In Sardegna lo scandalo del pranzo non ferma il ddl sugli staff della Regione

In Sardegna lo scandalo del pranzo non ferma il ddl sugli staff della Regione

Le opposizioni nell'Assemblea sarda hanno occupato per un giorno l'Aula per chiedere al presidente Solinas di riferire sul convivio in un hotel durante la zona arancione, bloccando così l'esame del testo destinato a costare 6 milioni di euro l'anno. Ma oggi i lavori sono ripresi dopo la bagarre e un intervento della vicepresidente della Giunta: "Ci sono indagini in corso"

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Il palazzo del Consiglio regionale della Sardegna

AGI Il 'pranzo di Sardara' con una quarantina di politici, dirigenti regionali, manager di aziende sanitarie e militari - secondo un elenco pubblicato stamane dal quotidiano l'Unione Sarda - ha bloccato solo per un giorno i lavori del Consiglio regionale della Sardegna. I consiglieri di minoranza (Pd, Progressisti, LeU e Movimento 5 Stelle) avevano occupato l'Aula per chiedere che il presidente Christian Solinas intervenisse per "chiarire le sua posizione", come ha rimarcato il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, ma la sollecitazione è rimasta inascoltata.

Il braccio di ferro fra maggioranza di centrodestra e sardista e opposizione resta sul disegno di legge 107 di riorganizzazione gli uffici della presidenza e degli assessorati. Le minoranze hanno fin da subito dichiarato che faranno tutto quanto è in loro potere per bloccare l'approvazione di quella che hanno ribattezzato 'legge poltronificio' e continuano a chiederne il ritiro, così come oltre 14.500 cittadini che hanno firmato una petizione on line sulla piattaforma change.org.

La versione della Regione

A parlare sul caso politico del 'pranzo', a nome della Giunta, è stata oggi in Aula la vicepresidente Alessandra Zedda (FI): "Il presidente della Regione non deve e non può riferire alcunché: ci sono indagini in corso". A quel punto i lavori del Consiglio sono ripresi, anche di fronte alla prospettiva che il presidente dell'Assemblea, Michele Pais (Lega) li facesse proseguire nonostante le proteste, esercitando le sue prerogative, anche a costo di espellere gli eventuali consiglieri occupanti.

L'inchiesta della procura di Cagliari

Al palazzo di giustizia è stato aperto un fascicolo - senza ipotesi di reato - sull'evento conviviale organizzato mercoledì 7 aprile in un hotel termale di Sardara, nonostante le restrizioni anti-Covid imposte dalla zona arancione, e interrotto dalla guardia di finanza che ha identificato 19 persone, fra le quali il comandante del Corpo forestale regionale: Antonio Casula, che aveva già confermato la sua presenza nell'albergo ma non la partecipazione al pranzo, è stato già sentito dal pm Gian Giacomo Pilia.  Al momento del blitz delle Fiamme gialle un'altra ventina di persone era riuscita ad allontanarsi e ora potrebbe essere identificata.

È già uscito allo scoperto, e ha chiesto scusa pubblicamente, l'ex assessore regionale dem agli Enti locali ed ex presidente dell'Anci Sardegna, Cristiano Erriu, direttore generale del Centro servizi imprese dell'Azienda speciale della Camera di commercio di Cagliari: in un'intervista alla 'Nuova Sardegna' ha dichiarato di essere stato invitato da un amico, ma non ha reso noti i nomi degli altri partecipanti. Ha solo confermato che non c'erano esponenti dell'attuale Giunta regionale. E ieri il presidente Pais ha assicurato, che in base alle sue verifiche, non erano presenti neanche consiglieri regionali.

Misteriosi intrecci

Quanto a Solinas, per il momento, non si presenterà in Aula per rispondere alle richieste dell'opposizione, che continuano a pretendere trasparenza. "La questione", ha rimarcato Eugenio Lai (LeU) "è cosa ci facessero persone così tanto influenti tutte insieme a decidere o festeggiare che cosa: queste sono le risposte che vorremmo avere dalla politica. Non è pensabile che il presidente attenda la fine dell'indagine".

Il consigliere dei Progressisti ed ex sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha portato l'attenzione sugli "argomenti oggetto della riunione" a Sardara: "Non vorrei che quella riunione fosse stata stimolata da una legge, come questo ddl, che genera appetiti non tanto nella parte politica quanto, almeno nelle nomine, in coloro che potrebbero essere nominati; questo è il vero dubbio che collega il pranzo con le vicende odierne anche all'ordine del giorno".

L'analisi del presidente di Anci Sardegna

Sul convivio di Sardara è intervenuto anche il presidente dell'Anci Sardegna, Emiliano Deiana, con un articolato post su Fb, in cui si dice interessato a comprendere il "contesto", in particolare "cosa è stato il 'finto bipolarismo' in salsa sarda almeno dal 2009 ad oggi: quali relazioni sussistono - fortissime - fra parti di maggioranza e parti di minoranza che si alternano, uguali a se' stesse, al governo della Regione messa peggio in troppi campi della vita pubblica".

 

HO RIFLETTUTO A LUNGO... (SARDARA E DINTORNI...) Ho riflettuto a lungo se, come, quando intervenire sulla “vicenda di...

Pubblicato da Emiliano Deiana su Martedì 13 aprile 2021

"Capire il contesto significa comprendere dove si alimenta il potere reale in Sardegna: dappertutto fuorche' nel luogo deputato, il Consiglio Regionale", sottolinea Deiana. "Ovvero mi occorre per ragionare sul potere fattuale degli istituti autonomistici della rappresentanza popolare sottratti dagli apparati burocratici o degli organi monocratici". "Capire il contesto significa, ad esempio, ragionare sul futuro dell'acqua pubblica in Sardegna in maniera chiara, trasparente, cristallina", aggiunge il presidente regionale dell'Anci. "Oggi - invece al di la' degli accadimenti di Sardara - il potere vero, mi pare di intuire, soggiace in tanti tavoli di compensazione extraterritoriali dove pezzi di politica, di istituzioni, scaglie di burocrazie, frammenti di imprenditoria privata assistita, residui di imprese pubbliche dissanguate da gestioni scellerate si incontrano e decidono della sorte di tutte e di tutti". (AGI)Rob