Che ne sarà del governo dopo la valanga che ha travolto l'alleanza Pd-M5s?

Se di test sull'alleanza con Cinquestelle-Dem si trattava, il test è fallito e nelle regioni occorrerà rivedere la strategia

coalizione m5s pd sconfitta umbria
Jacopo Landi / NurPhoto
 
Giuseppe Conte

L'obiettivo minimo era una sconfitta onorevole, ma quella della maggioranza che sostiene l'esecutivo è una sconfitta totale in Umbria che rischia di farsi sentire anche su Palazzo Chigi. Di sicuro si sentirà sul futuro della alleanza fra dem e Cinque Stelle.

Il segretario del Pd, nonostante il suo partito abbia nel complesso tenuto, parla di "sconfitta netta" e della necessità di "riflettere sulle scelte future". Insomma, se di test sull'alleanza con M5s si trattava, il test è fallito e nelle regioni occorrerà rivedere la strategia. Alla stessa conclusione, seppure per ragioni diverse, giunge anche il Movimento guidato da Luigi Di Maio per il quale ragionare per poli opposti finisce per penalizzare il consenso dei Cinque Stelle.

Ma Nicola Zingaretti parla anche di "una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri che non si è riusciti a ribaltare". Un riferimento alla gestione precedente alla segreteria Zingaretti. E il pensiero corre a Matteo Renzi, rimasto lontano dall'arena elettorale, proprio come quando Zingaretti cita "le polemiche che hanno accompagnato la manovra" quale concausa della debacle.

Una lettura del risultato condivisa dai dirigenti dem impegnati i questi giorni in Umbria. La prima cartina che gira di mano in mano tra gli esponenti dem più vicini a Zingaretti è quella di un'Umbria 'in blu': è il colore in cui vengono indicati i territori conquistati al centrodestra alle elezioni politiche del 2018.

Il ragionamento è: questa è la situazione da cui siamo partiti, di più era difficile riuscire a fare. Una situazione, è il concetto sotteso a questo ragionamento, che non è addebitabile a quello che nel 2018 era solo governatore del Lazio. A guidare il partito, allora, era Matteo Renzi.

La seconda cartina è relativa alle europee del maggio 2019: Zingaretti era segretario da due mesi e il colore blu lasciava già lo spazio a larghe macchie di giallo e rosso, quelle che indicano i territori in cui il centrosinistra - non ancora il coalizione - risultava in vantaggio. Ora si tratta di vedere quali saranno i dati scorporati di Pd e M5s: "Per noi prevediamo una sostanziale tenuta del dato delle elezioni europee", spiegano fonti parlamentari dem.

Non sfugge a nessuno, tuttavia, che il voto in Umbria arriva a pochi giorni dal varo della manovra e a 36 ore dalla foto di Narni con cui Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Roberto Speranza hanno cercato di dare forza al loro candidato, Vincenzo Bianconi. E lo hanno fatto con uno strano mix di temi regionali e rivendicazione dei contenuti della legge di bilancio. Un evento dal quale si e' tenuto lontano il solo Matteo Renzi: nessuna presa di distanza dall'ex presidente del Consiglio, è stato spiegato da fonti di Italia Viva, piuttosto una scelta di coerenza, dato che Italia Viva non ha schierato né sostenuto alcun candidato.

Dalle parti del Partito Democratico il risultato era atteso, la forza del centrodestra nella regione e i danni prodotti dalle inchieste sulle nomine in Sanità, con le dimissioni della presidente Catiuscia Marini, lasciavano ben pochi margini per sperare. E un esponente storico del Pd come Pierluigi Castagnetti non ha mancato di rilevare come il centrodestra governa già in molti comuni umbri, corrispondenti al 62 per cento della popolazione totale.

A due ore dall'apertura delle Urne, Castagnetti twittava: "Fra poco i risultati, scontatissimi. Andrà in onda la Grande Ipocrisia o la grande sceneggiata. Nessuno ricorderà che il cdx da anni governa Perugia,Terni,Orvieto, Foligno. Cioè il 62% della popolazione umbra e che il quesito era: riuscirà il centrosinistra a capovolgere...?".

E, in un tweet precedente, scriveva ancora che la destra, proprio in virtù che già governa largamente in Umbria, avrebbe potuto solo perdere e "se le riuscisse di non perdere ciò che già ha, non si capisce cio' che rischia il governo nazionale". Un modo per mettere al riparo l'esecutivo da un processo che inevitabilmente partirà. Come in una celebre scena di 'Ritorno al futuro', la foto di famiglia scattata a Narni potrebbe sbiadire fino a veder scomparire i volti di Conte, Di Maio, Zingaretti e Speranza. 



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