AGI - È palese l’imbarazzo di alcuni Stati membri per la decisione adottata nella riunione degli ambasciatori Ue (Coreper) di rinnovare le sanzioni contro Mosca, escludendo però gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, come richiesto prima dalla Slovacchia e poi da Francia e Lussemburgo. A opporsi fin dall’inizio, in modo esplicito, è stata la Lettonia, che ha bloccato il via libera al rinnovo.
"È stato un compromesso difficile", ha riferito in serata un diplomatico, lasciando intuire le tensioni e il malcontento di diversi Stati membri, costretti alla fine ad accettare un compromesso che prevede un rinnovo di 36 mesi, anziché i consueti sei. Questa estensione "renderà più difficile per la Russia sfruttare le divisioni all’interno dell’Ue ogni sei mesi", ha commentato il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys, mentre il premier Mindaugas Sinkevicius ha annunciato che i due oligarchi saranno colpiti da sanzioni nazionali.
La delusione di Kiev
Scontenta anche l’Estonia, che in serata ha fatto sapere via social di essersi astenuta dal voto e che, come Lituania e Lettonia, procederà con misure nazionali. Una pagina che mette in luce le divisioni interne ai 27, mentre a parole l’Europa resta schierata con Kiev, che si dice delusa dalle decisioni prese a Bruxelles. "La decisione di depennare Usmanov e Fridman è vergognosa e ingiustificabile", ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. "Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l’umiliazione dell’Ue e la divisione tra europei", ha insistito, chiedendo agli Stati membri di adottare sanzioni nazionali.
Durissima anche la reazione di Yulia Navalnaya, moglie dell’oppositore russo Alexei Navalny, morto il 16 febbraio 2024 nella colonia penale n. 3 (“Lupo Polare”) a Charp, nel distretto autonomo di Yamalo‑Nenets. "Si scopre che, per l’Europa, non importa davvero se sostieni la guerra o no, se sei amico di Putin o lo osteggi. Alla fine ciò che sembra contare molto di più è quanti soldi hai sui conti in banca. Se sei ricco, possiedi un paio di yacht e hai le giuste conoscenze, pare che le sanzioni possano essere revocate senza troppi problemi", ha criticato sui social, aggiungendo: "I soldi continuano a parlare più forte dei principi, mentre il destino delle persone comuni finisce spesso in fondo alla lista delle priorità. Viva i soldi e gli oligarchi di Putin!".
"Scelta vergognosa"
Critiche anche dal Parlamento europeo: la vicepresidente Pina Picierno, da sempre vicina alla causa ucraina, ha definito la decisione del Coreper "vergognosa, codarda e del tutto inaccettabile", denunciando la regola dell’unanimità che "rende l’Ue fragile e debole". "Abbiamo bisogno di un’Europa politicamente forte e sovrana: una che sia più della somma dei suoi Stati membri", ha aggiunto.
Intanto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, da New York dove ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha cercato di rassicurare Kiev con un messaggio sui social: "L’Europa sta lavorando più duramente che mai per rafforzare la difesa dell’Ucraina. Il nostro nuovo programma anti‑balistico può aiutare a incrementare rapidamente la produzione. Sta arrivando altro supporto per la difesa. E, man mano che le riforme nella Rada procedono, arriverà anche ulteriore sostegno di bilancio". Parole che però non bastano a cancellare la delusione di Kiev e di quei Paesi che considerano questa concessione un "pericoloso precedente".