AGI - Kyrylo Budanov, capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelensky e già numero uno dell'intelligence di Kiev, definisce - in un'intervista a La Stampa - il Mar Nero "non una questione locale", ma un fronte altrettanto decisivo per la sicurezza dell'Europa e del Mediterraneo. E all'Italia, a cui è grato per il sostegno ricevuto, chiede aiuto per "difendere cieli e mari".
L'errore di Fedorov
Sul fronte interno, Budanov giudica un errore la richiesta dell'ex ministro della difesa, Mychajlo Fedorov, di chiedere le elezioni anche durante la guerra "un errore".
"Come fa a votare un soldato che si trova al fronte sotto la minaccia dei droni? Come fanno a votare centinaia di migliaia di persone che vivono nei territori occupati? Come funziona un seggio a Kharkiv, dove l'allarme aereo scatta tre volte al giorno? Chi garantisce che il risultato sarà riconosciuto da tutti? Si possono organizzare le elezioni tecnologicamente più avanzate del mondo: attraverso uno smartphone, in un'ora, con un'interfaccia elegante. Ma il voto non si riduce a una formula tecnologica, è una questione di fiducia nella trasparenza della procedura", afferma l'ex capo degli 007.
Le richieste di Kiev
Per Budanov Kiev ora ha bisogno di tre cose: le munizioni per i sistemi di difesa aerea; la produzione congiunta e un finanziamento prevedibile. Per il capo di Gabinetto di Zelensky "il Mar Nero non è una questione locale. Da lì passano la sicurezza alimentare del mondo e quella marittima dell'Europa e del Mediterraneo. Un Paese con una tradizione marittima, come l'Italia, può comprendere questo ragionamento meglio di altri".
E Budanov riconosce il sostegno dell'Italia, chiedendone la prosecuzione: "L'Italia è tra quei partner il cui sostegno non dipende da come cambia il vento. Lo dimostrano dodici pacchetti di aiuti, il sistema Samp/T insieme alla Francia, la conferenza sulla ricostruzione a Roma. E poi la posizione coerente della premier Meloni, sia in Europa che nel dialogo con Washington. Lo apprezziamo e lo ricorderemo sempre".
Quindi "è importante continuare a lavorare per garantire il munizionamento dei Samp/T. Così come valutare forme di produzione congiunta di droni: l'Italia ha l'industria, l'Ucraina ha l'esperienza. E' una partnership che rafforzerebbe entrambe le parti. Poi c'è il tema della sicurezza del Mar Nero: protezione della navigazione, difesa aeronavale, coperture assicurative, tutela dei corridoi sono ambiti nei quali l'Italia 'in primis' e l'Europa possono offrire un contributo concreto senza alimentare il rischio di un'escalation".