AGI - Dal lancio del Piano Mattei, l'Italia ha avviato in Africa oltre 70 progetti, raddoppiando da nove a 18 il numero di Paesi partecipanti all'iniziativa. Il risultato è contenuto nella relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano che il governo ha trasmesso al Parlamento per la terza volta dal lancio del progetto. Il documento, adottato dalla Cabina di regia nella riunione del 26 giugno a Palazzo Chigi, conferma secondo il governo italiano il pieno funzionamento della strategia e il progressivo consolidamento della sua architettura finanziaria e diplomatica. Per la presidenza del Consiglio italiano il Piano Mattei è oggi una strategia “pienamente operativa”, caratterizzata da una rete in espansione di collaborazioni internazionali e da una crescente integrazione con istituzioni multilaterali e finanziarie globali.
Partenariato "da pari a pari"
Il modello di cooperazione promosso dall’Italia viene descritto come un partenariato “da pari a pari”, fondato su sviluppo condiviso e reciprocità. Il documento evidenzia innanzitutto un significativo rafforzamento della struttura finanziaria: circa 1,2 miliardi di euro sono stati deliberati dal Comitato tecnico del Fondo italiano per il clima, di cui 936,7 milioni solo nell’ultimo anno (luglio 2025 – giugno 2026); oltre 4 miliardi di euro di garanzie Sace per investimenti nei Paesi partner; un totale di 269 milioni di euro di crediti bilaterali in fase di conversione in progetti di sviluppo.
Accordi con le istituzioni multilaterali
Accordi con istituzioni multilaterali tra cui Banca Mondiale, Banca africana di Sviluppo, Undp, Ifad e Fao. L’ultimo ampliamento di Paesi aderenti, avvenuto a marzo scorso, ha incluso nel Piano Mattei Gabon, Repubblica democratica del Congo, Ruanda e Zambia.
Riconoscimento internazionale del Piano
Rispetto alle precedenti edizioni, la terza relazione segna un cambiamento di impostazione: il focus si sposta dalla costruzione interna del Piano al suo riconoscimento internazionale. Il governo rivendica l’influenza del modello italiano anche su altre strategie europee per l’Africa, adottate successivamente da Spagna, Germania, Regno Unito e Francia. Il documento sottolinea inoltre il crescente peso dell’Africa nell’agenda G7 e il riferimento al Piano Mattei nella dichiarazione del vertice di Evian del giugno 2026. Un passaggio chiave riguarda la connessione con il programma europeo Global Gateway, rafforzata nel vertice di Roma del giugno 2025, che ha prodotto undici intese operative per circa 1,2 miliardi di euro.
Sei grandi aree di intervento
La relazione analizza quindi nel dettaglio sei aree di intervento: acqua, agricoltura, energia, infrastrutture, istruzione e cultura, salute. Nel settore idrico si segnalano interventi in Marocco, Tunisia e Repubblica del Congo per la gestione delle risorse e il riuso delle acque reflue; in agricoltura sono segnati progetti per la sicurezza alimentare e lo sviluppo delle filiere, tra cui iniziative in Algeria, Costa d’Avorio e Senegal.
Transizione energetica ed elettrificazione
Nel settore dell'energia, programmi per la transizione energetica e l’elettrificazione sono stati avviati in Mozambico, Sudafrica e Repubblica del Congo, oltre al progetto del cavo elettrico Elmed tra Italia e Tunisia. In ambito infrastrutturale il Corridoio di Lobito rimane il progetto simbolo, affiancato da iniziative per il finanziamento di progetti sostenibili attraverso la Banca africana di Sviluppo.
Nel digitale l'Italia ha promosso il lancio dell’AI Hub for Sustainable Development, finanziato dal ministero dell'Economia e del made in Italy (Mimit), mentre proseguono programmi di formazione per funzionari pubblici africani.
Progetti per rinforzare i sistemi sanitari in Costa d'Avorio e in Etiopia
Infine, progetti per il rafforzamento dei sistemi sanitari sono stati avviati in Costa d’Avorio ed Etiopia, con particolare attenzione alla sanità rurale e materno-infantile. Il documento evidenzia una progressione costante nei numeri: dai 22 progetti iniziali del 2024 ai 64 del 2025, fino agli attuali 76. Parallelamente cresce anche il volume degli impegni finanziari, con un aumento delle garanzie Sace e dei fondi del Fondo italiano per il clima.
Meloni: "Il piano sta producendo dei risultati tangibili"
La relazione descrive così un’evoluzione del Piano Mattei da fase di avvio a strumento strutturale di politica estera ed economica italiana, sempre più integrato con i partner africani e con le principali istituzioni internazionali. Secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Piano “sta producendo risultati tangibili” e rappresenta una visione di cooperazione stabile e duratura. Il governo italiano conferma l’intenzione di proseguire lungo questa direzione per rafforzare un modello di sviluppo condiviso tra Italia e Africa.