AGI - È stato bocciato, con scrutinio segreto, l'ultimo emendamento alla legge elettorale rimasto sulle preferenze, a prima firma dei deputati di Futuro Nazionale. Il relatore e il governo si erano rimessi all'Aula. I voti contrari sono 233, i favorevoli 139. I gruppi del campo largo avevano annunciato, per voce del dem Fornaro, il voto contrario.
Legge elettorale, bocciato il testo di Azione sul 50% di donne nelle liste premio
La maggioranza ha bocciato, con 223 voti contrari e 142 favorevoli, l'emendamento a prima firma Bonetti di Azione presentato sulla legge elettorale e sostenuto da tutte le forze di opposizione che prevede la presenza di almeno il 50% di donne nelle liste che assegnano i seggi del premio a chi vince le elezioni. Nel testo della riforma targato centrodestra, si dispone che le liste circoscrizionali a livello nazionale devono rispettare la proporzione di genere di 60 e 40. L'emendamento Bonetti mirava invece a disporre che le candidature di donne fossero almeno la metà.
Il voto sull'emendamento è stato preceduto da una lunga serie di interventi dei deputati di tutti i gruppi di opposizione a sostegno della necessità di difendere la parità di genere. Nel 'mirino' la premier Meloni, accusata di essere "la prima donna premier che non difende le donne". Sull'emendamento relatori e governo hanno dato parere contrario. La deputata dem Cecilia Guerra, per supportare il voto a favore, si è anche esibita in un piccolo 'siparietto' intonando alcune strofe dello storico canto di protesta delle mondine nato tra il 1900 e il 1914 nella Valle Padana: "Sebben che siamo donne, paura non abbiamo...".
Fico, problemi nella maggioranza di governo
"È un dato di fatto che la maggioranza sia andata sotto. C'è un problema all'interno della maggioranza, altrimenti non ci sarebbero stati quei voti. Poi non do consigli a nessuno". Lo dice il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dopo il voto di ieri alla Camera sull'emendamento alla riforma della legge elettorale, che prevede le preferenze.
La Russa: "Il fatto politico c'è ma si esagera su un emendamento"
"Il fatto politico rimane, e io ho detto che fa bene Meloni a considerare motivo di riflessione importante i voti che sono mancati a un provvedimento voluto dal governo, ma mi pare che si stia facendo una esagerazione su un voto a un emendamento, non a un provvedimento, non a un voto di fiducia, ma neanche a una legge, a un emendamento dicevo, non firmato nemmeno da tutta la maggioranza". Ignazio La Russa torna così, sollecitato dai cronisti a Palazzo Giustiniani, a margine della proiezione del documentario '1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese', a cura di Bruno Vespa, sul caso di ieri alla Camera sulla legge elettorale. "Ho detto, ricordo, da presidente del Senato, che quello che è un ramo del Parlamento decide può essere cambiato dall'altro ramo del Parlamento. Se a qualcuno non piace, riformuli la Costituzione", aggiunge il presidente del Senato.
Schlein: "Meloni per il potere voleva sacrificare le donne"
Ieri "è successo che la maggioranza è andata sotto, che il governo è stato sfiduciato dagli stessi deputati della maggioranza, che hanno punito l'arroganza con cui Giorgia Meloni cercava di imporre una legge elettorale che era piena di problemi, un antipasto di premierato". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervistata da Rtl 102.5 "Ieri è stata punita anche l'arroganza di una premier donna, che per difendere un patto di potere era pronta a sacrificare le altre donne. Giorgia Meloni dovrebbe trarre le conseguenze di questo gesto, perché si è aperta una crisi di governo, dovrebbero andare a casa e consentire che arrivi un'alternativa", ha aggiunto.