A Napoli è stato taroccato anche Dazn

Si chiama 'pezzotto' e per una cifra tra i 10 e i 15 euro permette di vedere le partite trasmesse dalle pay tv. Ma si rischia grosso

dazn come vedere partite serie a
CARLO HERMANN / AFP
 
 I giocatori nel Napoli nello stadio San Paolo

Il fiume di proteste che ha travolto l'esordio calcistico di Dazn non ha impedito che la piattaforma streaming che ha acquisito i diritti di tre partite a settimana sia stata già taroccata a Napoli. Il sistema è noto: è il 'pezzotto', quello che permette a chi non vuole pagare la pay-tv di usare codici e schede duplicati o contraffatti per accedere lo stesso ai programmi. Soprattutto alle partite del campionato di calcio. A spiegare come funziona è Il Mattino, secondo cui dietro l'imponente giro d'affari del 'pezzotto' - un milione di euro stando alla Guardia di Finanza - non può che esserci la Camorra,

Il sistema di contraffazione, scrive il quotidiano napoletano, permette di bypassare il regolare sistema dei contratti di abbonamento per accedere sia a Sky, che a Mediaset che alla neonata Dazn. Da 10 a 15 euro al mese, ma l'offerta nasconde una lunga serie di reati previsti dal codice penale.

Nel capoluogo campano si stima che almeno tre-quattro telespettatori su dieci sia entrato in contatto con chi offre il 'pezzotto'.  Un’inchiesta condotta dalla Procura di Roma ha messo in luce la 'catena di comando': dai 'promotori' che gettano l'esca a coloro che vanno a casa per inserire nella memoria della smart tv i codici seriali rubati o clonati dagli originali. E tra quanti hanno aderito alle offerte fuorilegge, molti hanno cercato di nascondere le proprie tracce intestando la linea Internet ad anziani ultrasettantenni (magari vicini di casa o condomini) spesso inconsapevoli della truffa; o a scatole cinesi di aziende fasulle, o di prestanomi che nulla hanno da perdere.

Le Fiamme Gialle assicurano che nulla, però, garantisce l'impunità: gli uomini del Nucleo speciale frodi tecnologiche possono risalire agli IP - cioè gli indirizzi capaci di identificare gli intestatari delle linee internet  e poi sono guai: nell’ottobre 2017 la Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo condannato a quattro mesi di reclusione e duemila euro di multa per aver violato la legge sul diritto d’autore per aver guardato la Pay Tv senza regolare abbonamento, grazie al sistema del 'card sharing'.



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