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Il discorso integrale di Ettore Rosato alla Camera per l'avvio della legislatura

Il discorso integrale di Ettore Rosato alla Camera per l'avvio della legislatura

Questo il discorso pronunciato in Aula dal presidente provvisorio, in apertura diseduta, prima della iniziale votazione per l'elezione del nuovo presidente di Montecitorio

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AGI - Questo il discorso pronunciato in Aula dal presidente provvisorio Ettore Rosato, in apertura della prima seduta della XIX legislatura, prima dell'avvio della prima votazione per l'elezione del nuovo presidente di Montecitorio.

Care colleghe, cari colleghi, è per me un grande onore aprire oggi i lavori della XIX legislatura della Camera dei deputati. Lo faccio provando insieme a voi il forte senso di responsabilità che cio' comporta, in particolare in questo tempo così complicato, reso tale prima dalla pandemia, poi dalla guerra scatenata dalla Russia e dalla crisi energetica ed economica che stiamo attraversando. È compito primario anche di questa istituzione costruire un orizzonte di speranza.

Permettetemi, in apertura della seduta, di rivolgere il saluto dell'Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cui siamo grati per il ruolo di supremo garante della vita democratica del Paese e di alta espressione della coesione nazionale che ha interpretato e sta interpretando con autorevolezza e saggezza anche in questo tempo di grave emergenza per il Paese.  Vorrei anche indirizzare il saluto dell'Assemblea al Presidente della Camera della scorsa legislatura, il Presidente Roberto Fico, e a tutti i componenti dell'ufficio di presidenza con i quali ho avuto l'onore di collaborare in questi quattro anni di mandato a cominciare dai vicepresidenti, Fabio Rampelli e Mara Carfagna, che ritrovo in quest'Aula e i vicepresidenti Maria Edera Spadoni e Andrea Mandelli. Vorrei ringraziare anche i diversi governi della XVIII legislatura, il Presidente Giuseppe Conte oggi neo deputato. Un ringraziamento particolare va al Presidente Mario Draghi che sta guidando e ha rianimato con competenza ed efficacia il nostro Paese in questa complessa congiuntura. Permettetemi inoltre di ringraziare anche le colleghe e i colleghi che hanno preceduto questa Assemblea, quelli rientrati ma in particolare coloro che non si sono ricandidati o non sono risultati eletti, e tutto il personale di Montecitorio a cominciare dal Segretario generale Fabrizio Castaldi che hanno assicurato sempre ai deputati di poter svolgere i propri compiti anche nelle fasi piu' acute dell'emergenza pandemica con straordinaria competenza e professionalità, che solo chi lavora in questo luogo puo' conoscere e apprezzare in modo piu' compiuto". "Rivolgo infine il nostro augurio alla senatrice Liliana Segre che a breve presiederà la prima seduta del Senato della Repubblica e a tutti i suoi colleghi con i quali in questi anni saremo chiamati ad una straordinaria collaborazione.

Questa legislatura si apre in un contesto storico di assoluta complessità. L'Europa è spaventata da una guerra di cui non si intravede la fine. L'invasione russa dell'Ucraina ha trascinato il nostro Continente in "una spirale di violenza e di morte", come l'ha definita Papa Francesco a cui va il nostro saluto e la nostra riconoscenza per la sua continua opera a sostegno della pace. Il nostro Paese è stato da subito protagonista nelle scelte che la maggioranza delle democrazie di tutto il mondo, la NATO, l'Unione europea hanno adottato per il pieno sostegno all'Ucraina e al suo popolo. E oggi, oltre a confermare e consolidare quel sostegno, sentiamo la responsabilità di continuare ad esercitare un ruolo forte nella ricerca di una via diplomatica che fermi l'aggressione, che tuteli l'integrità territoriale dell'Ucraina e che sia alternativa allo spargimento di sangue. Al dolore per le migliaia di vittime e per le distruzioni a cui ogni giorno assistiamo, si aggiungono gli effetti drammatici della crisi economica che ne sta derivando. Le famiglie e le imprese italiane sono come non mai preoccupate che il costo e l'approvvigionamento dell'energia rappresenti un problema strutturale. Da questa istituzione deve arrivare una risposta adeguata, che sappia riaccendere quella speranza e quella voglia di ripartire che dopo la pandemia aveva attraversato con forza il nostro Paese. Tutti noi ci auguriamo di superare presto le emergenze. Questi anni richiederanno alla politica un lavoro complesso, a cominciare dall'attuazione del PNRR, che non è solo un elenco di opere e progetti ma un piano articolato di riforme che il Parlamento si è impegnato a realizzare e che possono rappresentare un'occasione straordinaria per la modernizzazione del nostro Paese e in particolare del Sud.

