AGI - Doccia fredda della Fifa su qualsiasi ipotesi di ripescaggio dell'Italia ai mondiali in programma questa estate in Canada, Usa e Messico. Era stato l'italo-americano Paolo Zampolli, inviato e amico di Donald Trump, a raccontare al Financial Times di aver suggerito al presidente americano e a Gianni Infantino che gli azzurri prendano il posto dell'Iran, alla luce dell'incertezza e dei pericoli legati alla guerra in Medio Oriente. "Un sogno" a suo dire "giustificato dal pedigree italiano", forte dei quattro mondiali vinti.
Fonti della Fifa hanno però ribadito alla Bbc quanto affermato la settimana scorsa dallo stesso presidente Infantino: "L'Iran deve esserci se vuole rappresentare il suo popolo, si sono qualificati e sono un'ottima squadra. Vogliono davvero giocare e devono giocare, lo sport deve restare fuori dalla politica". Se la scelta di un eventuale rimpiazzo dell'Iran è rimessa alla discrezione dei vertici Fifa, sarebbe comunque improbabile che sia una nazionale di un altro continente a subentrare, anche se è quella con il miglior ranking Fifa tra le escluse.
Le reazioni del governo e del Coni
Un ripescaggio dell'Italia "primo non è possibile, secondo non è opportuno, ci si qualifica sul campo", ha tagliato corto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della cerimonia al Quirinale per i 70 anni della Corte Costituzionale. Già nelle scorse settimane il ministro aveva detto di non augurarsi un ripescaggio degli azzurri. Poche ore prima anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, aveva allontanato l'idea di un ripescaggio dell'Italia dopo l'esclusione per la clamorosa sconfitta ai rigori nei play-off con la Bosnia: "Mi sentirei offeso", ha dichiarato a margine del Premio Città di Roma organizzato dall'Opes.
Il profilo di Paolo Zampolli
Paolo Zampolli, uomo d'affari milanese trapiantato a New York, è un trumpiano di ferro ma con agganci con i Clinton e l'alta società della Grande Mela. Ha costruito la propria influenza tra moda, settore immobiliare e soprattutto come mediatore nelle relazioni internazionali. Ex agente di modelle, oggi è un inviato speciale dell'Amministrazione anche grazie alla sua capacità di costruire relazioni.
La risposta dell'ambasciata iraniana
L'ambasciata iraniana a Roma ha commentato la dichiarazione di Zampolli affermando su X che "il calcio appartiene ai popoli, non ai politici": "L'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche", si ricorda. "Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco", ha concluso.