AGI - La volontà del governo italiano di portare il Salone del Mobile a Riad racconta più di una semplice operazione di promozione del Made in Italy. Le parole pronunciate ieri dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Luiss indicano una direttrice più ampia: rafforzare la presenza italiana in Arabia Saudita nei settori del design, dell’arredo, dell’industria, della formazione e degli investimenti, dentro una relazione bilaterale che sta progressivamente superando la tradizionale centralità dell’energia.
"Vorremmo avere il Salone del Mobile trasferito a Riad”, ha affermato Tajani, spiegando che iniziative di questo tipo possono contribuire a far conoscere meglio la qualità del sistema produttivo italiano e ad attirare maggiore attenzione da parte degli investitori sauditi. Il riferimento non è casuale.
Il passaggio arriva a pochi giorni da Fii Priority Europe 2026
La trasformazione avviata dal Regno con Vision 2030 sta generando una forte domanda di architettura, arredo, costruzioni, infrastrutture, tecnologie urbane, turismo e servizi avanzati. È precisamente lo spazio nel quale l’Italia cerca di posizionare le proprie imprese.
Il passaggio arriva a pochi giorni da Fii Priority Europe 2026, il forum sugli investimenti organizzato a Roma dal Future Investment Initiative Institute, che ha confermato la volontà italiana di proporsi come piattaforma europea del dialogo economico con il Golfo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato Roma come possibile sede europea permanente della piattaforma Fii, rilanciando il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa, Mediterraneo e Arabia Saudita.
Nel 2025 l’interscambio tra Italia e Arabia Saudita ha raggiunto 10,3 miliardi di euro
I numeri mostrano una relazione già solida, ma ancora con margini di crescita. Nel 2025 l’interscambio tra Italia e Arabia Saudita ha raggiunto 10,3 miliardi di euro. L’export italiano si è attestato a 6,315 miliardi, mentre le importazioni dal Regno sono state pari a 3,988 miliardi, con un saldo positivo per Roma di oltre 2,3 miliardi. Nel primo trimestre 2026 l’Italia si è confermata ottavo fornitore dell’Arabia Saudita, con una quota del 3,3 per cento.
La composizione degli scambi conferma la natura industriale della presenza italiana. Le esportazioni verso il Regno sono trainate da macchinari e apparecchiature, articoli farmaceutici, prodotti in metallo, alimentari, apparecchi elettrici e mezzi di trasporto. Dall’Arabia Saudita l’Italia importa invece soprattutto prodotti petroliferi raffinati, minerali, prodotti chimici e metalli. Il nodo degli investimenti resta centrale.
Roma ha già investito 98 miliardi di euro in Europa e nel Regno Unito tra il 2017 e il 2025
Il Fondo pubblico saudita Pif ha ricordato a Roma di aver già investito 98 miliardi di euro in Europa e nel Regno Unito tra il 2017 e il 2025, annunciando 140 opportunità di collaborazione con l’industria europea per 10,4 miliardi entro il 2030. Per l’Italia, che conta 88 imprese presenti nel Regno, la sfida è trasformare l’interesse politico in filiere, contratti e presenza stabile. In questo quadro, il Salone del Mobile a Riad diventerebbe un simbolo: non solo una vetrina del design italiano, ma un tassello di una strategia che punta a intercettare la nuova economia saudita, dalle città del futuro alla manifattura avanzata.