AGI - È un Kenya in profonda trasformazione, determinato a far sentire la propria voce a livello globale e a svolgere un ruolo di primo piano come portavoce e interlocutore per l'Africa: questo è ciò che il Presidente William Ruto ha descritto all'Università Luiss di Roma durante la sua visita ufficiale in Italia. Un'immagine dinamica, attraverso la quale il capo dello Stato ha delineato la direzione che il suo governo intende intraprendere per garantire lo sviluppo e l'influenza politica della nazione del Corno d'Africa.
Le sfide che gli Stati devono affrontare in un contesto globale instabile
"In un contesto globale instabile, dobbiamo chiederci cosa definisca uno Stato veramente capace. Credo che si basi su almeno cinque attributi fondamentali: reattività, collaborazione, innovazione, resilienza e ambizione", ha affermato Ruto, precisando di parlare "sia come keniota che come africano". «Viviamo in un'epoca in cui molte certezze che hanno definito l'ordine mondiale per decenni – tra cui le istituzioni multilaterali, i sistemi commerciali e le alleanze di sicurezza di lunga data – stanno vacillando», e in cui persino il concetto di sicurezza non si limita più al territorio, ma comprende ambiti come il cyberspazio, i sistemi energetici e le infrastrutture critiche. Nei suoi rapporti con l'Italia, Ruto ha evocato valori condivisi come «creatività, flessibilità e tenacia», esortandoli non solo a visitare il Kenya, ma a costruire relazioni durature, sottolineando al contempo la straordinaria bellezza del suo Paese.
Rafforzare la capacità statale
In un contesto così difficile, il leader keniota ritiene essenziale rafforzare la capacità istituzionale: «Uno Stato reattivo ascolta e agisce con chiarezza e rapidità; riconosce che nessuna nazione ha successo da sola e deve quindi coltivare partenariati e alleanze; assorbe gli shock e continua a funzionare anche di fronte alle crisi», e soprattutto, dimostra la propria capacità definendo «la portata del proprio futuro e calibrando di conseguenza le proprie ambizioni».
Kenya: un polo economico strategico
Sesta economia africana, il Kenya è oggi un polo strategico per le rotte commerciali globali che collegano Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa, vantando una delle economie più diversificate della regione, ha sottolineato Ruto. Il Paese sta percorrendo un cammino basato sulla resilienza e sulle riforme con determinazione e fiducia, ha spiegato, citando recenti successi come il rafforzamento delle riserve valutarie, la stabilizzazione della valuta e la riduzione dell'inflazione, tutti fattori che probabilmente ripristineranno la fiducia degli investitori.
Nairobi si è inoltre impegnata a raggiungere la copertura sanitaria universale, con progressi significativi: dal 2023, il numero di kenioti con assicurazione sanitaria pubblica è aumentato da 8 milioni a 30 milioni. Ruto ha anche evidenziato il programma per la costruzione di 240.000 case per migliorare l'accesso all'alloggio, nonché le riforme del sistema scolastico. Per il capo dello Stato, il Kenya è "una democrazia vibrante", fondata sulla partecipazione civica attiva, dove la trasformazione digitale mira anche a migliorare la governance rendendo le istituzioni più trasparenti.
Silicon Savannah e innovazione
"La nostra più grande forza risiede nella nostra gente: curiosa, creativa, adattabile e competitiva a livello globale", ha affermato Ruto, sottolineando che il Paese ospita la Silicon Savannah, con numerose startup che sviluppano piattaforme digitali e servizi pubblici. "L'innovazione in Kenya è pratica, inclusiva e trasformativa", ha continuato, evidenziando i progetti in corso per rendere i sistemi di governance "più accessibili, trasparenti e reattivi attraverso la trasformazione digitale".
Riforma del sistema finanziario e climatico
Ruto ha sottolineato la necessità di riformare il sistema finanziario globale, che spesso penalizza i Paesi africani con costi di capitale più elevati a causa di valutazioni del rischio distorte. "Abbiamo bisogno di un sistema più equo e rappresentativo, in grado di riconoscere non solo i rischi ma anche le opportunità", ha affermato, aggiungendo che ciò vale anche per la risposta globale al cambiamento climatico. L'Africa, pur contribuendo in minima parte alle emissioni globali, è gravemente colpita dai cambiamenti climatici, ma potrebbe diventare un attore chiave nella transizione energetica: il Kenya, ad esempio, produce oltre il 90% della sua energia da fonti pulite ed è leader nell'energia geotermica, investendo anche nell'energia eolica e solare.
Il ruolo dell'Africa nell'ordine mondiale
Ruto ha poi criticato l'attuale sistema internazionale: "Non si può parlare di un sistema veramente rappresentativo se i 54 paesi africani non hanno una presenza permanente nei principali organi decisionali", ha affermato, sottolineando che l'Africa "deve avere un ruolo adeguato nel garantire la legittimità e l'efficacia del sistema internazionale". "Chiediamo al mondo collaborazione e solidarietà. Quando ci riusciremo, il futuro che costruiremo non apparterrà a pochi, ma a tutti", ha aggiunto.
Il Kenya, un punto di riferimento africano
Il Primo Ministro e Ministro degli Esteri keniota Musalia Mudavadi ha elogiato la competenza di Ruto e ha ribadito il suo impegno verso alcune priorità dell'Unione Africana, come la promozione di un mercato unico continentale e lo sviluppo del settore manifatturiero. Il Kenya "sta diventando un punto di riferimento per l'UA e per tutta l'Africa", ha affermato, sottolineando l'attenzione ai progetti per l'occupazione giovanile e, a livello internazionale, il sostegno ai processi di pace. Anche le relazioni con l'Italia sono state considerate "solide", con la speranza di un ulteriore rafforzamento.
Presente all'incontro, Marco Minniti, Presidente della Fondazione Med-Or, ha definito la visita di Ruto in Italia "un successo" e ha affermato che ha contribuito a definire "un'alleanza strategica" in un periodo di profonda incertezza. Ha citato la firma del Piano d'azione con il governo – avvenuta durante l'incontro con il Primo Ministro Giorgia Meloni – come "un punto di riferimento per le relazioni future". Minniti ha anche menzionato il Piano Mattei, esprimendo la speranza che diventi un'iniziativa europea, e ha sollecitato che la migrazione non venga più considerata un'emergenza, ma un fenomeno da governare: "La migrazione non è un'emergenza; deve essere gestita attraverso politiche strutturali", ha affermato, definendola una "risorsa straordinaria" se gestita correttamente. Secondo lui, "senza il Sud del mondo non è possibile costruire un nuovo ordine mondiale" e il Kenya svolge un ruolo importante come partner per l'Africa, un continente che sta diventando sempre più centrale nelle dinamiche globali.
Una visita ufficiale intensa con numerosi accordi
La visita di Ruto in Italia è iniziata lunedì con gli incontri con il Presidente Sergio Mattarella, il Primo Ministro Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, con i quali sono stati firmati diversi accordi bilaterali a margine del Forum Economico Italia-Kenya. I colloqui sono proseguiti oggi con gli incontri con l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, il Presidente dell'IFAD Alvaro Lario e il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana. Sono stati firmati diversi accordi di cooperazione, tra cui un piano d'azione 2026-2029, memorandum d'intesa nei settori della difesa, dell'industria, delle tecnologie digitali e della ricerca, nonché un'iniziativa di mobilità internazionale per i ricercatori, volta a rafforzare gli scambi scientifici tra i due Paesi.