AGI - La Libyan Iron and Steel Company (Lisco) punta ad avviare nel 2027 la costruzione del nuovo impianto siderurgico sviluppato con l’italiana Danieli, con l’obiettivo di iniziare la produzione nel 2030. Lo ha riferito ad “Agenzia Nova” Ali Abdusalam Sasi, direttore tecnico della società siderurgica statale libica, durante la visita della delegazione imprenditoriale italiana al complesso industriale di Misurata, uno dei maggiori del Nord Africa.
Cosa prevede il progetto
Il progetto prevede la realizzazione di una quarta unità di riduzione diretta del minerale di ferro, destinata a rafforzare la capacità produttiva di Lisco e la sua presenza sui mercati internazionali. "Contiamo di iniziare la costruzione nel 2027 e, se tutto procederà secondo i programmi, di avviare la produzione nel 2030”, ha spiegato Sasi, precisando che il calendario resta subordinato all’avanzamento del progetto.
L’iniziativa nasce da un memorandum d’intesa sottoscritto nell’aprile 2024 tra Lisco e Danieli, gruppo industriale italiano specializzato nella progettazione e realizzazione di impianti siderurgici. Secondo quanto comunicato allora dalle due società, il progetto prevede una joint venture partecipata al 51 per cento da Danieli e al 49 per cento da Lisco, con una capacità nominale di due milioni di tonnellate annue di ferro preridotto (Dri) e ferro bricchettato a caldo (Hbi).
Il nuovo stabilimento
Il nuovo stabilimento dovrebbe sorgere all’interno dell’attuale complesso industriale di Misurata, sfruttandone le infrastrutture esistenti, comprese quelle per lo stoccaggio e la movimentazione delle materie prime. La tecnologia prevista è Energiron, sviluppata da Danieli insieme a Tenova, che consente di ottenere ferro preridotto attraverso l’impiego di gas naturale e può essere adattata all’utilizzo di idrogeno.
Il prodotto è particolarmente richiesto dall’industria siderurgica internazionale, perché permette di alimentare i forni elettrici con materiale ad alto contenuto di ferro. Una parte della futura produzione è destinata anche ai mercati europei e alle acciaierie italiane, secondo gli obiettivi indicati al momento della firma del memorandum.
I numeri di Lisco
Lisco, interamente controllata dallo Stato libico, occupa un’area di oltre 1.200 ettari a Misurata e impiega circa 7 mila lavoratori diretti, oltre a generare, secondo i dati aziendali, un indotto di circa 15 mila persone.
La società dispone di un proprio porto industriale, infrastrutture energetiche e impianti di lavorazione del minerale di ferro. I suoi prodotti raggiungono, secondo quanto riferito dai responsabili, 38 Paesi.