AGI - Si chiama Hamam al-Hammani, ha 29 anni e, come già noto, è cittadino omanita il copilota di un volo Flydubai che mercoledì scorso ha cercato di far precipitare un aereo pieno di passeggeri israeliani.
L'esperienza professionale
La Cnn riferisce che un profilo LinkedIn con quel nome, nel frattempo rimosso, indicava un impiego presso la Oman Air durato sette anni e conclusosi nel febbraio 2025, seguito da un periodo alla compagnia marocchina Royal Air Maroc, iniziato nel giugno 2025 e terminato nel gennaio 2026.
L'emittente precisa che il profilo non menzionava Flydubai, ma che una fonte ne ha confermato l'autenticità.
Gli studi universitari
Il profilo riporta inoltre che l'uomo si è laureato nel 2023 in gestione aeronautica dopo aver seguito per tre anni i corsi online della Buckinghamshire New University, in Inghilterra.
La cancellazione degli account social
Gli account X e Instagram di al-Hammani sono stati cancellati, ma quest'ultimo conteneva due video pubblicati dopo il fallito attentato.
Uno mostrava riprese di aerei israeliani filmati da altre cabine di pilotaggio e si concludeva con le immagini dell'ex leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, e del triplo agente giordano Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, autore di un sanguinoso attentato suicida nel 2009 contro una base della Cia in Afghanistan.
I contenuti pubblicati online
L'altro post includeva, a quanto riferito, un'immagine generata dall'intelligenza artificiale raffigurante le tre città più sacre dell'Islam, La Mecca, Medina e Gerusalemme, accompagnata in sottofondo dalla recitazione di una poesia dal tono di sfida.
La sospensione dall'attività di volo
Il copilota del volo Flydubai FZ1073 era stato precedentemente sospeso dal volo nel suo Paese d'origine, l'Oman, dopo che le autorità avevano scoperto che nutriva "idee estremiste".
Lo ha confermato l'emittente saudita Al Arabiya che, citando una "fonte informata", riporta che al-Hammani aveva lasciato l'Oman dopo essere stato allontanato dalla compagnia aerea del Paese del Golfo e aver perso l'abilitazione al volo.
I legami con la Siria e l'ipotesi della radicalizzazione
Secondo l'emittente, potrebbe essere stato influenzato da "idee estremiste" provenienti da "gruppi radicali" in Siria, Paese di origine della madre e dove aveva trascorso del tempo, anche se era nato e aveva vissuto a lungo negli Emirati Arabi Uniti.
L'impiego in Flydubai
Una fonte israeliana ha riferito alla Cnn che l'uomo lavorava per Flydubai da soli otto mesi. Finora la compagnia si è limitata a dichiarare che un'indagine ufficiale chiarirà l'accaduto.
I dubbi sulle autorizzazioni di sicurezza
Non è ancora chiaro come il copilota, attualmente ad Abu Dhabi, sia riuscito a ottenere l'autorizzazione a volare su un aereo diretto a Tel Aviv, dato che tra Oman e Israele non vi sono relazioni diplomatiche, requisito richiesto dalle autorità.
Se confermato, ciò rappresenterebbe una grave falla nella sicurezza dell'aviazione civile emiratina.
Le versioni contrastanti sul passato professionale
Rimangono ignote anche le motivazioni dell'uomo che, secondo una fonte diplomatica citata dalla Cnn, non avrebbe mai volato per la Oman Air perché era stato escluso dall'addestramento per piloti proprio a causa delle sue idee radicali ed era stato assegnato a un'altra mansione presso la compagnia.
L'indagine degli Emirati Arabi Uniti
Ieri, l'Autorità generale per l'aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha sottolineato che non avrebbe commentato "alcun dettaglio o informazione in circolazione" che potesse "pregiudicare" l'esito dell'indagine.
Intanto si è innescato un confronto tra Israele ed Emirati sulla definizione dell'accaduto. Per il governo israeliano si è trattato di un "attacco", mentre Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo ha etichettato come un atto "terroristico" e ha elogiato gli sforzi "eroici" del pilota indiano, Smit Machchhar, nell'evitare "una potenziale catastrofe".
La pista del terrorismo
La Procura degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato la costituzione di un team di magistrati specializzati per indagare se l'incidente sul volo Flydubai sia da rubricare come terrorismo.
L'accoltellamento del pilota
Finora, l'Arabia Saudita, che inizialmente ha gestito l'indagine insieme ad Abu Dhabi, sebbene la giurisdizione spetti ora esclusivamente agli Emirati, ha confermato che il copilota ha accoltellato il pilota e che entrambi gli uomini, curati in un ospedale della città saudita di Tabuk, sono stati dimessi e si trovano ora nella capitale degli Emirati.
Ieri, durante una telefonata da Abu Dhabi con il primo ministro indiano Narendra Modi, Machchhar ha ricordato di aver sentito l'aereo "precipitare" proprio nel momento in cui, gravemente ferito dopo essere stato accoltellato, è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio per permettere ai passeggeri di entrare.
Le reazioni di Netanyahu e Trump
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato ieri, in un videomessaggio diffuso dal suo ufficio, che le autorità stanno indagando se il pilota coinvolto nell'incidente in volo "sia stato mandato da qualcuno", affermando categoricamente che "chiunque lo abbia mandato ne pagherà le conseguenze".
Da parte sua Donald Trump ha minacciato di colpire l'Iran "molto duramente" qualora venisse confermato che Teheran sia la mente dietro l'accaduto.