AGI - CNN, MS NOW e Politico faranno causa all'amministrazione Trump dopo essersi visti negare l'accesso alla Casa Bianca.
Le testate americane fanno causa all’amministrazione Trump
Lo hanno annunciato lunedì le testate giornalistiche in una dichiarazione congiunta. "Questa mattina abbiamo comunicato al governo che oggi avvieremo un'azione legale per tutelare i nostri diritti sanciti dal Primo Emendamento e difendere il principio secondo cui non spetta al governo decidere cosa la stampa debba riportare o pubblicare", si legge nella nota.
Il divieto d'accesso
Venerdì scorso, il 18 settembre, il presidente Donald Trump aveva annunciato il divieto di accesso alla residenza presidenziale per queste testate, come punizione per la diffusione di quelle che egli definisce "fake news". Poi nella serata di lunedì 21 settembre, il presidente americano ha rilanciato rivendicando la sua decisione: "Ho l'obbligo di lottare per il successo e la sicurezza del nostro Paese. Le fake news sono una minaccia alla democrazia", ha scritto sul suo social Truth. L'inquilino della Casa Bianca ha definito i giornalisti con cui si è aperto lo scontro "pagliacci delle fake news" che "non possono entrare nello Studio Ovale".
Una disposizione per contrastare le fake news
In questo clima di tensione, il presidente americano Donald Trump nega che la Casa Bianca stia attaccando la libertà di stampa ma rivendica di scagliarsi invece contro le bufale che secondo lui rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale. "La Casa Bianca non sta sferrando un attacco alla stampa libera, un valore che ho molto a cuore. Sta invece attaccando le "fake news", un fenomeno che si è diffuso come un cancro nei nostri amati Stati Uniti d'America. Si tratta di un fenomeno corrotto, intenzionale, pervasivo, perfettamente coordinato e totalmente fuori controllo. Rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza nazionale e deve essere fermato, ORA! Grazie per l'attenzione dedicata a questa questione", scrive il capo della Casa Bianca sul suo social Truth.
La protesta delle emittenti
Intanto però, le principali emittenti televisive statunitensi hanno sospeso la copertura degli eventi presidenziali organizzata attraverso il pool della sede presidenziale dopo che l'amministrazione ha impedito alla Cnn di svolgere il turno che le era stato assegnato. Una decisione sostenuta anche da Fox News, Nbc, Cbs e Abc. "Con effetto da oggi, il pool televisivo non coprirà gli eventi indicati come copertura in pool del presidente", ha comunicato Bryan Boughton, responsabile dell'ufficio di Washington di Fox News e attuale presidente del pool. "La decisione segue la posizione della Casa Bianca, che ha impedito alla Cnn di svolgere i compiti assegnati. Non sarà predisposto alcun pool sostitutivo", ha aggiunto.
Le cinque emittenti - Cbs, Nbc, Abc, Cnn e Fox - si alternano nella copertura degli eventi e dei viaggi del presidente, condividendo poi le immagini tra loro e con altre testate. La protesta riguarda anche il viaggio di Donald Trump a New York e limiterà la copertura in diretta di diversi appuntamenti. "Oggi non c'è alcun pool televisivo, quindi Trump non avrà una troupe con sé all'Assemblea generale delle Nazioni Unite", ha spiegato su X la giornalista di Cbs Weijia Jiang.
Il 'Washington Post' si unisce a boicottaggio su Trump
Il 'Washington Post' si è unito al boicottaggio sul Presidente Donald Trump da parte delle principali testate giornalistiche statunitensi, in seguito al divieto di accesso alla Casa Bianca imposto ai giornalisti di MSNBC, CNN e Politico.
Il 'Wp' ha annunciato che non pubblicherà foto di Trump all'uscita dalla Casa Bianca né foto degli eventi a cui parteciperà durante la sua visita a New York. Per il momento, il boicottaggio rimarrà in vigore fino alla mezzanotte (ora della costa orientale degli Stati Uniti). È stato inoltre sottolineato che si tratta di un gesto e di un'espressione di solidarietà con le iniziative degli altri media.
Trump: "I pagliacci delle fake news non entrino nello Studio Ovale"
"Come previsto, le Fake News Cnn, Politico (restituite gli 8 milioni di dollari di contributo versati dal governo statunitense per tenerli a galla!) e Msnow (precedentemente nota come Msdnc!) hanno intentato causa per ottenere l'accesso alla Casa Bianca e al vostro Presidente. Hanno scelto un grande giudice, un uomo che si è pronunciato a favore di Jim Acosta, che ora sembra essere scomparso dalla faccia della Terra. Il nome del giudice è Tim Kelly, ed è stato, purtroppo, nominato da "Trump". In altre parole, quasi senza dubbio e, come al solito, faremo ricorso perché le persone e le pubblicazioni delle Fake News che scrivono solo cose negative e che violano la nostra sicurezza nazionale scrivendo articoli falsi e diffamatori con "fonti" sconosciute, non dovrebbero avere accesso all'ufficio più importante del mondo. Si chiama Studio Ovale e dovrebbe essere trattato con decoro, rispetto e dignità, non profanato da pagliacci di terz'ordine che distorcono, travisano e degradano intenzionalmente tutto ciò che scrivono o pubblicano". Lo scrive su 'Truth' il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Trump prosegue: "Praticamente ogni storia che mi riguarda, o che mi concerne, è negativa, falsa e, in molti casi, pericolosa per il nostro Paese! Non importa quanto grandi siano i miei successi, vengono banalizzati e sminuiti. Con una stampa così corrotta e disonesta, come ho fatto a vincere? È perché i media non hanno alcuna credibilità, e questo è un male per la nostra nazione! Perché dovrei dare "accesso" a persone del genere? Forse il giudice Kelly potrebbe spiegarlo! In ogni caso, ho l'obbligo di lottare per il successo e la sicurezza del nostro Paese. Le fake news sono una minaccia alla democrazia, e farò tutto il necessario per garantire che gli Stati Uniti prosperino