Forza Italia "per ora" è contraria. Foa potrebbe non avere i numeri

Per eleggere il presidente della Rai servono i voti di 27 componenti su 40 della Commissione di vigilanza. M5s e Lega ne hanno solo 21 e il Pd è contrario. Saranno i 7 membri in quota azzurra a decidere i giochi

Forza Italia "per ora" è contraria. Foa potrebbe non avere i numeri

È battaglia sul nome di Marcello Foa per la presidenza Rai: il Pd attacca in vista del voto della commissione di Vigilanza, che deve dare un parere vincolante, e chiede a Fi di unirsi all'opposizione. Dagli azzurri i segnali non sono positivi, ma tutti attendono la riunione prevista per mercoledì a san Macuto. Contro il giornalista, indicato dal governo alla presidenza della Rai, il Pd ha annunciato che farà muro mercoledì. Mentre da Forza Italia per ora arriva parere contrario. Per essere confermato alla presidenza di viale Mazzini Foa deve ottenere il parere favorevole della maggioranza di due terzi dei componenti della commissione, ovvero 27 su 40 voti: M5s e Lega ne hanno solo 21, il Pd (7) è contrario, e, per questo, sono fondamentali i sette di FI. 

Per Forza Italia è (anche) un problema di metodo

"La maggioranza, prima di proporre un suo nome per la presidenza della Rai, avrebbe dovuto avviare un'istruttoria tra i gruppi parlamentari presenti in commissione di Vigilanza Rai e solo dopo esprimere un candidato di sintesi, in grado di avere il voto dei 2/3 dei componenti, necessari per concludere l'iter", ha lamentato la capogruppo di FI alla Camera, Mariastella Gelmini. "Proponendo Foa al buio, il governo ha utilizzato un metodo sbagliato. Forza Italia farà un'attenta riflessione, ma al momento il nostro voto è 'no'". "Nelle prossime ore - aggiunge Gelmini - cercheremo ancora il dialogo con tutte le altre forze politiche per individuare una figura terza, di garanzia, e che possa ricevere il via libera dalla stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari. Il ruolo di presidente della Rai è troppo delicato per essere imposto a colpi di maggioranza. È il momento della buona politica, non servono inutili prove muscolari". 

Dopo Salvini ieri che si era detto "molto soddisfatto" dell'accordo sui vertici della Rai, che ha portato anche alla nomina di Fabrizio Salini ad amministratore delegato, oggi è stato Luigi Di Maio a difendere Foa e la bontà delle scelte fatte in seno al governo. "Marcello Foa è un giornalista con la schiena dritta che ha sempre fatto il suo mestiere con grande onestà intellettuale e dimostrando totale indipendenza. Eppure oggi Pd e Forza Italia lo accusano di sovranismo​. Ma di che parliamo?", ha scritto il ministro del Lavoro su Facebook.

"Sovranità è una bella parola", dice Di Maio

'Sovranità  - ha proseguito Di Maio - è una parola presente nell'articolo 1 della Costituzione. È una bella parola che sta tornando di moda anche grazie a persone come Foa". "Quelli del Pd poi - scrive Di Maio - sono gli stessi che avevano messo a capo della Rai una del Bilderberg: Monica Maggioni, che è attualmente presidente della Trilateral italiana. E ora vogliono opporsi a un giornalista totalmente libero che è pronto a fare gli interessi esclusivi della Rai e degli italiani? Sarebbe clamoroso".

Il Pd promette "battaglia"

A lanciare l'allarme per la nomina di Foa erano stati soprattutto i dem. "Se Salvini e Di Maio pensano di occupare la Rai, che è degli italiani e non loro, noi siamo già qui, glielo impediremo. Il primo agosto in Vigilanza Rai ci aspetta una bella battaglia. Marcello Foa non merita alcuna fiducia, non sarà il nostro presidente", ha annunciato su Twitter Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza.

Dal canto suo, Matteo Renzi si era limitato a delineare un confronto indiretto ed elogiare i vertici della Rai indicati dal suo governo.

"Sulla Rai la lottizzazione giallo-verde sta calpestando anche il ruolo della Vigilanza. Tutte le opposizioni devono reagire a questa forzatura", ha infine chiesto il segretario del Pd, Maurizio Martina.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it