Come capire se i funghi sono velenosi: 5 regole del micologo
Funghi, sotto il cappello tanti segreti: i 5 errori che rischiano di intossicarti

Funghi, sotto il cappello tanti segreti: i 5 errori che rischiano di intossicarti

Valeria Iorio
Funghi
Agf - Funghi
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1. I "metodi della nonna" (aglio, cucchiaio d'argento, lumache) funzionano?

  • L'aglio o l'argento in pentola: Mettere uno spicchio d'aglio o una moneta d'argento nel tegame per vedere se anneriscono non ha alcun valore scientifico. I cambiamenti di colore avvengono per semplici reazioni chimiche e non rivelano le tossine. Funghi mortali come la Amanita phalloides non alterano affatto l'aglio o l'argento.

  • I morsi delle lumache: Pensare che un fungo rosicchiato da un animale sia sicuro per l'uomo è un altro falso mito. Gli animali possiedono apparati digerenti completamente diversi dai nostri; un fungo commestibile per una lumaca può risultare letale per un essere umano.

2. Se il fungo diventa blu o cambia colore al taglio è velenoso?

3. I funghi si possono lavare sotto l'acqua corrente?

4. Si possono mangiare i funghi crudi? E come vanno cucinati?

  • Porcini e ovoli crudi: Sono considerati commestibili da crudi solo ed esclusivamente se freschissimi (raccolti e consumati entro 24 ore). Trattandosi di prodotti biologici spontanei, la carne dei funghi va incontro a rapidi processi di putrefazione, diventando ricettacolo di batteri nocivi per la digestione.

  • Il caso dei chiodini (Armillaria mellea): Contengono tossine idrosolubili e termolabili. Devono essere obbligatoriamente sottoposti a una prebollitura, con l'accortezza di gettare via l'acqua di cottura prima di usarli nelle ricette. Senza questo passaggio, causano intossicazioni gastrointestinali anche severe.

5. Come funziona il controllo gratuito dei funghi presso la ASL?

  1. Portare tutto il raccolto: Non bisogna mostrare solo un campione o l'esemplare "più bello". La specie velenosa può nascondersi in mezzo a tanti funghi commestibili.

  2. Trasporto idoneo: I funghi devono essere freschi e trasportati in contenitori rigidi e areati (i classici cestini di vimini, mai nei sacchetti di plastica).

  3. Certificazione: Il micologo della ASL esamina l'intero cestino, scarta le specie tossiche o non idonee e rilascia una certificazione di commestibilità per il resto del raccolto.

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