"I curdi resisteranno, l'incubo è l'Isis", dice un ex combattente italiano in Siria

Paolo Andolina all'Agi: "L'attacco turco era prevedibile ma ora non si limita a questo. Ankara si è alleata con i jihadisti, veri terroristi che combattono i curdi che difendono la propria terra"

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I curdi del Rojava resisteranno all'offensiva della Turchia ma l'incubo è il ritorno dell'Isis. Lo dichiara all'Agi l'ex combattente italiano delle Ypg, Paolo Andolina. "L'attacco turco era prevedibile ma ora non si limita a questo. Ankara si è alleata con i gruppi di jihadisti, veri terroristi che combattono i curdi che difendono la propria terra", spiega.

"Questo comporterà senza dubbio un ritorno dell'Isis che approfitterà del caos, come ha saputo fare in passato. Già ora ci sono centinaia di miliziani liberi e che rappresentano un pericolo diretto non solo per quei territori". Il riferimento di Andolina, 28enne che per tre volte è stato nel Rojava impegnato contro i combattenti del califfato, è ai "foreign fighter con passaporto europeo che potranno fare rientro in patria e compiere nuovi attentati".

Per sostenere i curdi, Andolina afferma che da una parte sia necessario oltre che "interrompere ogni fornitura di armi alla Turchia anche imporre un embargo commerciale e sanzioni economiche contro Ankara. Di certo gli annunci, che rischiano di cadere nel vuoto, nulla possono contro cio' che sta subendo il popolo curdo, compresi i civili che sono in fuga verso il Sud. In centinaia di migliaia rischiano di ritrovarsi senza casa in mezzo al deserto, dove dai prossimi giorni arriverà il freddo". Sul fronte militare, "i curdi andrebbero sostenuti chiudendo lo spazio aereo per impedire i bombardamenti turchi e fornendo nuove armi. Così sarà una guerra pari, per quanto possa esserlo contro il secondo esercito più importante della Nato".

Ankara non si ferma 

Intanto la Turchia ha fatto sapere che continuerà la sua operazione militare nel nord della Siria "con o senza il sostegno" del mondo e denuncia "l'accordo sporco" concluso tra le forze curde e il regime di Damasco. "Continueremo a combattere tutti i gruppi terroristici, incluso Daesh (Isis), sia che il mondo accetti o meno di sostenerci", ha dichiarato ad Afp il direttore della comunicazione della presidenza turca, Fahrettin Altun, che definisce "un accordo sporco" l'alleanza militare tra le forze curde e il regime di Damasco per cercare di fermare l'offensiva turca.



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