Che fine ha fatto il Samsung Galaxy Fold?

Le consegne erano fissate al più tardi per il 31 maggio, ma alcune recensioni negative e i difetti emersi hanno spinto la casa coreana a rimandare e a far prevalere la cautela sulla sfida con Huawei 

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Simon Nagel / DPA / dpa Picture-Alliance
Il Galaxy Fold della Samsung

C'è nebbia attorno al Galaxy Fold, lo smartphone pieghevole di Samsung. L'arrivo sul mercato, previsto per il 26 aprile, è stato rimandato perché – nei primi test di giornalisti ed esperti del settore – aveva evidenziato alcuni problemi, praticamente immediati. Il 22 aprile, la società aveva scritto ai clienti che avevano già prenotato il dispositivo, avvertendoli che – viste le verifiche in corso – “entro due settimane” sarebbero stati comunicati “maggiori dettagli” sui tempi di consegna. E invece nulla. Adesso dalla stampa coreana arriva un'indiscrezione: il Fold potrebbe arrivare a giugno.

Lancio a giugno?

I più ottimisti speravano che, dopo 14 giorni, sarebbe arrivata una data precisa. Allo scadere delle due settimane, non è arrivato alcun termine e, come si legge nella mail pubblicata da CNET, neppure nuovi dettagli. Samsung si è limitata a dire che “sta facendo progressi” per migliorare il telefono e soddisfare “gli elevati standard che i clienti si aspettano”.

“Questo significa – continua Samsung - che non possiamo ancora confermare la data prevista per la spedizione”. La mancanza di tempi certi non è un buon segnale. Anche perché il prossimo aggiornamento su “maggiori dettagli” arriverà “nelle prossime settimane”. Anziché definirsi, quindi, il programma sembra diventare più nebuloso. I clienti potrebbero quindi dover aspettare più del previsto. Ma, soprattutto, il dilatarsi dei tempi suggerisce problemi consistenti. Che i tempi non siano ancora maturi lo confermerebbe il giornale sud-coreano Yonhap.

Samsung avrebbe individuato i difetti che hanno costretto a rimandare il lancio. Il dispositivo, rinnovato, sarebbe adesso in fase di test e potrebbe arrivare in commercio “il prossimo mese”. La società sarebbe intervenuta per eliminare lo spazio tra display e cerniera. Parte dei problemi sarebbero derivati quindi da minuscoli detriti che, infiltrandosi in questo spazio, avrebbero danneggiato lo schermo. L'altro intoppo era legato a una pellicola protettiva che i primi revisori hanno staccato pensando si trattasse di un elemento esterno (come quelle che si appicciano sui display tradizionali). Era invece un pezzo del display, da non eliminare (come comunicato, forse con poca evidenza da Samsung). Il gruppo avrebbe adesso preferito eliminare ogni possibile fraintendimento e integrare la “pellicola” nel display. Il “nuovo” Fold sarebbe nelle mani di tre operatori coreani, che lo starebbero verificando.

Ordini verso la cancellazione

Se la scadenza di giugno fosse confermata, Samsung riuscirebbe ad anticipare il Mate X di Huawei (in arrivo a luglio) e si confermerebbe (nonostante i ritardi) il primo pieghevole sul mercato. Sarebbe però superata la data (il 31 maggio) oltre la quale i preordini verranno eliminati salvo esplicita richiesta degli utenti. Un silenzio-assenso alla cancellazione che, invertendo la prassi attuale, potrebbe avere un impatto più significativo: oggi chi ha già prenotato un Fold può disdirlo inviando una richiesta. A oggi, le norme prevedono che Samsung non addebiti ai clienti il prezzo del Fold fino a quando non sarà consegnato e permettono di annullare l'acquisto senza sanzioni.

Che cosa farà Samsung?

I termini, né quello di maggio né quello di giugno, sono comunque tassativi: se emergessero difetti dopo le prime vendite, il danno sarebbe maggiore rispetto alla cancellazione dei preordini o alla primazia. Nonostante non manchi la spinta a fare in fretta, la cautela avrà con tutta probabilità la meglio. I pieghevoli, d'altronde, almeno nel 2019 non sono fatti per salvare il bilancio (pessimo per Samsung nell'ultima trimestrale). L'impatto del Fold su Samsung, così come quello del Mate X su Huawei, sarà marginale. Il loro compito è, per ora, un altro: dare una prova di forza, dimostrando agli utenti di guidare l'innovazione.

Si prende quindi posizione in un mercato nuovo, provando a imporre uno standard. In altre parole: è più questione di immagine (da rinnovare) che di conto economico. Da questo punto di vista, il danno è già stato fatto quando i revisori hanno evidenziato i difetti, anche se eccessivi ritardi non saranno certo ben accolti dagli investitori. È chiaro che, se fosse capitato al Galaxy S10, le ripercussioni sarebbero state di ben altra portata. Le certezze non esistono, ma Samsung sa quanto possa costare un ritiro (vedi Note 7) e lancerà il Fold quando sarà sicuro. Il primo inciampo si perdona, il secondo sarebbe più difficile da giustificare.



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