Prescrizione: M5s replica a Bongiorno, nessun passo indietro

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Foto: Armando Dadi / AGF  
 Giulia Bongiorno

Nessun passo indietro sullo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio. L'emendamento M5s al disegno di legge Anticorruzione non sarà ritirato. È questa la linea del Movimento 5 stelle, secondo quanto si apprende da fonti pentastellate qualificate, nonostante le parole contrarie pronunciate dal ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, che ha ammonito: "Bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio significa mettere una bomba atomica nel processo penale e io questa cosa non posso accettarla e non posso non segnalarla".

Per i 5 stelle, però, lo stop alla prescrizione dopo il primo grado è una battaglia storica portata avanti e rivendicata in tutti questi anni di impegno politico - prima come forza di opposizione in Parlamento e ora come governo - e per questo è considerato irrinunciabile.

Tra l'altro, da ambienti 5 stelle viene ricordato che fu il vicepremier leghista, Matteo Salvini, a Viareggio lo scorso 17 agosto a dire a margine di un incontro con l'associazione 'Mondo che vorrei' che riunisce i famigliari delle vittime della strage di Viareggio: "A nome del governo e da cittadino italiano voglio lanciare un segnale: 'Mai più stragi impunite'. Stiamo ancora scavando a Genova, dove qualcuno dovrà pagare per quei morti, feriti, sfollati, per quel disastro. Non voglio che vada a finire come a Viareggio che dopo nove anni rischiano di essere prescritti alcuni reati".

La replica di Bonafede

"Rispetto e stimo il ministro Bongiorno, con cui ho collaborato e collaboro su diversi fronti, dalla necessita' di riavviare il motore della giustizia con nuove forze, alla lotta contro la violenza sulle donne. Ma sulla prescrizione si sbaglia", è la replica del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. "La bomba atomica che rischia di esplodere è la rabbia dei cittadini di fronte all'impunità", spiega. Chi va a spiegare ai familiari delle vittime della strage di Viareggio che il tempo è scaduto per i primi due reati e non avranno una risposta di giustizia piena?", nota il ministro della Giustizia.

"Oltre alla tragedia, devono anche essere beffati da uno Stato incapace di dare una risposta? Vale per loro come per il processo Eternit, il terremoto de L'Aquila, l'inquinamento dell'impianto di Marghera", osserva. 
"Dopo una verità accertata in primo grado, non possiamo lasciare che da quel momento in poi non ci sia più alcuna certezza di giustizia. La sicurezza dei cittadini e la certezza della pena perdono qualsiasi significato se poi il processo si conclude con la prescrizione. Deve essere chiaro che siamo di fronte a una riforma epocale della giustizia penale che cambia totalmente ottica: è finita l'era dei furbi e dei loro azzeccagarbugli che mirano solo a farla franca", aggiunge, "con la nostra riforma della prescrizione, gli unici a dover temere sono i colpevoli. I tempi dei processi saranno brevi grazie agli investimenti di questo governo: lo Stato si deve prendere la responsabilità di rendere giustizia ai cittadini".



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