AGI – Forse siamo di fronte a una svolta nella guerra in Medio Oriente. Dopo che il governo iraniano ha ufficialmente accusato gli Stati Uniti di non rispettare il primo punto del memorandum di intesa che prevedeva il cessate il fuoco anche sul fronte libanese, per cui “lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi", secondo quanto riportato da Channel 12, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all'esercito dello Stato ebraico di "cessare il fuoco" in Libano. L'ordine giunge a seguito di un "coordinamento tra la classe politica e gli Stati Uniti", afferma l'emittente, precisando che l'esercito, tuttavia, non si ritirerà dal Libano meridionale.
In precedenza, dopo aver lanciato attacchi contro Hezbollah in risposta ad attacchi contro le truppe, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) avevano dichiarato di "essere impegnate a rispettare l'accordo di cessate il fuoco in conformità con le direttive della classe politica e di continuare ad agire per eliminare qualsiasi minaccia allo Stato di Israele e alle truppe israeliane".
Attacchi nel Libano meridionale
I media libanesi hanno riferito di diversi attacchi israeliani nel Libano meridionale in seguito all'annuncio delle Idf, cominciati all'alba, dopo quelli che ieri hanno causato oltre 80 morti.
Accuse reciproche sul cessate il fuoco
Il ministero degli Esteri israeliano ha accusato Hezbollah di violare "costantemente" il cessate il fuoco Gerusalemme, annunciato ieri da Washington in Libano. "Hezbollah continua a violare costantemente il cessate il fuoco", ha dichiarato su X il portavoce del ministero, Oren Marmorstein, mentre nel sud del Libano continuano i sanguinosi raid aerei israeliani e gli scontri tra le forze israeliane e il movimento sciita filo-iraniano, che da ieri hanno causato decine di morti.
Bilancio delle vittime
Un nuovo rapporto pubblicato dal ministero della Salute libanese ha rivelato che il conflitto tra Israele e Hezbollah ha causato 4.057 morti e 12.121 feriti tra il 2 marzo e il 20 giugno. L'escalation di violenza di venerdì ha provocato 83 morti e 141 feriti. Tra le vittime, 17 persone sono state uccise nella città di Nabatieh e altre 10 a Harouf, tra cui un bambino e tre donne. Inoltre, 8 persone sono state uccise a Habbouche
Iran e stretto di Hormuz
L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il memorandum di intesa, visto che i combattimenti in Libano continuano, e ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stata la televisione di Stato che ha citato un comunicato del comando centrale unificato Khatam al-Anbiya. "Considerata la palese violazione degli impegni e la rottura del patto per parte degli Stati Uniti, vista la mancata attuazione del primo punto dell'accordo di fine guerra, e in risposta alla violazione incessante e continua del cessate il fuoco del regime sionista nel Libano meridionale, al massacro spietato e alla distruzione di centinaia di migliaia di persone oppresse di questa terra, nonché al mancato ritiro delle forze di occupazione sioniste dai territori del Libano meridionale", il comando "annuncia che lo Stretto di Hormuz sarà chiuso al transito delle navi", ha riferito la tv. "Si ricorda che questa prima misura costituisce una risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico e, in caso di prosecuzione delle violazioni, seguiranno ulteriori misure", avverte la nota.
La posizione del governo iraniano
Il governo iraniano ha ufficialmente accusato gli Stati Uniti di non rispettare il primo punto del memorandum di intesa che prevedeva il cessate il fuoco anche sul fronte libanese. "La controparte ha violato il proprio impegno a costringere l'entità sionista a cessare le sue aggressioni contro il Libano", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, citato dai media iraniani. "Non abbiamo firmato un impegno per non rispettarlo", ha aggiunto, "se la controparte non rispetterà i propri, l'Iran risponderà con le misure necessarie".