Questa legislatura nei propositi di tutte le forze politiche può essere anche quella in cui si mette con successo mano alle riforme istituzionali di cui il nostro Paese ha bisogno. Lo faremo in un Parlamento in cui la responsabilità degli eletti risulta in un certo senso ancor piu' accresciuta rispetto al passato per effetto del taglio del numero dei parlamentari che con oggi diventa operativo".

La diminuzione della rappresentanza parlamentare sotto il profilo numerico implica un accresciuto impegno da parte del nuovo Parlamento. Ogni giorno il Parlamento rischia di diventare vecchio, ogni giorno, perciò, ciascuno con le sue forze è chiamato a battersi per un Parlamento che sia veramente l'Assemblea in cui si riconosca la comunità nazionale e lo strumento primario di partecipazione dei cittadini alla complessiva della vita dello Stato. Con queste parole, risalenti ad oltre 50 anni fa, ma ancora straordinariamente attuali, Virginio Rognoni (scomparso il 20 settembre scorso) insieme ai colleghi Aldo Bozzi e Lucio Mario Luzzatto, relatori del progetto di riforme del Regolamento della Camera, sintetizzavano efficacemente lo spirito con il quale tutti i gruppi parlamentari devono concorrere proficuamente ai lavori dell'Assemblea.

L'autorevolezza ed il prestigio del nuovo Parlamento si misureranno proprio su questo terreno, sulla capacità di decidere e rappresentare, rispondendo alle grandi sfide che investono l'Italia, l'Europa e il mondo intero che richiedono visioni di ampia prospettiva, frutto di discussioni significative ed importanti, frutto di ricerca, di dedizione e di assiduità, non di superficialità o di improvvisazione, e che restituiscano all'opinione pubblica il gusto per la "buona politica". È compito del Parlamento, di questo Parlamento eletto in una stagione segnata dalla pandemia e dalla guerra, fare leva sulla volontà delle italiane e degli italiani di ripartire, di ricostruire, valorizzando la ricchezza e la molteplicità dei "mondi vitali" rappresentati dai corpi intermedi del nostro Paese, aprendosi ad essi, studiando le forme piu' intelligenti attraverso le quali la rappresentanza parlamentare possa confrontarsi con l'Italia dell'innovazione, l'Italia che sa essere leader nel mondo, l'Italia del volontariato e del terzo settore, delle professioni e dell'impresa, ma anche con quell'Italia profonda, delle periferie, delle disuguaglianze, delle marginalità. Il criterio di discernimento di ogni nostra scelta non puo' prescindere dal chiederci quale Paese vogliamo costruire per e con i nostri giovani".

