AGI - Mentre in Somalia prende il via un nuovo anno scolastico, più di 15.700 ragazze precedentemente escluse dal sistema educativo hanno ora accesso alla scuola grazie a un programma finanziato dalla Global Partnership for Education (GPE) e attuato dalle autorità educative somale e da CARE Somalia.
Il programma si rivolge in via prioritaria alle ragazze che affrontano le conseguenze dei conflitti, degli sfollamenti, della siccità e della povertà. Prevede, tra le altre misure, borse di studio, sostegno finanziario agli istituti scolastici e iniziative volte a rafforzare il coinvolgimento delle comunità locali.
Costruzione di 15 nuove scuole destinate alle ragazze
Uno dei principali interventi del programma è la costruzione di 15 nuove scuole destinate alle ragazze, che dovrebbero essere operative già all’inizio di questo nuovo anno scolastico. L’obiettivo è rafforzare in modo duraturo le infrastrutture educative e avvicinare la scuola alle popolazioni che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso all’istruzione.
Complessivamente, 8.285 ragazze colpite dai conflitti, dagli sfollamenti, dalla siccità o dalla povertà hanno già potuto frequentare la scuola grazie a borse di studio che coprono, tra l’altro, le tasse scolastiche e il materiale didattico. Il programma punta a sostenere 10.000 ragazze attraverso queste borse di studio entro la sua conclusione.
«Senza il sostegno della GPE, ci sarebbero molte aree remote che semplicemente non riusciremmo a raggiungere», spiega Abdinasir Serar Mah, ministro dell’Istruzione dello Stato del Jubaland, che presenta questa iniziativa come uno dei principali programmi attualmente attivi a sostegno dell’istruzione in Somalia.
Per molte famiglie somale, i costi legati alla frequenza scolastica restano difficili da sostenere, soprattutto nei periodi di crisi. Quando le risorse familiari diminuiscono, le ragazze sono spesso tra le prime a essere costrette ad abbandonare la scuola. La situazione riguarda in particolare i bambini appartenenti a comunità nomadi, gruppi minoritari o famiglie sfollate a causa dei conflitti e delle catastrofi climatiche.
Controlli trimestrali per monitorare la frequenza e le condizioni di apprendimento
L’esclusione scolastica aumenta inoltre la loro esposizione ad alcune forme di vulnerabilità, tra cui i matrimoni precoci. Le beneficiarie delle borse di studio devono mantenere un tasso di frequenza scolastica di almeno il 90%. Il Ministero dell’Istruzione e CARE effettuano controlli trimestrali per monitorare la frequenza e le condizioni di apprendimento. La Somalia continua ad affrontare importanti difficoltà nell’accesso all’istruzione.
Secondo i dati citati dal programma, a livello nazionale solo il 40,4% dei bambini in età da scuola primaria è iscritto a scuola. L’accesso all’istruzione è ancora più limitato nelle aree rurali e tra le popolazioni nomadi: in queste comunità, solo il 4% delle bambine frequenterebbe la scuola.
Rafforzare in modo duraturo il sistema educativo
In questo contesto, gli investimenti destinati alla scolarizzazione delle ragazze mirano non solo a consentire loro di tornare a scuola, ma anche a rafforzare in modo duraturo il sistema educativo. Da quando la Somalia è diventata partner della GPE nel 2012, il Paese ha ricevuto quasi 260 milioni di dollari in sovvenzioni destinate a rafforzare il sistema educativo e a migliorare l’accesso a un’istruzione di qualità.
Il programma Girls’ Education Accelerator si inserisce in questa strategia. Viene realizzato in collaborazione con le autorità educative somale e integra altri investimenti della GPE, tra cui la sovvenzione destinata alla trasformazione del sistema educativo, attuata con Save the Children.
L’obiettivo è inoltre rafforzare le capacità delle istituzioni pubbliche, migliorare la pianificazione e il monitoraggio delle politiche educative e sviluppare in modo sostenibile le opportunità di apprendimento per le ragazze. A livello internazionale, la GPE porta avanti inoltre la campagna Multiply Possibility, destinata a rispondere alla crisi globale dell’apprendimento. La campagna culminerà il 23 settembre, durante un evento di alto livello organizzato a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.