AGI - È stata ufficialmente presentata a Roma la nuova Strategia internazionale dell'Italia per il caffè. L'evento ha riunito istituzioni, rappresentanti del Gruppo Banca Mondiale, di organizzazioni internazionali, partner e operatori privati per approfondire le prospettive della filiera e le opportunità di collaborazione nei Paesi produttori.
Una filiera del caffè sostenibile, equa e resiliente
"Sostenere i Paesi produttori e valorizzare il saper fare delle imprese italiane significa costruire una filiera del caffè più sostenibile, equa e resiliente. Coniughiamo cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica, ricerca e partenariato con il settore privato per creare valore nei Paesi d'origine e opportunità durature per tutti", ha spiegato il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli nel suo intervento di apertura.
Le due sessioni dell'evento hanno permesso di illustrare l'impegno italiano per sostenere una filiera del caffè più sostenibile, resiliente e competitiva e promuovere opportunità di collaborazione tra istituzioni, organizzazioni internazionali e settore privato, con particolare attenzione al trasferimento di competenze e tecnologie, alla promozione di investimenti sostenibili e alla valorizzazione delle opportunità per il Sistema Italia nei Paesi produttori.
Due iniziative, 'Act Coffee' e 'Global Coffee Initiative
La strategia italiana si articola in due componenti complementari: l'iniziativa Act Coffee, dedicata alla trasformazione sostenibile della filiera del caffè in Africa, realizzata da Unido in collaborazione con l'International Coffee Organization (Ico) e in partenariato con il Comitato italiano del Caffè; e la Global Coffee Initiative, sviluppata con il Gruppo Banca Mondiale e Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) per favorire la preparazione di progetti e la mobilitazione di investimenti.
Tra i presenti all'evento, la prima ministra dell'Uganda Robinah Nabbanja, i ministri dell'Agricoltura del Kenya, Mutahi Kagwe, e della Colombia, Indalecio Dangond, la direttrice esecutiva dell'Ico Vanusia Nogueira, il vice direttore generale della Fao Maurizio Martina, la vice direttrice generale dell'Unido Marina Ponti, il presidente del Comitato italiano del Caffè e presidente del Gruppo Lavazza, Giuseppe Lavazza, e il presidente di Illycaffè, Andrea Illy.
Nella sua fase iniziale, la Gci punta a mobilitare almeno 500 milioni di dollari attraverso un fondo dedicato alla preparazione dei progetti e all'assistenza tecnica e una piattaforma di cofinanziamento per iniziative pubbliche e private.
Gli investimenti saranno selezionati per produrre risultati chiari e misurabili: aziende agricole più resilienti, redditi più alti e stabili per le famiglie e filiere locali più solide, capaci di creare occupazione dal chicco alla tazzina.
Il caffè è fonte di reddito per oltre 100 milioni di persone in 50 paesi
Il caffè rappresenta una fonte di reddito per oltre 100 milioni di persone in circa 50 Paesi del mondo, ma il settore è sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico e ad altre criticità che ne mettono a rischio la sostenibilità.
Pur non essendo un Paese produttore, l’Italia svolge un ruolo di primo piano lungo la catena del valore del caffè, essendo il sesto esportatore mondiale del settore e il secondo produttore europeo di caffè torrefatto. In questo contesto, la Global Coffee Initiative, nata dall'impegno assunto dai leader del G7 durante la Presidenza italiana del 2024, promuoverà investimenti pubblici e privati lungo l’intera catena del valore del caffè.