AGI - Claudio Baglioni in video pubblicato su Instagram, ringrazia i fan per i tanti messaggi di affetto ricevuti dopo che nei giorni scorsi ha annunciato la necessità di fermarsi per i postumi di una polmonite interstiziale.
"Otto giorni fa - è la premessa - ho fatto un annuncio attraverso un video messaggio, uno dei più difficili della mia carriera, sicuramente il più difficile di questa parte così significativa, quello di essere costretto a spostare, posizionandolo, relazionandolo, posticipandolo addirittura di un anno il mio progetto, il Grantur La vita è adesso. Perché un anno intero? Perché quelli comunque erano i luoghi, perché quelli sono i presupposti di un itinerario che non è solamente un percorso artistico, ma lo è anche dal punto di vista umano e dal punto di vista documentaristico. Mi seccava poi tra l'altro doverlo fare in base a una costrizione, a un malanno che andava proprio a colpire quello che è stato sempre uno dei miei motivi di vanto, la capacità polmonare totale".
"Quando ero studente, un po' di anni fa, di canto, una delle cose che mi fecero fare subito era quella di vedere proprio quanto tecnicamente avessi come contenitori e si misurò una capacità di oltre sette litri, quindi un numero considerevole e di questo sempre, io mi sono fatto un vanto. Addirittura - ha proseguito nel ricordo Baglioni - con altri colleghi si scherzava, si gareggiava a chi teneva le note più lunghe, a chi resisteva di più. Una volta, 41 anni fa, in uno dei concerti che appartenevano al primo tour de La vita è adesso allo Stadio Flaminio di Roma, l'Istituto di Medicina dello Sport, attraverso il contributo di alcuni medici, volle monitorare questa mia capacità anche durante il concerto. Quindi sotto la camicia io avevo una serie di elettrodi che monitoravano e misuravano l'elettrocardiogramma per tutta la durata dell'esibizione. Ogni tanto poi andavo dietro e c'era la macchina dell'esame spirometrico, soffiavo lì per vedere appunto quanto era questa capacità anche nella durata, nella distanza e tutti i medici si meravigliavano comunque del fatto che io in quel momento sì, ero cantante ma sembrava che fossi quasi un atleta da fondo, da maratona. Essere quindi proprio costretto da una cosa che invece io avevo sempre avuto come un gioiello da mostrare, questo mi ha messo in serio imbarazzo, in un grave disagio", ha detto Baglioni.
Il percorso di recupero
"Va bene - ha proseguito Baglioni - comunque non sarà così lungo il tempo perché intanto ci sono forse delle altre cose da riguardare, da mettere a posto, innanzitutto ricominciare con alcune tecniche che già avevo approntato prima di questa interruzione che era quella di tentare anche delle tecniche nuove di emissione vocale e dell'uso del respiro, e poi ricominciare magari anche a suonare. Per esempio questo strumento - ha detto indicando nel video il pianoforte - questo è stato un pianoforte che entrò sempre nel periodo de La vita è adesso a casa mia, un pianoforte che veniva dall'America di 120 anni, quindi più anziano di me e con lui ho passato tanto tempo, con lui ho scritto, ho composto molte canzoni e adesso poi ultimamente l'avevo forse un po' dimenticato, e lui un po' come tutti gli strumenti, che vengono a un certo punto dimenticati si è scordato, ma si è scordato proprio come intonazione, come accordatura e avrà bisogno anche lui di essere un po' sistemato.
L'affetto dei fan
"Un'altra cosa che abbiamo trovato e che ci ha veramente meravigliato è stato che in questi otto giorni, abbiamo sentito forte dopo il messaggio, un riscontro di interesse, di attenzione, di cura, di affetto. E non è così scontato perché poi qualcosa del genere si può prestare anche a essere dileggiato, e invece si è sentito questo vento, proprio questo respiro che fa meglio a volte anche di medicine o comunque aiuta i farmaci a fare al meglio il loro lavoro".
Il ringraziamento finale
"Allora c'è veramente un grazie grandissimo perché è un po' come in un verso de La vita è adesso che dice e un altro che ti dia respiro e che si curvi verso te'. Io l'ho visto un po' questo curvarsi, un po' come facciamo noi artisti sul palco. Per una volta tanto sono state alcune persone che ho immaginato e facevano questo inchino, quasi a capire, a soccorrere questa situazione e a darmi il fiato necessario per continuare a suonare e a cantare, perché La vita è adesso", ha concluso Baglioni.