Per il Lazio il centrodestra sceglie Parisi. Poi torna a litigare

Berlusconi e Salvini si scontrano sui dazi (e su Tajani)

Per il Lazio il centrodestra sceglie Parisi. Poi torna a litigare

Il centrodestra trova la quadra e sceglie Stefano Parisi per la candidatura a governatore del Lazio. Il leader di Energie per l'Italia, dopo giorni di indiscrezioni, scioglie la riserva e accetta di correre. L'annuncio arriva con una nota congiunta di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni: "Parisi offre la garanzia di una guida stabile e sicura, sganciata dai partiti anche se profondamente radicata nei valori liberali, cristiani, riformatori, della destra democratica". 

Ma se il centrodestra ritrova l'unità in vista delle regionali, continuano le fibrillazioni e le punzecchiature tra il leader di Forza Italia e il segretario della Lega. Dopo i parametri europei, a far 'litigare' i due oggi è il tema dei dazi, ma anche il rilancio della possibile candidatura a premier di Antonio Tajani da parte del Cavaliere. Antonio Tajani 'uber alles', dice Silvio. 'Neanche per sogno', replicano a strettissimo giro di posta Giorgia e Matteo. Nuova puntata della querelle sul candidato premier, tra i leader del centrodestra. Con allegata ulteriore divaricazione Berlusconi-Salvini su un tema più sensibile per le sue ricadute al di fuori dei confini nazionali: l'ex premier si dice contro i dazi annunciati da Trump, mentre il segretario leghista sposa in pieno la linea di
'The Donald'.

Il Cav: "Abbiamo altre due idee in serbo"

"Se fosse possibile avere Antonio Tajani come premier sarebbe un'ottima scelta", afferma Berlusconi. Dell'attuale presidente del Parlamento europeo, il leader FI torna a parlare come di "una persona molto stimata a livello europeo", le cui prese di posizione sui vari temi "sono impeccabili", con in piu' l'atout, visto dal Cavaliere, di "un rapporto di lavoro con me ideale". Resta anche agli atti che "abbiamo altre due idee in serbo", spiega ancora Berlusconi e che "non abbiamo approfondito il tema" con i due alleati
Salvini e Meloni. "Penso valga la pena prima vincere le elezioni e poi parlare di questo".

"Il premier lo sceglie chi vota il 4 marzo", taglia corto Salvini che coglie anche l'occasione per dire che gli piacerebbe "in piccolo, fare ciò che sta facendo Trump: stupire perché mantengo le promesse". Poco prima, Berlusconi aveva invece rinnovato i suoi elogi proprio ad Angela Merkel: "Ho letto frettolosamente i giornali e ho visto che la signora Merkel ha preso una posizione netta, e io la condivido", per aver ricordato, cioè, "cosa hanno causato i dazi nell'economia, e cioè non un bene per i cittadini ma il contrario". Non per Salvini: "Trump difende l'industria americana perché mette dei dazi. Sta facendo quello che ha promesso in campagna elettorale, a differenza dei politici italiani. Tutti lo attaccano, ma io voglio fare in Italia la stessa cosa. I dazi si possono
mettere". 



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