AGI - Mentre gli Emirati indagano sul caso dell’aereo Flydubai, il comandante del Boeing che è stato aggredito mercoledì scorso dal copilota omanita spiega di aver agito per proteggere i passeggeri a bordo del volo partito da Dubai e diretto a Tel Aviv e poi costretto mercoledì a un atterraggio d'emergenza in Arabia Saudita. "Stavo cercando di salvarmi la vita, ma sapevo che non potevo lasciare morire tutte quelle persone", ha detto Smit Machchhar raccontando di aver agito per salvare le 174 presenti sul velivolo. Machchhar ha parlato dal letto d'ospedale durante una telefonata con il primo ministro indiano Narendra Modi. Il video della conversazione è stato pubblicato oggi sui social dello stesso premier indiano.
Il racconto del pilota del volo Flydubai
Ferito e a terra, ha sentito che l'aereo stava precipitando e con "un ultimo sforzo" è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio, consentendo ai passeggeri di intervenire, ricorda il comandante indiano. "Stavo cercando di salvarmi la vita, ma sapevo che non potevo lasciare morire tutte quelle persone".
"Stavo crollando ma sono riuscito ad aprire la porta della cabina"
Pilota da 17 anni e comandante da 11, Machchhar ha spiegato di aver riconosciuto, grazie all'esperienza, la situazione di pericolo nonostante le ferite. "Avevo così tante ferite che ero crollato. È stato allora che ho sentito che l'aereo stava precipitando. Sapevo che era la mia ultima possibilità e che la porta era proprio lì", ha raccontato.
"In quel momento continuavo a ricevere colpi, ma ho semplicemente aperto la porta e sono entrati tutti". A bordo dell'aereo viaggiavano 174 persone, tra cui, secondo i media, 166 israeliani.
An unforgettable conversation with Captain Smit, filled with pride and emotions. pic.twitter.com/CCf46PKOWR
— Narendra Modi (@narendramodi) October 2, 2026
La lotta per il controllo dell'aereo
Le circostanze esatte dello scontro restano oggetto d'indagine: il copilota avrebbe aggredito Machchhar, ferendolo e innescando una lotta per il controllo del velivolo. I passeggeri hanno raccontato di essere entrati nella cabina una volta aperta la porta e di aver partecipato alla lotta per riprendere il controllo del Boeing.
Modi: "Immenso coraggio del comandante"
Secondo il sito Flightradar24, l'aereo aveva improvvisamente perso circa 17mila piedi di quota in un minuto. Modi ha elogiato "l'immenso coraggio" del comandante, che ha permesso di evitare "una grande tragedia". Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha reso omaggio al suo "coraggio straordinario" per aver scongiurato "una catastrofe in volo".
Gli Emirati aprono un'inchiesta
Intanto, ieri, la procura generale degli Emirati Arabi Uniti ha aperto un'indagine formale su quanto avvenuto a bordo del volo Flydubai FZ1073, come ha riferito l'agenzia stampa ufficiale emiratina Wam.
Il procuratore generale, Hamad Saif Al Shamsi, "ha ordinato la formazione di una squadra investigativa composta da membri specializzati della procura pubblica per indagare sull'incidente", si legge. Al Shamsi, si spiega, ha chiesto che siano raccolte informazioni e prove per stabilire i fatti e determinare le circostanze e i motivi che circondano l'incidente, nonché verificare se sia stato collegato a qualche attività o scopo terroristico, e se fosse stato pianificato.
Il procuratore emiratino: "No a congetture in attesa dei primi risultati"
Secondo una prima ricostruzione, il volo Flydubai, da Dubai a Tel Aviv, è stato fatto atterrare all'aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dopo un alterco in cabina tra il comandante, indiano, e il suo numero due omanita che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe tentato di far precipitare l'aereo. Il primo ufficiale avrebbe accoltellato il suo superiore ma è stato poi fermato da alcuni passeggeri.
Il procuratore generale degli Emirati ha sottolineato che le indagini sono ancora in corso ed ha esortato a evitare congetture o trarre conclusioni prima del completamento delle indagini.
Netanyahu: "Il copilato odiava gli israeliani"
In un'intervista a Fox News, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato ieri di non conoscere "il passato esatto" del copilota della Flydubai che ha aggredito il comandante in un apparente tentativo di far precipitare l'aereo, "ma è ovvio che odiava gli israeliani".
Si tratta di fanatismo e odio di un livello incalcolabile", ha detto Netanyahu, che alla domanda se vi siano al momento indicazioni di un coinvolgimento iraniano nell'attacco ha risposto: "E' troppo presto per dirlo". "Il pilota responsabile dell'attacco è ora sotto inchiesta in Arabia Saudita. Credo che verrà estradato negli Emirati Arabi Uniti, da dove proviene, o almeno da dove e' partito", ha dichiarato.
"Seguiremo da vicino le indagini e, se possibile, vi parteciperemo". Coloro che hanno sventato il tentativo del copilota del volo Flydubai di far schiantare l'aereo "sono riusciti a prevenire una catastrofe simile a quella dell'11 settembre", ha spiegato il premier israeliano ai microfoni dell'emmittente americana.