L'attacco del Pd a Salvini stavolta è frontale. Lui: "Provocazioni"

Due ex premier dem e a seguire altri esponenti del Nazareno chiedono una discussione in Parlamento. Gentiloni: "Chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell'Interno di un grande Paese democratico". Ma il leader leghista si dice tranquillo

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Agf
Conte e Salvini

È partito di primo mattino l'attacco del Partito democratico a Matteo Salvini sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega sui quali sta indagando da mesi la procura di Milano. Un attacco politico diretto, che arriva per bocca di due ex premier dem, Enrico Letta e Paolo Gentiloni, all'indomani di una nota di Palazzo Chigi che ieri sera aveva chiarito un aspetto preciso: Gianluca Savoini, presidente della associazione Lombardia-Russia, indagato per corruzione internazionale, aveva preso parte alla famosa cena offerta dal governo italiano al presidente russo Vladimir Putin su richiesta di un consigliere del vicepremier Salvini.

"Oggi è diventato ancora più chiaro che Matteo Salvini si candida a essere la quinta colonna russa contro l'Europa", ha dichiarato Enrico Letta in una intervista a Repubblica. Per Letta l'audio che rivela il "Patto del Metropol" avrà "pesanti conseguenze sull'immagine e gli interessi dell'Italia". Nell'intervista dice l'eponente dem: "Un leader di governo che autorizza un suo emissario a intavolare trattative per un sostegno economico con una potenza straniera sotto sanzioni Ue è un fatto di una gravità inaudita".


Per l'ex premier "è una vicenda esplosiva. E non è paragonabile con nessun altro caso che abbiamo visto finora in Europa". Secondo Letta, "i responsabili di governo tedeschi, francesi e spagnoli chiaramente non si fidano più di noi, proprio per la nostra sottomissione a Mosca. E anche con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti si sta creando una forte diffidenza proprio a causa delle nostre relazioni pericolose con la Russia e la Cina. Salvini tenta di portare l'Italia sull'asse Putin-Trump ma gioca con il fuoco e infatti si sta bruciando come dimostra l'uscita dell'audio della trattativa a Mosca".

Ancora Letta: "Salvini si è inginocchiato davanti a Putin - prosegue - poi ha tentato di trovare una sponda su Trump. E intanto il nostro governo si è sbilanciato pure nei confronti della Cina. È probabile che qualcuno non apprezzi questo atteggiamento ambiguo e anche un po' confuso. Salvini ha promesso di battersi per abolire le sanzioni alla Russia ma non è  riuscito a fare nulla". L'ex premier osserva ancora: "Adesso sta emergendo la pericolosità di questa politica estera fatta in modo disinvolto, spregiudicato, che danneggia soprattutto gli interessi dell'Italia".

Ricorda poi che da premier ha partecipato a molti vertici internazionali come quello avvenuto a Mosca. "È impossibile - ritiene - che qualcuno si possa 'imbucare' nella delegazione ufficiale come sostiene Salvini. Escludo categoricamente che lui non fosse al corrente. Un ministro dell'Interno che dice il falso, come fa in queste ore, prendendo in giro i media e gli italiani, è sconcertante. Già per questo dovrebbe dimettersi subito".

Lo spunto di Enrico Letta viene raccolto da Paolo Gentiloni, oggi presidente del Pd, che affida a Twitter il suo pensiero: "Palazzo Chigi smentisce Salvini. A questo punto non basta riferire in Parlamento. Chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell'Interno di un grande Paese democratico".


L'attacco è sferrato. "Ormai è evidente che il ministro Salvini non ha raccontato la verità sui suoi rapporti con Savoini, e sul ruolo dello stesso nella trattativa con la Russia. Insieme al presidente Marcucci, chiediamo formalmente alla Presidente Casellati di convocare in Aula il ministro dell'Interno Salvini nel più breve tempo possibile". Lo scrivono in una nota i senatori del Pd Simona Malpezzi, Franco Mirabelli e Dario Stefano vicepresidenti del gruppo dem a Palazzo Madama. Sullo stesso piano un tweet di Roberta Pinotti, ex ministra della Difesa.