La nostra ansia deve essere sempre cosa lasciamo alle generazioni dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per questo siamo chiamati a rianimare un loro protagonismo fattivo nei processi politici e decisionali del paese, nei luoghi dell'educazione e del lavoro. Il tema della rappresentanza non riguarda solo il nostro Paese, ma investirà sempre più l'Unione europea, la nostra Casa comune che in questa legislatura, piu' che in passato, saremo chiamati a difendere, rafforzare e rinnovare. Una Casa che è nata da una visione lucida e preveggente di tre grandi protagonisti del percorso di integrazione europea Adenauer, De Gasperi e Schuman. Proprio il 23 luglio di quest'anno abbiamo celebrato i settanta anni dall'entrata in funzione del primo organismo sovranazionale europeo, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio. Oggi abbiamo bisogno della stessa visione e della stessa concretezza perchè il nostro Continente, che ha beneficiato di decenni di crescita, di prosperità e di pace subisce i colpi di una gravissima crisi che rischia di devastare in profondità il nostro tessuto sociale ed economico.

Di fronte alle urgenze che ci apprestiamo ad affrontare, l'impegno del Parlamento deve essere quello di rispondere con forza e unità: le Istituzioni devono essere infatti il luogo della ricomposizione, non solo della rappresentazione degli interessi di parte, dei tanti e diversi bisogni della società, perchè il Paese si attende da tutti noi risposte efficaci, solidarietà e spirito di coesione. La vera sfida che ci attende sarà quella di vivere il mandato parlamentare con questo senso di profonda sintonia con i nostri cittadini. Solo se saremo capaci di definire soluzioni legislative aperte al futuro sconfiggeremo quel senso di esclusione e di indifferenza dell'elettorato che è alla base del forte astensionismo evidenziatosi alle ultime elezioni politiche. Un allarme da non sottovalutare e che impone un supplemento di attenzione da parte dei partiti, per affrontare le cause profonde della disaffezione alla politica.

L'astensionismo si può combattere: la politica deve essere capace di moderare i toni e di misurare e calibrare gli annunci della campagna elettorale, ma soprattutto deve essere conseguente nei fatti rispetto agli impegni assunti con i cittadini. Consentitemi, infine, di sottolineare con forza un altro aspetto profondamente negativo che non possiamo di certo ignorare: il numero di donne elette in questa legislatura è drammaticamente basso, in controtendenza con quanto avvenuto nelle precedenti dal 2001 ad oggi, nelle quali avevamo assistito ad una crescita costante della loro rappresentanza. Questo dato ci richiede di inserire nell'agenda politica il tema della piena partecipazione e protagonismo delle donne alla vita pubblica. Non possiamo certo ritenere sufficiente un rispetto formale di un principio di pari opportunità. La Costituzione ci impone di lavorare per assicurare una parità di genere sostanziale all'interno delle Istituzioni.

Nel concludere voglio rivolgermi ai colleghi che per la prima volta entrano alla Camera dei deputati. Mi permetto di rifarmi alla mia esperienza di tanti anni nelle istituzioni nazionali. Il primo giorno in quest'Aula si vivono diverse e profonde emozioni, uniche per chi ama la politica, anche consapevoli dell'importanza del luogo dove ci troviamo. Conservatele, fatene tesoro, a me sono sempre servite. Tra questi scranni è stata scritta la storia d'Italia, qui sedeva l'Assemblea che ha redatto la Costituzione, in questo Palazzo è stata proclamata la Repubblica, i posti che oggi occupiamo sono stati onorati dalle madri e dai padri della nostra democrazia. Quando andremo a svolgere il nostro mandato parlamentare, preserviamo sempre grande rispetto per questa Assemblea e per cio' che essa significa per il nostro Paese.

Care colleghe, cari colleghi, il 25 settembre con il loro voto, gli italiani hanno dato una maggioranza chiara al Paese che qui è rappresentato. L'augurio che rivolgiamo al prossimo governo, a chi verrà, da parte sia di chi lo sosterrà che da parte di chi ne sarà all'opposizione, è che faccia bene il suo lavoro. Perchè vogliamo tutti qui il meglio per il nostro Paese, perchè l'interesse dell'Italia deve essere l'unico che muove la nostra azione quotidiana, adempiendo sempre al nostro compito come prescrive la Costituzione con disciplina e onore".