I consiglieri non si presentano in cda, tramonta ufficialmente l'era cinese del Milan

La riunione - secondo quanto si apprende - è saltata per mancanza del quorum legale. Cosa succederà adesso 

I consiglieri non si presentano in cda, tramonta ufficialmente l'era cinese del Milan
 Afp 
 Li Yonghong

Fumata nera sul consiglio di amministrazione del Milan convocato inizialmente per le 16.30. La riunione - secondo quanto si apprende - è saltata per mancanza del quorum legale: i consiglieri cinesi non si sono presentati. Sono stati così i sindaci, come previsto dallo statuto del club, a convocare l'assemblea dei soci per la mattinata di sabato 21 luglio che avrà come unico punto all'ordine del giorno - dopo il passaggio della proprietà al fondo statunitense Elliott - la nomina del nuovo board. Sarà poi il nuovo organo a distribuire deleghe e incarichi, a partire dalla presidenza che vede nell'ex amministratore dell'Eni, Paolo Scaroni, il favorito per ricoprire l'incarico.

E' calato ufficialmente il sipario sull’era cinese del Milan con il debutto del fondo americano: il nuovo proprietario della società dopo il default di Li Yonghong, che sta per uscire definitamente di scena.

Troppo presto per sapere con certezza chi guiderà il Milan targato Elliott ma una cosa è certa: i quattro consiglieri cinesi legati alla vecchia gestione -  Li Yonghong, Li Han, Xu Renshuo, Bo Lu – non ne faranno parte. Il loro posto verrà occupato da nuovi membri del board. 

Bisognerà attendere la prima riunione utile successiva all’assemblea dei soci, per sapere chi sostituirà Li Yonghong nel ruolo di presidente e Marco Fassone nel ruolo di amministratore delegato.  Paul Singer, maggiore azionista di Elliott, intenderebbe procedere con il totale ricambio del management per dare un forte segnale al mercato. A partire dallo stesso Fassone, anche se c’è la possibilità che egli resti con compiti diversi.

E’ poi allo studio – secondo la Gazzetta dello Sport -  un possibile ingresso di Riccardo Silva, patron del Miami F.C. amico di famiglia dei Singer.  Mossa che confermerebbe la volontà di Elliott di restare alla guida del club almeno per un anno con l'obiettivo di aumentarne il valore prima di cederlo.

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 Yonghong Li mostra la maglia n. 1 col suo nome - Afp

La prossima assisa è stata convocata due giorni dopo l'udienza dinnanzi al Tas di Losanna dove si discuterà il ricorso presentato dal club rossonero in seguito alla decisione dell'Uefa di escludere il Milan dalle coppe europee per una stagione. A pesare sul giudizio di Nyon il rosso di bilancio nel triennio precedente, ma anche i dubbi mai fugati sulla consistenza patrimoniale di Li: noto in Cina per gli strani affari.  Su questo versante, Elliott spera che le mutate condizioni e la continuità aziendale rispettata possano convincere la Uefa a rinunciare alla pesantissima sanzione.

La roadmap di Elliott

Nel comunicato in cui ha annunciato di aver assunto il controllo della holding che detiene la maggioranza del capitale sociale di AC Milan, Elliott ha spiegato di avere sul club calcistico una visione chiara: "Creare stabilità finanziaria e stabilire una gestione corretta”. Nel quadro – ovvio - del Financial Fair Play dell'Uefa. Elliott intende quindi "sostenere il club in questi tempi difficili ma anche nella sfida di raggiungere obiettivi ambiziosi nel futuro". Come prima misura il fondo verserà 50 milioni di euro per stabilizzare le casse del club, e progetta ulteriori iniezioni di capitale per finanziarne la crescita; la prima tranche di una manovra complessiva da circa 150 milioni di euro per il Milan, tale da fornire le risorse e coprire le perdite del club. Elliott ha già modificato il board di Rossoneri Sport Investment Luxembourg, la holding con cui Li Yonghong controllava il Milan.

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 Paul Singer

I legali di Mr Li - spiega il Sole 24 Ore - hanno cercato fino all’ultimo minuto di trovare un accordo con il magnate russo Dmitrij Rybolovlev per scongiurare l’escussione del pegno da parte di Elliott (un articolo di Milano Finanza ha ricostruito quanto soldi ha perso Li investendo nel Milan). Le intese raggiunte, che prevedevano l’anticipo da parte di Rybolovlev dei 32 milioni dovuti da Mr Li, non hanno soddisfatto il fondo americano.

Scaroni presidente?

Il Milan di Elliott ripartirà da un nuovo presidente dal cuore rossonero: numero uno in pectore del club - secondo Sky Sport - l'ex amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. Quando Li Yonghong nel 2017 ha acquistato AC Milan da Silvio Berlusconi, Rothschild - di cui Scaroni è vice presidente - ha assistito i cinesi durante il closing. In quanto conoscitore del fondo Elliott, nonché grande tifoso del Milan, Scaroni è stato nominato consigliere dell’ormai vecchio Cda della società.

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