La questione delle multe per chi non fa pagare con il Pos

La questione delle multe per chi non fa pagare con il Pos

Atteso in Parlamento il testo della manovra economica approvata la scorsa settimana dal governo, si preannuncia un percorso a tappe serrate per riuscire ad approvare il provvedimento entro fine anno

manovra attesa in parlamento nodo multe pos

© Minichiello / Agf 
- Pagamento con il Pos 

AGI - È atteso a breve in Parlamento il testo della manovra economica approvata la scorsa settimana dal governo. Si preannuncia un percorso a tappe serrate per riuscire ad approvare il provvedimento entro fine anno.

L'esame partirà da Montecitorio, dove venerdì 2 dicembre è in calendario l'audizione del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di fronte alle Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.

Già oggi si è aperta una prima questione legata al venir meno delle multe per gli esercenti per i mancati pagamenti elettronici sotto i 60 euro, le prime versioni del testo avevano fissato la quota a 30 euro.

Palazzo Chigi ha fatto sapere che è in corso una interlocuzione con la Commissione europea sulla revisione dell'obbligo per gli esercenti di far pagare con il Pos dei cui esiti si terrà conto durante l'iter della legge di bilancio.

"In poco più di un mese il governo ha mostrato già tutta la sua unità e concretezza, dando risposte serie e dettagliate alle esigenze dei cittadini e dell'Italia", spiega la premier Giorgia Meloni.

"Le risorse sono ristrette - aggiunge - ma la priorità è la crescita, i tempo sono brevi ma la traiettoria è nitida". E ancora: "Mi assumo anche il costo elettorale delle scelte fatte". Meloni ribadisce: "Non va disturbato chi produce".

La congiuntura geopolitica, con l'invasione dell'Ucraina in corso da 9 mesi e il conseguente rincaro dei prezzi energetici e il rialzo dell'inflazione, ha dettato le priorità del testo.

Due terzi dei 35 miliardi di euro messi a disposizione dalla manovra vanno infatti per la proroga di provvedimenti per mitigare gli effetti del caro energia su imprese e famiglie.

Non mancano, però, diverse misure su fisco, pensioni e politiche di welfare con cui la maggioranza di centrodestra intende dare un'impronta politica. Che rivendica. Alcuni di questi interventi sono destinati ad accendere la contesa tra maggioranza e opposizione, a partire dal taglio del reddito di cittadinanza come strutturato attualmente a partire dal 2024.

Il tempo è poco. Dopo il parere atteso dalla Ue, l'Aula sarà probabilmente chiamata ad apportare alcuni correttivi sul testo.

La preoccupazione principale è trovare le coperture adeguate senza intaccare l'equilibrio dei conti pubblici, secondo un'approccio di "prudenza" rivendicato piu' volte dal ministro Giorgetti.

La manova, composta da 156 articoli, prevede, tra le misure più significative, provvedimenti in materia di: mitigazione del costo dell'energia, revisione della pressione fiscale con l'aumento della platea dei lavoratori autonomi e le partite Iva (fino ad 85mila euro) che potranno usufruire della flat tax.

Da segnalare l'introduzione provvisoria per un anno di quota 103 (62 anni e 41 di versamenti) e la proroga di opzione donna per andare in pensione anticipatamente a 60 anni.

Per quest'ultima però il beneficiario deve essere un caregiver o avere un'invalidità riconosciuta di almeno il 74%. Spicca poi l'introduzione di un "contributo di solidarietà" per il 2023 sugli extraprofitti che riguarda circa 7mila aziende energetiche da cui si stima di ricavare 2,5 miliardi.

La tassa sugli extraprofitti viene determinata "applicando un'aliquota pari al 50% sull'ammontare della quota del reddito complessivo ai fini dell'imposta relativo al periodo antecedente al 1 gennaio 2023, che eccede per almeno il 10% la media dei redditi conseguiti nei quattro periodi d'imposta antecedenti a quello in corso al 1 gennaio 2022".

Nel testo figurano anche lo stralcio delle cartelle esattoriali maturate entro il 2015 fino a mille euro, lo stop per il prossimo biennio all'indicizzazione delle multe, l'aumento dal 1 gennaio da mille a 5mila euro del tetto al contante.

Tra le novità figura la creazione di un fondo da 500 milioni di euro destinato all'acquisito di beni alimentari di prima necessità tramite una 'card' destinata a soggetti a basso reddito. un fondo sulla sovranità alimentare.

E ancora: la riduzione al 5% dell'Iva su alcuni prodotti per i bambini, sugli assorbenti per l'igiene intima femminile, l'estensione di un mese del congedo parentale all'80% da utilizzare fino al sesto anno di vita del bambino.

Fondi anche per le infrastrutture: 45 milioni di euro per realizzare nuovi centri di rimpatrio per migranti, 400 milioni di euro per opere ulteriori per le Olimpiadi Milano-Cortina del 2026, lo sblocco del terzo lotto della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. In attesa dei rinnovi dei contratti dei lavoratori statali viene previsto 1 miliardo per versare delle una tantum per 13 mensilità.

In manovra figura anche la revoca dello stato di liquidazione della società Ponte sullo Stretto, ferma dal 2013, per riattivare la progettazione del collegamento tra Calabria e Sicilia, con la dotazione di 50 milioni di euro ad Anas ed Rfi per aumentare il capitale sociale dell'azienda partecipata, visto il rinnovato interesse del governo per l'opera.

La previsione di spesa di 3 miliardi fino al 2032 per la realizzazione della nuova statale 106 jonica. Un capitolo riguarda gli enti locali. Viene istituita la cabina di regia per la determinazione dei Lep (livelli essenziali di prestazione), sotto la guida del ministro delegato per gli Affari regionali e le Autonomie.

Per reperire risorse il testo propone una razionalizzazione delle spese per i ministeri e gli enti statali: la riorganizzazione delle sedi dell'Agenzia delle Entrate con risparmi strutturali di 30 milioni di euro l'anno dal 2024; la riduzione delle spese di giustizia per le intercettazioni e comunicazioni di 1.5 milioni di euro annui.

Venti milioni di euro vengono distribuiti tra il 2023 ed il 2025 per potenziare ed aggiornare il sistema di risposta ad eventuali emergenze derivanti dalla presenza di agenti di tipo nucleare, biologico, chimico e radiologico. Anche in considerazione del conflitto in corso in Ucraina.

"Lo scenario internazionale causato della guerra in Ucraina, comporta un maggior livello di attenzione su possibili eventi incidentali (sia convenzionali che non convenzionali) - si legge nel testo - con il coinvolgimento di agenti nbcr, con conseguente applicazione di procedure di monitoraggio preventivo che richiedono l'acquisizione di ulteriori e piu' innovativi mezzi ed attrezzature".