Dalla manovra a Ita, tutti i dossier aperti del governo Meloni

Dalla manovra a Ita, tutti i dossier aperti del governo Meloni

La "corsa contro il tempo" per il via libera definitivo, come l'ha definita il premier, comincerà alle ore 19 quando la Commissione Bilancio della Camera si riunirà per definire l'iter dei lavori

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© Palazzo Chigi 
- Il premier Giorgia Meloni e il presidente del Senato, Ignazio La Russa 

AGI - Sono diversi i dossier aperti nell'esecutivo ma quello più urgente è sulla legge di bilancio.

La "corsa contro il tempo" per il via libera definitivo - come l'ha definita il premier - comincerà alle ore 19 quando la Commissione Bilancio della Camera si riunirà per definire l'iter dei lavori. Il testo definitivo non è stato ancora depositato.

C'è un ultimo confronto con la Ragioneria sulle coperture, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier. E un confronto con la Commissione europea sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di pagamento.

Il prelievo del 50% sugli extra-profitti sarà applicato sul reddito ai fini Ires. Nuove coperture arriverebbero dal decreto aiuti quater, si parla di quattro miliardi. Sulla legge di bilancio e' previsto un 'tesoretto' sotto i 500 milioni per il Parlamento, per smorzare gli 'appetiti' della maggioranza il premier ha convocato un'altra riunione dei capigruppo per domani alle ore 15, dopo quella di dieci giorni fa.

La richiesta sarà quella di ridurre al massimo gli emendamenti per evitare non solo l'assalto alla diligenza ma anche una dilazione dei tempi nel passaggio della legge di bilancio alla Camera. Poi al Senato dovrebbe essere posta la questione di fiducia. 

In tarda mattinata il presidente del Consiglio incontrerà Calenda a palazzo Chigi. Il governo potrebbe aprire ad alcuni emendamenti del Terzo Polo, qualora andassero nella direzione auspicata.

In ogni caso si capirà se ci sarà la possibilità di un dialogo tra l'esecutivo e Azione-Italia viva che ha gia' annunciato, tra l'altro, l'invito al Capo dell'esecutivo a servirsi del Mes.

La ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità deve essere ratificata dal Parlamento italiano. Oltre alla guerra in Ucraina sul quale è stato trovato l'accordo in maggioranza riguardo la conferma del sostegno per tutto il 2023 (ci sarà pure un emendamento ad hoc sulle armi con la conversione al Senato del decreto potenziamento della Nato), l'emiciclo della Camera dovrebbe affrontare pure i temi del Mes e del salario minimo.

Fdi ha seguito e poi condiviso in maggioranza il testo sull'Ucraina, Forza Italia quello sul salario minimo. È possibile che, invece, sul Mes non venga depositata alcuna mozione per decisione dell'esecutivo e per le differenti posizioni di vedute all'interno della maggioranza.

"Prendiamo i soldi del Mes", rilancia oggi Renzi. Il presidente del Consiglio Meloni si è sempre opposta. Il premier oggi è tornata a difendere l'impianto della legge di bilancio: "Siamo pronti a fare quello che è giusto per la nazione e non per noi", ha sottolinea il presidente del Consiglio.

"Poche risorse ma la priorità è la crescita. C'è attenzione a chi produce e al rafforzamento del ceto medio" ma anche "il sostegno alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, alla difesa del potere d'acquisto dei cittadini, ai redditi piu' bassi", ha rilanciato Meloni. Muro anche di fronte alle richieste di bloccare le modifiche al reddito di cittadinanza: "Ci difenderemo da ogni attacco strumentale".

All'Assemblea generale di Confindustria Veneto Est Meloni ha fatto da sponda alle richieste degli imprenditori: "Sin dal mio insediamento ho sottolineato due principi fondamentali: non disturbare chi produce, e rimettere al centro il confronto con i corpi intermedi. Abbiamo - ha detto - fatto degli interventi che incarnano una visione sociale, questo governo condivide con la Confindustria questa visione sociale e lo dico a voi perché insieme a queste scelte, la gran parte delle risorse e provvedimenti è stata dedicata proprio alle realtà produttive".

Ed ancora: "Sapete che ci siamo dati un orizzonte di legislatura per la riduzione del cuneo di 5 punti per i redditi fino a 35 mila euro. Questo primo segnale non è sufficiente ma su questa strada vogliamo andare avanti".

"Purtroppo siamo in presenza di una legge di bilancio con pochi spazi di manovra", ci sarà "spazio per una seconda e terza occasione" per inserire altre misure, ha osservato il ministro Ciriani.

"La maggioranza sarà coesa, non sono preoccupato", ha aggiunto il responsabile per i Rapporti con il Parlamento. Intanto Bruxelles ha acceso un faro sui conti e sul Pnrr.