• Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
     Protesta contro il presidente Erdogan dopo i risultati del referendum nazionale che ha affermato la vittoria del fronte del Si all'espansione dei suoi poteri con il 51,3% dei voti (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
     Protesta contro il presidente Erdogan dopo i risultati del referendum nazionale che ha affermato la vittoria del fronte del Si all'espansione dei suoi poteri con il 51,3% dei voti (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
     Protesta contro il presidente Erdogan dopo i risultati del referendum nazionale che ha affermato la vittoria del fronte del Si all'espansione dei suoi poteri con il 51,3% dei voti (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
     La polizia antisommossa turca sorveglia l'andamento della manifestazione contro Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    Protesta contro il presidente Erdogan dopo i risultati del referendum nazionale che ha affermato la vittoria del fronte del Si all'espansione dei suoi poteri con il 51,3% dei voti (Afp) 
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
     Protesta contro il presidente Erdogan dopo i risultati del referendum nazionale che ha affermato la vittoria del fronte del Si all'espansione dei suoi poteri con il 51,3% dei voti (Afp) 
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
     Protesta contro il presidente Erdogan dopo i risultati del referendum nazionale che ha affermato la vittoria del fronte del Si all'espansione dei suoi poteri con il 51,3% dei voti (Afp) 
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)
  • Notte di festeggiamenti e proteste in Turchia, il dopo-Referendum in 16 foto

    17 aprile 2017, 09:36

    Erdogan vince ma non trionfa , il Paese è diviso. La riforma -  Più poteri al Presidente  Cronistoria -  Dal golpe al 'giorno della verità'
    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede coronato il suo sogno di un passaggio della Turchia al sistema presidenziale che accresce in maniera esponenziale i poteri del capo dello Stato.  Il Sì vince di misura, con il 51,32% mentre il No raggiunge il 48,68%. Il risultato è un Paese spaccato. A Erdogan, che si è congratulato con i partiti alleati, bastava comunque il 50% piu uno dei voti per vincere su una Turchia sì spaccata in due ma su cui comunque governerà come neo sultano. Certo non è il plebiscito cui Erdogan aspirava. Peraltro i partiti d'opposizione, i repubblicani kemalisti del Chp, e i curdi dell'Hdp, hanno presentato ricorso per 2,5 milioni di schede non vidimate dalla commissione elettorale (Ysk), ma comunque conteggiate.  Dato rilevante perché i Sì hanno prevalso con uno scarto di poco più di 1,2 milioni per una riforma che, oltre ad aumentarne a dismisura i poteri, estende l'orizzonte politico di Erdogan fino al 2029, rendendolo il politico potebnzialmente più longevo nella storia del Paese, addirittura più del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk.
    I sostenitori del Fronte del Sì festeggiano dopo la vittoria del risultato del referendum voluto da Erdogan (Afp)