AGI - L'Italia punta ad allargare il rapporto con il Kuwait oltre il petrolio. Aprendo a Kuwait City un tour nei Paesi del Golfo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha posto al centro dei colloqui la sicurezza energetica, ma anche i capitali sovrani e i nuovi settori industriali.
La prima tappa della missione lo ha portato a incontrare il primo ministro Sheikh Ahmad Abdullah Al Ahmad Al Sabah, il ministro del Petrolio Tareq Suleiman Al Roumi e il direttore generale dell'Autorità kuwaitiana per la promozione degli investimenti diretti, Meshaal Jaber Al Ahmad Al Sabah.
Il contesto conferisce alla visita un peso particolare. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e intorno al Bab el Mandeb continuano a condizionare le rotte energetiche del Golfo e del Mar Rosso. A settembre, i flussi petroliferi regionali, escluso l'Iran, erano risaliti a circa l'81 per cento dei livelli precedenti alla guerra, ma le esportazioni restavano esposte ad attacchi, interruzioni logistiche e scarsità di petroliere disponibili. I
n Kuwait la produzione di greggio sarebbe scesa in media a 1,77 milioni di barili al giorno, circa 200 mila in meno rispetto ad agosto. È in questo quadro che la stampa kuwaitiana ha dato particolare risalto alla decisione di Kuwait Petroleum International, proprietaria della rete Q8 in Italia.
Ringraziamenti al Kuwait per aver risposto all'appello italiano
Secondo "Al Qabas", Urso ha ringraziato il Kuwait per aver risposto all'appello del governo italiano introducendo un tetto temporaneo ai prezzi dei carburanti. Q8 ha applicato per trenta giorni la misura in circa 2.900 stazioni di servizio italiane, portando a quasi 10 mila il numero complessivo degli impianti coinvolti nelle iniziative di contenimento dei prezzi. Il capitolo più strategico della missione riguarda però i capitali.
I capitali punto più strategico della missione
Urso ha incontrato i vertici della Kuwait Investment Authority (Kia), uno dei maggiori fondi sovrani al mondo, per esaminare nuove possibilità di investimento in Italia. Una base industriale esiste già nell'energia: Q8 partecipa tra l'altro al progetto della nuova bioraffineria di Priolo, con una capacità prevista di 500 mila tonnellate l'anno e destinata anche alla produzione di diesel rinnovabile e carburante sostenibile per l'aviazione.
La presenza dei capitali kuwaitiani in Italia resta tuttavia ancora contenuta rispetto al potenziale. Alla fine del 2025, lo stock di investimenti diretti del Kuwait in Italia era pari a 641 milioni di euro, contro 1,102 miliardi di investimenti italiani nell'emirato. Roma punta ora ad attrarre maggiori risorse verso materie prime critiche, intelligenza artificiale, data center, farmaceutica, robotica, aerospazio e manifattura.
La strategia passa anche dal settore finanziario privato. Il programma di Urso prevede un confronto con la Union of Investment Companies, che riunisce alcuni dei principali operatori kuwaitiani e i cui membri gestiscono complessivamente circa 20 miliardi di dinari di attività. Gli scambi commerciali restano invece fortemente sbilanciati a favore dell'export italiano.
L'Italia è l'ottavo fornitore del Kuwait
Nei primi sei mesi del 2026 l'Italia è risultata l'ottavo fornitore del Kuwait, con una quota del 4,2 per cento. Su 562 milioni di euro di interscambio, 512 milioni erano costituiti da esportazioni italiane, mentre oltre il 72 per cento delle importazioni dal Kuwait derivava dalla raffinazione del petrolio. Il tour di Urso riflette quindi un obiettivo più ampio: consolidare il Kuwait come partner energetico e, allo stesso tempo, coinvolgerne maggiormente i capitali sovrani nella trasformazione industriale italiana.