Berlusconi può tornare in Parlamento. E ora?

Il tribunale di sorveglianza di Milano riabilita il Cav e annulla gli effetti della legge Severino. Gli azzurri esultano e gli alleati si congratulano. Ora l'ex premier potrebbe rientrare in gioco in eventuali suppletive. E c'è già chi si arrischia a evocare un Berlusconi V

Berlusconi può tornare in Parlamento. E ora?

Silvio Berlusconi è stato riabilitato dal Tribunale di sorveglianza di Milano. Una decisione che annulla gli effetti della Legge Severino, a seguito della condanna definitiva per frode fiscale emessa nell'agosto del 2013, che comportò la decadenza dell'ex premier da senatore. La riabilitazione consente ora a Berlusconi di potersi candidare sia alla Camera che al Senato. Anzi, per il leader azzurro potrebbe aprirsi in teoria la possibilità di rientrare in Parlamento, dopo il voto sulla decadenza espresso da palazzo Madama il 27 novembre del 2013, già a breve. In base alla legge elettorale, infatti, Berlusconi potrebbe concorrere in un'eventuale elezione suppletiva se dovesse rimanere vacante un seggio in un collegio uninominale. 

Le reazioni degli alleati (e degli avversari)

Esulta Forza Italia, si congratulano con l'alleato Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Silenzio dal Movimento 5 stelle, mentre il Pd "rispetta" la sentenza e spiega che la sfida con il Cavaliere "è sul piano politico". Già di prima mattina è un profluvio di dichiarazioni e comunicati dei parlamentari ed esponenti azzurri a sostegno del loro leader. E c'è chi, come Vittorio Sgarbi, chiede al segretario leghista di non siglare l'intesa con i 5 stelle e tornare alle urne. La capogruppo Mariastella Gelmini spiega però che "l'atteggiamento di Forza Italia verso il possibile governo Lega-5 stelle non cambia. Saremo in Parlamento come sentinella dei diritti dei cittadini, siederemo tra i banchi dell'opposizione, voteremo contro ma abbiamo fiducia in Matteo Salvini, siamo convinti che Salvini porterà al governo il programma siglato dal centrodestra". 

E c'è chi crede in un Berlusconi V

Tra i primi a congratularsi con il Cavaliere c'è proprio Salvini, che in una nota afferma: "Berlusconi che torna candidabile è una buona notizia per lui, e ne sono davvero felice, e soprattutto per la democrazia". Anche Meloni esprime soddisfazione: "La riabilitazione di Silvio Berlusconi è un atto di giustizia che restituisce piena rappresentanza a milioni di elettori. Al presidente di FI le mie più sentite felicitazioni e quelle di Fratelli d'Italia". Per Giovanni Toti "la riabilitazione del presidente Berlusconi rende giustizia (tardiva) a un leader politico e a milioni di elettori che hanno creduto in lui". Uno dei fedelissimi del Cavaliere, Sestino Giacomoni, si spinge fino ad ipotizzare un nuovo governo Berlusconi: "Nel 1994 uno scoop del Corriere della Sera, che recapitò a mezzo stampa un avviso di garanzia, fece cadere il primo governo Berlusconi. Oggi, 12 maggio 2018, per la legge del contrappasso, lo scoop con cui il Corriere della Sera ha annunciato la candidabilità del presidente Silvio Berlusconi farà nascere il V governo Berlusconi? Avvisate Salvini e Di Maio che il presidente del Consiglio c'è, lo ha trovato Forza Italia!"

Berlusconi può tornare in Parlamento. E ora?
 Silvio Berlusconi fuori dalla clinica dove ha svolto i servizi sociali

Perché il Cav fu condannato

All'origine dell'applicazione della 'riablitazione' di Silvio Berlusconi e della precedente 'decadenza' sulla base della legge Severino c'è il processo Mediaset. È questo il procedimento che portò all''espulsione' dell'ex cavaliere dal Parlamento, l'unico che lo abbia visto soccombere con una sentenza di condanna in via definitiva a quattro anni di carcere, di cui 3 condonati per l'indulto, in decenni di battaglie giudiziarie. Un epilogo a cui si è arrivati il 19 ottobre 2013 a oltre 10 anni di distanza dall'inizio delle indagini e con un giudizio di primo grado durato quasi 6 anni tra richieste di ricusazione avanzate dai legali, slittamenti dovuti al Lodo Alfano, legittimi impedimenti dell'imputato, cambi dei capi di imputazione, udienze al sabato. Per i giudici che lo hanno condannato per frode fiscale, Berlusconi, anche se formalmente non ricopriva più cariche formali all'interno delle società del gruppo da lui fondato, continuava a occuparsi dei suoi affari. In questa veste - così narra la verità giudiziaria - ha disposto il pagamento a prezzi gonfiati dei diritti televisivi e cinematografici hollywoodiani da trasmettere sulle reti del Biscione. In questo modo sono stati prodotti fondi neri per oltre trecento milioni di euro, finiti sui conti esteri della famiglia Berlusconi, e sono stati truccati i bilanci risparmiando centinaia di milioni di euro di tasse. "Su quei soldi - le parole del pm Fabio De Pasquale durante la requisitoria - ci sono le impronte digitali di Berlusconi". 

Un anno ai servizi sociali

L'accusa di falso in bilancio, contestata in origine, si era prescritta già nel 2007. "Io ho l'orgoglio di essere il primo pagatore di imposte in Italia - si era difeso lui nelle dichiarazioni spontanee rese in appello nel marzo 2013 - mai ebbi modo di occuparmi della questione diritti tv e non ho mai partecipato alle decisioni sulle dichiarazioni fiscali della società perché nel periodo 2002/2003 ero presidente del consiglio, una presenza operosa con una forte attività politica anche all'estero". Ma le motivazioni alla sentenza della Cassazione raccontano invece che fu proprio lui "l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo" ed è "inverosimile l'ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita ai danni di Berlusconi da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizione strategica, e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata nessuna denuncia". Il 9 maggio 2014 Berlusconi ha varcato per la prima volta il cancello della Sacra Famiglia di Cesano Boscone dove ha scontato la sua condanna occupandosi degli anziani malati di Alzheimer. "Non mi sento riabilitato", dirà nel maggio 2015 al termine dell'affidamento in prova ai servizi sociali, "ma questa per me è stata un'esperienza toccante, una pausa di serenita'".



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