AGI - Trump esclude un attacco russo contro la Nato. "Ho avuto un buon colloquio con Putin. Non attaccherà il territorio dell'Alleanza", ha detto il presidente americano parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.
Le dichiarazioni arrivano dopo che il Cremlino ha definito "allarmistiche" le notizie della stampa americana sulla recente visita a Mosca del direttore della Cia, indicata da alcuni media come una missione per dissuadere la Russia da eventuali iniziative contro i Paesi alleati.
Mosca ha sempre negato di voler colpire membri della Nato. Già ieri Trump aveva escluso un legame diretto tra la missione del capo della Cia e presunte minacce russe contro l'Alleanza, lasciando però intendere che il viaggio potesse riguardare l'Ucraina.
Trump: "La Russia su Homuz si è comportata abbastanza bene"
Trump ritiene poi che la Russia si è comportata abbastanza bene riguardo allo Stretto di Hormuz. "Penso che la Russia si sia comportata piuttosto bene per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz", le parole del presidente Usa.
La stretta economica contro l'Iran
Trump è invece rimasto vago quando gli è stato chiesto della sua campagna per strangolare l'economia iraniana, rifiutandosi di dire se avesse intenzione di sanzionare le banche cinesi o se avesse discusso la questione con le controparti straniere.
L'amministrazione Usa ha annunciato all'inizio di questa settimana l'Operazione Economic Outcast, che minaccia nuove e dure sanzioni contro i partner commerciali dell'Iran se non interromperanno i rapporti con Teheran. Tuttavia, l'amministrazione non ha ancora adottato nuove misure e finora non ha incluso alcun importante istituto finanziario cinese – il principale partner commerciale dell'Iran – nell'elenco delle istituzioni soggette a sanzioni statunitensi.
Le possibili sanzioni alle banche cinesi
Trump si è irritato quando nello Studio Ovale la stampa gli ha chiesto perché non stesse applicando nuove sanzioni alle banche cinesi che intrattengono rapporti commerciali con Teheran. "Chi ha detto che non lo farò? Non potete saperlo", ha affermato.
"Non devo annunciare tutto, no?". In seguito, alla domanda su quali leader mondiali avesse sentito sulla campagna di pressione economica contro Teheran, Trump ha lasciato intendere che non fosse all'ordine del giorno, nonostante il segretario del Tesoro Scott Bessent avesse dichiarato lunedì che il presidente Usa stava telefonando alle controparti straniere "con richieste specifiche di interrompere i loro rapporti con il regime". "Non c'è molto di cui parlare. Non vogliamo parlare con loro", ha detto oggi Trump, "non stiamo cercando incontri o altro".
Trump 'riscrive' la geografia e punta a un oceano
Sullo sfondo dello scontro diplomatico con il Canada, Donald Trump ha poi firmato un decreto presidenziale che cambia immediatamente il nome del Lago Ontario, situato al confine tra Stati Uniti e Canada, in "Lago America". "Abbiamo un golfo e abbiamo un lago. Tutto ciò che ci manca è un oceano", ha commentato il presidente statunitense, che aveva già ordinato il cambio di nome del Golfo del Messico in "Golfo d'America".
Carney: "Il Lago Ontario si chiama così oggi e per sempre"
"Il nome del lago Ontario deriva dalla parola wendat 'Ontari'io', che significa 'il lago è bello, il lago è grande'. Questo nome risale a più di 400 anni fa, ben prima della Confederazione canadese e della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America. Sappiamo che gli Stati Uniti stanno cambiando. Le loro relazioni commerciali, la loro politica estera, i loro monumenti nazionali, i loro idronimi. Le canadesi e i canadesi sanno anche che bisogna chiamare le cose con il loro nome, e questo lago si chiama Lago Ontario, oggi e per sempre". Lo scrive il premier canadese, Mark Carney.
Il viaggio a Mosca del capo della Cia
In una precedente intervista ad Axios, Il presidente Usa è tornato sul viaggio a Mosca del capo della Cia, John Ratcliffe, ribadendo che il viaggio è stato "un normale impegno di lavoro" e dicendosi perplesso riguardo al clamore mediatico della missione. "Ratcliffe incontra la sua controparte russa una volta ogni sei mesi o una volta all'anno. Hanno un ottimo rapporto. Non c'è stato alcun messaggio e non c'era nulla di insolito". Naryshkin, direttore del servizio di intelligence estera russo, ha confermato di aver incontrato Ratcliffe durante la sua visita a Mosca e ha definito i colloqui come "una parte normale del loro lavoro".
Il direttore della Cia questa settimana si è recato in visita segreta a Mosca per condividere in privato la sua cupa valutazione dello stato della guerra russa contro l'Ucraina e per esortare i russi a raggiungere un accordo prima che la loro situazione militare ed economica peggiori. Lo hanno affermato al New York Times funzionari attuali ed ex funzionari.
Ratcliffe ha consegnato il messaggio ad Aleksandr Bortnikov, capo del servizio di intelligence russo FSB, e non ha minacciato le potenziali conseguenze per la parte russa nel caso in cui il presidente Vladimir Putin ignorasse la valutazione del direttore della Cia e scegliesse di continuare a combattere. Gli analisti della Cia si chiedono da tempo se i consiglieri di Putin gli abbiano fornito valutazioni oneste sulla traiettoria e sul bilancio della guerra. La Cia mantiene da tempo canali di comunicazione con l'FSB e il servizio di intelligence estero russo SVR. Questi canali di intelligence sono paralleli a canali separati con funzionari russi guidati dall'inviato del Presidente Trump, Steve Witkoff, e da Jared Kushner, genero del presidente Trump.
La conferma della CentCom su Hormuz
Le forze armate Usa hanno bonificato le rotte marittime internazionali dello Stretto di Hormuz dalle mine iraniane e ora il passaggio è liberamente navigabile. Lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), in un video su X. "Abbiamo bonificato con successo le mine marine dalle rotte di navigazione internazionali dello Stretto, posizionate mesi fa dai Pasdaran. Oggi le rotte marittime internazionali sono aperte", ha affermato l'ammiraglio, definendola una "pietra miliare".
Cooper ha anche sottolineato come quasi 1500 navi, con a bordo circa 750 milioni di barili di petrolio greggio, abbiano attraversato lo Stretto negli ultimi mesi, sotto la protezione delle forze Usa. Allo stesso tempo, ha aggiunto circa 50.000 soldati americani stanno attuando un blocco navale contro l'Iran, impedendo al Paese di esportare petrolio da metà luglio. "Nessuna nave è entrata o uscita da un porto iraniano senza il nostro permesso, e abbiamo consentito il passaggio delle navi solo per motivi umanitari", ha sottolineato, lodando la "dedizione e la professionalità" delle forze armate americane.