiaccio Carolina Kostner (ebbe guai giudiziari anche lei per aver detto una bugia al controllore della Wada che doveva testare Alex), e dichiarò di averla acquistata in una farmacia ad Antalya, in Turchia. La prima volta squalificato per 4 anni senza nessuno sconto; la seconda per otto essendo stato recidivo; ora una nuova positività, la terza.
Il valzer degli allenatori e la battaglia legale con Donati
Nella sua carriera Schwazer ha cambiato diversi allenatori. Da giovanissimo si era affidato ad Hans Ladurner di Merano che lo aveva avvicinato allo sport del "tacco punta", poi è entrato a far parte della "scuola del cammino" di Saluzzo venendo seguito da Sandro Damilano. Nel 2010 si era affidato a Michele Didoni, già campione del mondo della 20 km nel 1995 e all'epoca suo collega nei Carabinieri (Schwazer poi si congedò) fino alla positività del 2012.
Nel gennaio 2015 i primi contatti con Sandro Donati, paladino della lotta al doping che lo iniziò ad allenare nell'aprile 2015. Tra Schwazer e il "prof" di Monte Porzio Catone una collaborazione intensa passata dalla seconda positività del 2016. Tra le lacrime Alex e Sandro parlarono di complotto, di imbroglio. Negli anni vennero prodotte e-mail, documenti anche importanti, il giudice di Bolzano, Walter Pelino nel febbraio 2021 assolse Schwazer dall'uso di doping e criticò fortemente le istituzioni internazionali, World Athletics e Wada (Agenzia mondiale antidoping), ciò più volte chiamate in causa dai legali del marciatore, su tutti Gerhard Brandstaetter che si prese "cura" di Alex sin dal 2012.
Il rientro alle gare nel 2024 e il nuovo record
Fuori da Rio 2016, c'era stato un tentativo per tornare alle Olimpiadi di Parigi 2024, ma il termine degli otto anni di squalifica, l'8 luglio, era fuori tempo massimo per centrare la qualificazione. La sera del 19 luglio 2024, Alex ritorna alle gare in una gara organizzata ad hoc, la "QAlex 20 k", ma non la porterà a termine anche a causa delle avverse condizioni meteo. La sua nuova società è quella veneta di San Biagio di Callalta e anche l'allenatore è nuovo, Domenico Pozzovivo, all'epoca ex ciclista professionista ritornato da qualche mese tra i pro.
Nel frattempo la pratica alla Corte europea per i diritti dell'uomo viene impiantata anche per arrivare a un risarcimento danni. Schwazer nel 2025 gareggia in Veneto, a maggio, e a Bolzano, a settembre. In quest'ultima uscita il campione olimpico della 50 km a Pechino 2008 ed europeo, postumo, della 20 km a Barcellona 2010, fa segnare una prestazione superlativa nei 10.000 metri su pista, 38'24"07 primato personale migliorato dopo 14 anni e quarto crono assoluto di sempre. Nel frattempo Alex trova collocazione lavorativa nello staff della preparazione atletica dell'Fc Südtirol, squadra di calcio di serie B, e presso il reparto di fisioterapia e riabilitazione motoria (biomeccanica) all'hotel Palace di Merano, sempre in Alto Adige.
Il controllo in Germania e il verdetto shock
World Athletics cambia le distanze, via la 20 e 50 km, dentro la mezza maratona e la maratona di marcia. Alex Schwazer ha "fame" e voglia di dimostrare che lui è ancora il numero uno della disciplina del "tacco punta" almeno in Italia. Domenica 26 aprile partecipa ai Campionati tedeschi open, a Kelsterbach nei pressi dell'aeroporto di Francoforte sul Meno. In una gara caratterizzata da un forte vento contrario, alla presenza della storica manager Giulia Mancini che non lo ha mai abbandonato, e anche di Donati nel ruolo di "amico", il marciatore altoatesino al termine dei 42 chilometri e 195 metri fa segnare un crono incredibile, fenomenale, 3 ore 01'55, primato italiano sulla nuova distanza, circa tre minuti in meno rispetto a quanto fatto dal giapponese Hayato Katsuki per vincere a Brasilia i Campionati mondiali di marcia a squadre. Un crono che, però, negli ambienti della marcia aveva sorpreso molto.
Ora la notizia della positività all'Epo dopo il controllo di quella gara in Germania e la comunicazione che la vicenda è già finita sul tavolo dei magistrati tedeschi.