AGI - La frase che più ricorre in queste ore è: "Non era mai successo prima". E davvero per decenni il Principato di Monaco era stato risparmiato dalla minaccia del terrorismo. Almeno fino a ieri, quando una bomba è esplosa davanti l'abitazione di un oligarca ucraino ferendo gravemente lui, la compagna e il figlio tredicenne. Le forze dell'ordine sono mobilitate a Monaco e nelle zone limitrofe per cercare di individuare l'autore.
Sul versante monegasco, decine di agenti sono stati dispiegati a partire da lunedì sera. Sul versante francese, due elicotteri e una trentina di gendarmi sono stati mobilitati intorno al Principato, mentre l'unità speciale RAID è stata posta in stato di allerta. Le uniche immagini disponibili mostrano un uomo che deposita un pacco davanti a un edificio residenziale in un quartiere molto vicino al confine con la Francia.
Le autorità escludono il terrorismo, si indaga per omicidio
Oggi è arrivata la notizia che le autorità indagano per "tentato omicidio" e non per "terrorismo". Stephane Thibault, incaricata di condurre le indagini, si è rifiutato di rivelare chi fosse il presunto bersaglio, sebbene diverse fonti indichino l'imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev.
Cosa è successo
La bomba è esplosa intorno alle 21, ferendo la coppia e, in modo meno grave, il ragazzino. Sono tutti ricoverati a Nizza, a circa 20 chilometri da Monaco. Durante la notte, il capo del governo monegasco, Christophe Mirmand, ha annunciato in conferenza stampa che il sospettato descritto dai testimoni era stato identificato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza di Monaco e Beausoleil, la vicina città francese che aveva raggiunto a piedi.
Caccia all'uomo
Secondo Mirmand, la procura di Nizza ha aperto un'inchiesta per consentire alle forze dell'ordine francesi di partecipare alla caccia all'uomo. Una fonte vicina all'inchiesta ha confermato all'AFP che l'uomo ferito nell'attentato è Vadim Ermolaev, un oligarca originario dell'Ucraina. Residente a Monaco, è soggetto a sanzioni dal dicembre 2023 dal Consiglio di Sicurezza Nazionale ucraino per aver continuato le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa. "A mia conoscenza, è la prima volta nella storia che un simile atto si verifica nel Principato", ha dichiarato Mirmand.
Il principe Alberto: "Crimine efferato"
Il Principe Alberto II ha condannato l'attacco in una dichiarazione, definendolo "un crimine efferato" che rappresenta "uno shock per l'intera comunità monegasca". Grazie alle sue ingenti forze di sicurezza e al sofisticato sistema di videosorveglianza, Monaco ha a lungo mantenuto l'immagine di un rifugio particolarmente sicuro, sebbene alcune rapine abbiano turbato la tranquillità negli ultimi anni. "Il Principato di Monaco resterà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità", ha promesso il Principe.
Mirmand ha anche menzionato il lavoro svolto lunedì sera con i servizi di intelligence "per identificare il profilo delle vittime, per stabilire se altre persone possano essere soggette a minacce specifiche e per garantire che tali eventi non si ripetano nel Principato".
Oltre ai tre feriti, altre quattro persone sono state soccorse dai paramedici, tra cui una in stato di shock e diverse con ferite da rottura di vetri. L'edificio preso di mira contiene sei appartamenti, ma i tre feriti erano le uniche persone presenti. In una foto pubblicata si vedono detriti all'ingresso di una struttura in pietra, le scale gravemente danneggiate e macchiate di sangue e i cancelli deformati.