AGI - A Maputo, ieri è iniziato il progetto “Italia-Mozambico, un ponte fatto d'arte”. Questa iniziativa di partenariato culturale nel campo dell'arte contemporanea coinvolge istituzioni e operatori culturali di entrambi i Paesi, con l'obiettivo di promuovere uno scambio creativo multidisciplinare.
“Italia-Mozambico, un ponte fatto d'arte”, un progetto di formazione e co-creazione
Il progetto, che si svolgerà da aprile 2026 a giugno 2027, prevede tre workshop a Maputo e due mostre, una in Italia e l'altra in Mozambico, con il coinvolgimento di studenti, artisti e operatori culturali. Attraverso incontri tra professionisti italiani e comunità locali, il progetto promuove la formazione e la co-creazione nei settori delle arti visive, della fotografia, della curatela e del design. L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle attività internazionali della Direzione Generale per la Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano, nonché in quelle sostenute e promosse dalla Mission Unit for Cultural Cooperation with Africa and the Greater Mediterranean, nel più ampio quadro del Piano Mattei per l'Africa. Anche i Musei Nazionali di Perugia – Direzione Regionale dei Musei Nazionali dell'Umbria – partecipano al progetto, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia a Maputo e le principali istituzioni culturali mozambicane.
Aprire un dialogo artistico contemporaneo tra i due Paesi
Il progetto mira ad aprire un dialogo artistico contemporaneo tra l'Italia e l'Africa, ha spiegato Angelo Piero Cappello, Direttore Generale per la Creatività Contemporanea e dell'Unità Missioni per i Progetti di Cooperazione Culturale con l'Africa e il Grande Mediterraneo presso il Ministero della Cultura. Aprendo la conferenza di presentazione del progetto, tenutasi oggi a Palazzo Grazioli a Roma, Cappello ha sottolineato che l'iniziativa si inserisce nel quadro delle attività internazionali che il Ministero della Cultura promuove a livello mondiale. Questo impegno ha portato anche a un aumento del budget destinato alle attività internazionali, da 1,6 milioni di euro a oltre 4 milioni di euro.
Celebrazione dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra Roma e Maputo
L'Ambasciatore d'Italia a Maputo, Gabriele Annis, ha espresso la sua soddisfazione per questa iniziativa, che si lega anche alle celebrazioni dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Mozambico. «Siamo lieti di offrire una dimensione professionale all'esperienza artistica», ha affermato il diplomatico, menzionando «lo straordinario e inaspettato numero di candidature al progetto». «Vogliamo che il talento si trasformi in una carriera; nessuno deve essere lasciato indietro», ha aggiunto. Annis ha anche parlato della «dinamica circolare» che caratterizzerà il progetto, con scambi tra i due Paesi che consentiranno un approfondimento delle relazioni italo-mozambicane in diversi ambiti. «L'arte spesso precede la diplomazia formale, con un'intimità che nessun accordo bilaterale potrà mai offrire», ha ulteriormente osservato l'ambasciatore.
Le voci dei protagonisti
Il direttore dei Musei Nazionali di Perugia, Costantino d'Orazio, interpreta il progetto come «una provocazione reciproca» tra le realtà italiana e mozambicana, con diversi artisti già iscritti: tra questi, Pietro Ruffo e Matteo Montani, l'artista di strada Alice Pasquini e il direttore del MAMbo di Bologna, Bruno Ceccobelli.
Infine, è stato particolarmente significativo l'intervento di Alcinda Da Costa Salvado, consulente dell'Ambasciata del Mozambico in Italia. Il progetto rappresenta "un gesto di fiducia nel talento e nel potenziale trasformativo degli artisti visivi mozambicani", ha affermato, sottolineando che "i nostri artisti raccontano storie di resilienza, memoria e futuro". Non si tratta semplicemente di un "trasferimento laterale di conoscenze, ma di un dialogo arricchente" tra il Mozambico e l'Italia, con la prossima mostra collettiva a Maputo che dovrebbe "offrire visibilità internazionale" agli artisti. "L'arte ha il potere unico di costruire ponti laddove la politica a volte raggiunge i suoi limiti", ha affermato, aggiungendo che il progetto può rappresentare "un esempio stimolante di come la cooperazione culturale possa generare un impatto duraturo, anche nello sviluppo sociale, economico e umano". Ha concluso esprimendo la speranza che questo progetto sia solo "il primo arco" di un ponte creativo tra l'Italia e il Mozambico, un preludio a una collaborazione a lungo termine.