Come si è arrivati allo strappo tra il governo e il M5s sul Superbonus

Come si è arrivati allo strappo tra il governo e il M5s sul Superbonus

Il provvedimento continua a essere difeso a spada tratta dai pentastellati, ancora di più da quando il presidente del Consiglio ha messo in guardia dai pochi controlli e dalle troppe frodi

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© Agf - Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro dell'Economia Daniele Franco 

AGI - Il Superbonus per l'edilizia, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, continua ad esser difeso a spada tratta dai pentastellati, ancora di più da quando il presidente del Consiglio Mario Draghi ha messo in guardia: ci sono "pochissimi controlli" e "situazioni fraudolente che hanno raggiunto importi di 2,3 miliardi di sequestri". Insomma, l'incentivo deve essere aggiustato.  

Le parole del premier non potevano passare inosservate fra i pentastellati che sono addirittura arrivati a lanciare un pesante j'accuse: "fakenews", come ha scritto il senatore Maurizio Santangelo. L'ex sottosegretario Riccardo Fraccaro non ha usato mezzi termini per rispondere: "Draghi sbaglia due volte" 

Ma vediamo esattamente che cosa hanno detto Mario Draghi e il ministro dell'Economia, Daniele Franco, nella conferenza stampa in cui si è consumato 'lo strappo'.

"L'edilizia ha dato un contributo pari all’1% al totale della crescita che è stato del 6,5%, ma non è che l'edilizia senza superbonus non funziona - ha detto Draghi - L'edilizia funziona e si è giovata sicuramente di questo, ma non bisogna pensare che senza superbonus l'edilizia italiana non vada avanti, altrimenti tutti i Paesi che non hanno il superbonus starebbero a zero con l'edilizia, ma non è così. Questo giusto per dare un quadro del complesso in cui questa misura si inquadra. Per inciso, alcuni di quelli che più tuonano oggi su superbonus, sulla necessità che queste frodi non contano, che bisogna andare avanti lo stesso, che l'industria non può aspettare…alcuni di loro sono quelli che hanno scritto questa legge, dove è stato possibile fare quello che si è fatto senza controlli. Su un dépliant delle Poste del 2020 è scritto che non è necessario fornire alcuna documentazione a supporto della richiesta, è sufficiente verificare preliminarmente di essere titolare del credito da cedere. Va bene".

"Allora se ci troviamo in questa situazione qui è per il fatto che si è voluto costruire un sistema che prevedeva pochissimi controlli. Questo è il punto. Adesso il funzionamento del superbonus ha rallentato moltissimo e si è anche fermato non tanto per questi ostacoli, questo divieto di cessione, ma per i sequestri deliberati dalla magistratura a fronte di situazioni fraudolente che hanno raggiunto importi di 2,3 miliardi di sequestri. Naturalmente le somme oggetto di indagine della magistratura sono molto più alte di 2,3 miliardi”, ha aggiunto.

Nell'affrontare questo tema - ha esordito il titolare del Mef - partirei dalle audizioni svolte ieri dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Entrate in Parlamento sul tema delle frodi, che vi invito tutti a leggere. Il punto, come ricordava il Presidente, nasce dal fatto che - parliamo del problema della cessione dei bonus edilizi - la possibilità di cedere i crediti fiscali relativi ai vari bonus edilizi è diventata nel 2020 pressoché illimitata: senza limiti nel numero dei passaggi, estesa a tutte le tipologie di lavori edilizi e senza presidi di garanzia, quali potevano essere i visti di conformità o le asseverazioni". 

"Questa situazione di fatto ha trasformato questi crediti di imposta in una sorta di moneta fiscale. Si è creato un mercato dei crediti fiscali non regolamentato nel quale il collegamento con i lavori edilizi su cui questi crediti nascevano è diventato via via più labile e in alcuni casi è stato del tutto assente. Al 31 dicembre scorso, le cessioni di credito relative ai bonus edilizi comunicati all'Agenzia delle Entrate erano 4,8 milioni, per un controvalore di circa 38 miliardi di euro", ha aggiunto.
 Immediate le repliche dei 5stelle, eccone alcune: "Draghi sbaglia due volte quando parla di truffe in edilizia: la prima perché fa di tutta un’erba un fascio confondendo il Superbonus con tutti gli altri bonus. La seconda perché riconduce tutte le truffe al solo Superbonus 110%", dichiara Riccardo Fraccaro.

"Come confermato dal Ministro Franco le truffe sono quasi esclusivamente relative ad altri bonus, non riguardano se non in minima parte il Superbonus, proprio perché prevede asseverazioni e controlli. Alla luce di queste dichiarazioni viene meno ogni alibi. Il governo lavori subito per far ripartire i cantieri del Superbonus bloccato ormai da troppe settimane", sottolinea. E sui social aggiunge: "L’Agenzia delle Entrate conferma che le truffe ai danni dello Stato addebitabili all'utilizzo criminale del Superbonus sono solo il 3%. Certo! Perché prevede asseverazioni e controlli. Ora deve ripartire subito: le imprese non possono subire gli errori del governo".

"L'attacco del premier Draghi al Superbonus lo trovo gratuito e fuori luogo. Questa misura, fortemente voluta dal M5s, sta rilanciando l'intero settore edilizio e permettendo di rendere le nostre case più sostenibili e sicure. È quel tipo di politica espansiva di cui il Paese ha un disperato bisogno, ha incalzato Gianluca Ferrara vicepresidente del gruppo Movimento 5 Stelle al Senato.