Chiude l'offensiva domenicale la vicepresidente del partito del Nazareno, Anna Ascani: "Matteo Salvini è un mentitore seriale: avrebbe mentito addirittura in sede ufficiale, in una conferenza stampa al Viminale, negando di aver invitato lui Savoini al ricevimento di Stato per Putin la settimana scorsa a Roma. Quanto pubblicano oggi i quotidiani lo smentiscono platealmente, Savoini è stato invitato su diretta pressione dell'ufficio di Salvini, del suo collaboratore D'Amico. Ci sono le e-mail che lo confermano, lo conferma anche Palazzo Chigi. Un ministro dell'Interno che viene sbugiardato in maniera così imbarazzante ha il dovere di dimettersi".

Il quadro appare chiaro. Il principale partito d'opposizione ha visto nella nota di Palazzo Chigi una chiara smentita del vicepremier, che nei giorni scorsi ha preso le distanze da Savoini. E e dem hanno deciso di cavalcare la cosa.

Il vicepremier leghista per il momento non risponde, o lo fa in maniera discreta: "Mentre altri si occupano di fantasie - posta su Facebook - noi lavoriamo sui problemi concreti: riforma del diritto di famiglia e inchiesta sulle case famiglia, giù le mani dai bambini", commenta il titolare del Viminale che conclude: "Vergogna a tutte le tivù che nascondono questi scandali". 

La linea per il momento è di non reagire. Non cedere a quelle che vengono considerate come "provocazioni" dei 5 stelle ma anche del Pd e delle forze di opposizione, in merito all'inchiesta sui presunti finanziamenti russi; mantenere la barra dritta, concentrati sul lavoro e sui problemi della "vita reale". È questo l'input che Matteo Salvini ha dato ai suoi in queste ore. Dopo il weekend lontano da Roma con i comizi in Emilia-Romagna e l'iniziativa di stasera al Festival dei due Mondi di Spoleto, il segretario leghista viene descritto come assolutamente concentrato sui "problemi concreti", come del resto scrive lo stesso ministro sui social, e soprattutto sull'appuntamento di domani al Viminale dove incontrerà "40 delegazioni, tra parti sociali e associazioni di categoria" per "preparare insieme" la manovra. "Non sarà un incontro improduttivo ma un confronto cui Salvini e la sua squadra lavorano da mesi con tanti dossier specifici, da flat tax a infrastrutture, sul tavolo", si sottolinea. 

"Forse è un po' irrituale farlo al Viminale, come ha fatto notare Conte, ma è anche vero che nessuno, al Mise o a Palazzo Chigi, in un anno e mezzo - si ricorda - ha avviato un confronto cosi' vasto, serio e strutturato". Per quanto riguarda la vicenda 'russa' che vede coinvolto Gianluca Savoini, Salvini viene descritto "tranquillo". "Ha la coscienza pulita, c'è un'inchiesta in corso: ha fiducia nell'operato della magistratura", si sottolinea ancora.


Il vicepremier leghista non vuole andare oltre nel commentare. E non risponde alle "provocazioni" di Luigi Di Maio che gli ha chiesto di riferire in Aula. Così come non vuole entrare nel dettaglio sulla presenza di Savoini alla cena per Vladimir Putin offerta dalla presidenza del Consiglio a Villa Madama. L'invito a Savoini, partito dalla segreteria di Claudio D'Amico - consigliere di Salvini a Palazzo Chigi - è liquidato nella Lega come una "iniziativa personale di D'Amico". Che il dettaglio sia stato fatto trapelare da Palazzo Chigi non suscita di certo entusiasmo nel partito di via Bellerio. Ma l'indicazione è di non fare polemica su questo. "Attendiamo con fiducia gli esiti dell'inchiesta, sperando che si faccia in fretta", si taglia corto. 



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