AGI - L'Ambasciatore d'Italia in Somalia, Pier Mario Daccò Coppi, ha partecipato a una cerimonia organizzata dalla Fondazione Hormuud Salaam, una filiale della principale compagnia telefonica somala, per ringraziare i medici italiani dell'Ospedale Niguarda di Milano che, negli ultimi mesi, hanno eseguito interventi chirurgici altamente specializzati su 24 bambini somali affetti da gravi cardiopatie congenite. Erano presenti alla cerimonia anche il vice primo ministro Jibriil Haji Abdirashid Abdi, i vice ministri e i ministri di Stato per la Salute, i Lavori pubblici e gli Affari religiosi, nonché diversi membri del Parlamento. Hanno partecipato il Professor Stefano Maria Marianeschi e il Dott. Stefano Mazzoleni, in rappresentanza dell'Ospedale Niguarda.
Il presidente della Fondazione Hormuud, Abdullahi Nur Osman, che ha generosamente contribuito a questa iniziativa, ha illustrato i progressi del programma, che ha facilitato i trasferimenti in Italia, le procedure chirurgiche e il rientro in Somalia dei pazienti e dei loro accompagnatori. Ha ringraziato calorosamente Edna Moallin Abdirahmaan, cittadina italo-somala, ideatrice e instancabile sostenitrice del progetto, nonché la Dott.ssa Idil Ahmed. In un emozionante discorso, il vice primo ministro somalo Abdirashid Abdi ha espresso la sua sincera gratitudine al Professor Marianeschi, ai suoi colleghi e alle autorità italiane, sottolineando l'immenso valore umanitario del programma, che ha salvato e migliorato la vita di molti bambini.
L'Ambasciatore italiano, Daccò Coppi, ha ricordato alcuni passaggi importanti delle lettere presentate in questa occasione dal Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall'Assessore Guido Bertolaso, e ha sottolineato come il progetto abbia favorito una preziosa rete di collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali, il sistema sanitario lombardo e la società civile. Questo successo, ha affermato, è stato reso possibile soprattutto dall'eccezionale impegno dei medici, che costituisce non solo una risposta concreta ai bisogni sanitari dei bambini e un esempio tangibile di solidarietà e responsabilità collettiva, ma anche una dimostrazione di come progetti concreti e ben strutturati possano davvero trasformare la vita delle persone coinvolte.
L'Ambasciatore ha concluso ricordando che un anno prima, il 25 gennaio 2025, grazie all'équipe medica del Professor Marianeschi, era stato raggiunto un traguardo storico e significativo con i primi interventi chirurgici a cuore aperto eseguiti su bambini a Mogadiscio. Il progetto "Battito di Speranza" proseguirà nel 2026 e la missione dei medici dell'Ospedale Niguarda ha contribuito anche a individuare un nuovo gruppo di bambini minorenni bisognosi di cure vitali.